Un blog che parla di me...delle mie passioni , delle mie emozioni.
Un blog per combattere l'ipocrisia, l'odio, la violenza.
Un blog che parla d'AMORE

Blog ispirato dal capolavoro di Benigni "La vita è Bella"



sabato 16 settembre 2017

Recensione La pazza gioia

Il titolo sembrerebbe quasi un ossimoro, perchè nella pazzia non c'è nulla di gioioso .
Eppure il talentuoso regista toscano Virzì è riuscito a dare vita a questo film capolavoro, descrivendo il disagio della malattia mentale , con uno stile a dir poco geniale e senza ombra di dubbio creativo ; un mix perfettamente dosato di ironia, divertimento e momenti di intensa e profonda commozione.
Beatrice , interpretata magistralmente  da Valeria Bruni Tedeschi,( vincitrice del David di Donatello come migliore attrice protagonista)  è una nobile e ricca donna  ; viziata,logorroica , vanesia, eccentrica e terribilmente snob ...
Donatella. interpretata dalla sempre bella e brava Micaela Ramazzotti,  è una giovane e bellissima donna; fragile, riservata, introversa  e silenziosa ; quasi assente con il pensiero ; sembra sempre smarrita e vulnerabile.
Ma cosa hanno in comune due donne cosi apparentemente diverse tra loro?
Sono entrambe ospiti di Villa Biondi , una comunità terapeutica in provincia di Pistoia .
La comunità si occupa del recupero di donne affette da varie patologie mentali e psichiatriche .
Le due giovani donne si ritrovano a condividere insieme un progetto creato dai responsabili della comunità e cioè  inserirle in un programma  rieducativo, consentendo ad entrambe di lavorare per qualche ora a settimana in un vivaio , vicino alla loro struttura terapeutica .
Approfittando di un momento di confusione , le due donne riescono a fuggire dal vivaio e prendere un bus di linea urbana ; sono finalmente libere .
Inizia da questo momento una serie di esilaranti e , nello stesso tempo, drammatiche avventure che le vedrà uniche e straordinarie protagoniste  di uno dei film più belli ed intensi del cinema italiano degli ultimi anni.
Queste due ''Thelma e Louise'' nostrane, con la loro fuga, la loro voglia di libertà ci accompagneranno attraverso un viaggio sulle ali delle emozioni più pure e vere.
E ci accompagneranno anche alla scoperta del disagio che nasce dalla malattia mentale, quella poco compresa perchè destabilizzante e quindi causa di pregiudizi , quella che nessuno o pochi riescono a concepire o ad accettare, perchè un'' matto''  è quasi sempre sinonimo di ilarità o spesso vergogna ,imbarazzo, disprezzo ..... Beatrice e Donatella impareranno ad ascoltarsi , a sentirsi , a fondersi l' una nella sofferenza dell'altra; nella tristezza di una solitudine interiore che nessuno ha mai accolto , che nessuno ha mai rispettato.
Per chi non avesse ancora visto La pazza gioia . non voglio descrivere neanche una singola scena di questa pellicola , perché vale la pena di godere di ogni  momento di questo eccellente  gioiello cinematografico .
Ma vi posso assicurare che sarà alquanto improbabile che non possiate ridere alle esilaranti battute di Beatrice o non possiate commuovervi alla storia che si cela dietro la tristezza e la fragilità di Donatella . Due universi confusi e soli, che riescono a comprendersi , perché  figli della stessa malinconia e dello stesso caos esistenziale.
Due creature meravigliose che vi entreranno nel cuore , soprattutto per la tenerezza e protezione che avranno l'una per l'altra. Un finale dolce e amaro, che lascerà posto alla speranza e alla consapevolezza che forse la gioia va  cercata e conquistata , anche attraverso la follia.
Gina Margiotta






giovedì 14 settembre 2017

Buon anno scolastico a tutti gli studenti..........

A tutti gli studenti ....dai più piccoli ai più grandi....a tutte le nozioni che imparerete....

alla pausa di ricreazione con la fetta di crostata alla frutta preparata dalla nonna,
 ai libri freschi di stampa e a quelli usati per far risparmiare un po' i vostri genitori, 
ai colori che userete, alle mani sporcate dall'inchiostro, 
a quegli attimi di panico che vi prenderanno quando avrete paura di essere interrogati, 
non sapendo la lezione , 
alla gioia del suono della campanella .....
alle vostre amicizie create tra i banchi di scuola che dureranno per sempre , 
alla stima che proverete per certi insegnanti , 
ai compiti svolti contro voglia, 
alle fredde mattine in cui avrete il desiderio di dormire ancora un po'....
a tutte quelle emozioni che vi accompagneranno anche nella scuola della vita.....
che più conta .... 
A tutti gli studenti, insegnati e operatori scolastici auguro un felice ed indimenticabile anno scolastico.....

sabato 9 settembre 2017

Bebe Vio: la ragazza magica di Gina Margiotta

Jovanotti le ha dedicato una delle sue canzoni più famose :
Ragazza magica.Ed è proprio così che Bebe (Beatrice Vio) appare agli occhi di molti ammiratori che la amano e l'ammirano: io sono tra questi . Mi ha conquistata Bebe ; mi hanno conquistato i suoi grandi occhi vivaci, il suo sorriso disarmante , ma più di tutto mi hanno conquistata il suo coraggio e la sua grinta. Beatrice Vio ( detta Bebe) nasce a Venezia il 4 marzo 1997. All'età di undici anni si ammala gravemente . Viene ricoverata  in ospedale a causa dell'acutizzarsi della cefalea e della febbre  di cui soffre da qualche giorno. I dottori che la prendono in cura, immaginando di avere a che fare con un caso di sepsi da meningite, decidono di ricoverarla nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell'ospedale di Padova. Qui però Bebe arriva quando è già in condizioni gravi.La forma di meningite contro la quale lotta  è grave e preoccupante.E a peggiorare la situazione arriva una crisi setica, che le causa alcune emorragie interne. I medici si vedono costretti, così, ad amputarle le gambe sotto le ginocchia ed entrambi gli avambracci. Dopo un lungo periodo di degenza nel reparto terapia intensiva, Bebe comincia a dare i primi segni di ripresa. E Bebe esce miracolosamente dal coma . Tuttavia la meningite lascia sul fisico della ragazzina gravi conseguenze. Non solo l'amputazione degli arti, ma anche cicatrici distribuite sia sul viso che sul corpo. Dopo la dimissione dall'ospedale, Bebe fa ritorno a Mogliano Veneto, dove abita con la famiglia e dove ricomincia a frequentare la scuola. Le lunghe giornate sono cosi scandite dallo studio, ma anche dalle lunghe sedute di riabilitazione a cui viene sottoposta . Comincia per lei anche il periodo di applicazioni di protesi, che le possano consentire uno stile di vita , il più agevolato e normale possibile  . Ma il suo carattere vivace e battagliero la spinge a riprendere gli allenamenti di scherma , a cui era appassionata ancor prima del sopraggiungere della malattia . Bebe ricomincia ad usare il fioretto. E , nonostante la giovane età, si informa continuamente sulla possibilità dell'utilizzo di nuove e avanzate protesi, che le possano consentire un 'autonomia più completa e maggiore libertà di movimento. Coinvolge i genitori a creare e dare vita ad un'associazione no profit : la Art4sport . L'organizzazione si occupa, principalmente, di fornire ai bambini che hanno subito amputazioni, un sostegno per integrarsi e impegnarsi tramite le attività sportive. Nel 2010 , Bebe riceve le tanto agognate protesi per tirare di scherma, idealizzate e create dal Centro protesi di Budrio , con la partecipazione e il sostegno economico del Comitato Paraolimpico Italiano . Insieme alle protesi viene creata anche una sedia a rotelle particolare per poter partecipare alle gare di scherma. E' per Bebe un periodo fisicamente molto faticoso , ma anche proficuo ed entusiasmante.  Si allena quasi ogni giorno tra Padova, Bologna e Roma , sotto la guida di due allenatori; il polacco Ryszard Zub e l'italiano Fabio Giovannini, due dei preparatori atletici più famosi al mondo per quanto rigurada la disciplina sportiva della scherma. Nel 2011 , Bebe diventa la prima atleta europea con il braccio armato protesizzato . Ma il sogno di Bebe è assai più ambizioso ed importante; partecipare alle Paraolimpiadi come atleta nella categoria della sua disciplina sportiva. Sia nel 2012 che nel 2013 , la giovane si aggiudica il primo posto individuale ai campionati italiani di categoria B.  Seguono numerose vittorie sportive , tra cui il torneo di Montreal e quello di Leonato . Ma è alle Paraolimpiadi di Rio de Janiero , che la giovane atleta viene catapultata tra le stelle sportive tra le più acclamate ed amate al mondo. Proprio nello stesso giorno in cui Alex Zanardi ( altro atleta ad aver subito l'amputazione delle gambe, in seguito ad un incidente ) conquista il suo terzo oro Olimpico; Bebe vince la tanto sognata medaglia d'oro , battendo in finale la cinese Jingjing Zhou  . E' la consacrazione a livello internazionale . Bebe è finalmente una stella nella storia dello sport.Ero davanti alla tv quella sera e facevo un tifo per lei che sembrava di essere allo stadio . Sono rimasta subito colpita da Bebe, per la sua determinazione, la sua audacia , il suo carisma e la sua grinta. E ho ammirato anche la sua sete di vincere, il suo grande senso di competizione ed agonismo , pur mantenedendo sempre uno stile corretto e leale. Da quel momento ''la ragazza magica'' è diventata anche un'importante figura a livello mediatico. E si è scoperto che questa ragazza ha davvero tantissime qualità ; è solare, sempre sorridente e ha il dono dell'autoironia , arrivando, spesso, a ridere anche di se stessa . Il suo intento, ora, oltre allo sport, è di impegnarsi anche a livello sociale . Importante è stata la sua disponibilità a posare per la famosa fotografa Anne Geddes , per promuovere una campagna a sostegno della vaccinazione contro la meningite.Nel febbraio 2017 riceve il Laureus Award ; il riconoscimento più importante come migliore atleta disabile dell'anno precedente. Inoltre ha scritto e poi pubblicato una sua autobiografia  Mi hanno regalato un sogno. Ho letto questo libro e mi sono ancora più affezionata a questa giovane donna, che potrebbe essermi figlia. E' bella Bebe ; bella per ciò che rappresenta la sua figura, la sua immagine. Penso che esempi del genere vadano seguiti e sostenuti. Penso che persone come Bebe possano essere di grande aiuto ed esempio a chi ha subito gravi e pesanti sofferenze, ma anche chi , dalla vita, ha avuto la fortuna della salute  . Penso che lei sia uno di quei personaggi che può veramente insegnare qualcosa di molto importante; ad amarsi ed accettarsi, nonostante le privazioni, le sofferenze , le avversità.... Come mi piace....quanto mi piace ...questa ''ragazza magica'' 
.






giovedì 7 settembre 2017

Cara zia Vittoria

Cara zia Vittoria ,
te ne sei andata via sabato 26 agosto in una calda e soleggiata giornata di fine estate. Da molti mesi lottavi con grande dignità e coraggio , ma il tuo fisico era troppo debilitato da innumerevoli patologie, che non sto qui a descrivere .
Negli ultimi sette anni della tua vita sei caduta e ti sei rialzata , a volte, sorprendendo tutti noi . La verità è che eri forte ; una vera guerriera ed eri aggrappata alla vita con una grinta ed una perseveranza encomiabili . Il nome Vittoria ti ha caratterizzato perfettamente, perchè tu hai vinto . Non ti sei arresa , non sei stata sconfitta , sei solo andata incontro a quella pace e quel riposo che meritavi da tempo. Nelle ultime settimane mi sono tornati in mente tanti ricordi. Tu sei sempre stata per me una figura importante e preziosa , soprattutto durante la mia infanzia e la mia adolescenza.
Mi hai cresciuta quando ero piccola e mamma andava al lavoro. Ho frammenti di ricordi di quel periodo; come dei flashback , ma ricordo perfettamente la sensazione di gioia e di protezione che riuscivi a trasmettermi. In questi giorni ho spesso ripetuto le stesse parole e, a molti, potrei sembrare ripetitiva , ma tu sei stata veramente una seconda mamma per me.  La vita non ti ha concesso la gioia di essere madre , ma come ho già detto più volte, hai amato tutti noi nipoti come se fossimo figli tuoi. Sei stata un dono prezioso ed io sono onorata di essere stata tua nipote . Mi mancherai immensamente. Mi mancheranno le mattine in cui ti portavo la focaccia e mi sedevo accanto a te a bere il caffè. Mi mancherà chiamarti all'improvviso per chiederti di darmi le tue ricette di cucina. Mi mancherà la tua presenza a  Natale, la tua simpatia, la tua dolcezza , il tuo sguardo furbo ed intelligente, i tuoi proverbi, i tuoi esilaranti scherzi, le tue espressioni in dialetto pugliese . Ma più di tutto , mi mancheranno le nostre confidenze...quell'intimità e intesa che sono tipiche delle anime affini. Proprio come te , non ho avuto il dono di essere madre, ma  ora che sono zia di un nipote meraviglioso , so cosa vuol dire amare qualcuno come se fosse un figlio. Spero di poter dare a Filippo , ciò che tu hai dato a me; amore incondizionato e puro. Vorrei dirti ancora tante cose.... ma so che ora puoi sentirle anche senza parlare ....  So che ci incontreremo ancora....nei nostri pensieri, nei nostri ricordi e nei nostri sogni. Un'ultima parola però te la vorrei dire ; GRAZIE di aver reso la mia vita straordinaria . Buon viaggio zia Vi.... Ti voglio bene. E te ne vorrò sempre. 

lunedì 4 settembre 2017

Principessa Diana: vent'anni dalla sua scomparsa.... di Gina Margiotta

Il 31 agosto è stato il giorno dell'anniversario della morte della Principessa più amata di tutti i tempi  : Lady Diana Spencer , il giorno del ricordo non solo per i principi William Harry ma per tutta la Gran Bretagna, anzi per tutto il mondo. Non dimenticherò mai quella domenica di fine estate di vent'anni fa . Mia mamma venne a svegliarmi con aria incredula e mi disse che la principessa Diana era morta in un incidente d'auto a Parigi. Facemmo colazione con gli occhi incollati alla televisione, non una parola; in quella cucina illuminata dal primo sole della mattina , regnava un silenzio surreale. Ricordo che vedemmo un servizio giornalistico della giovane e bella principessa in compagnia dei suoi due figli , allora adolescenti, e ci commuovemmo fino alle lacrime. Non per la principessa, ma per la madre, per la giovane donna, per la breve vita , spezzata cosi precocemente....e poi mia madre ed io l'abbiamo sempre amata ed ammirata la bella Lady D .   A vent'anni dalla sua scomparsa , i principi e la duchessa di Cambridge Kate hanno visitato il 'White Garden', il memoriale giardino realizzato a Kensington Palace in onore di  colei che è sempre stata definita '' la principessa dei cuori''.
L' impegno pubblico ha  dato l'opportunità ai giovani  principi di rendere omaggio alla vita e al lavoro della loro madre.  Un'icona di stile, di eleganza, ma soprattutto di grande umanità ; una figura di grande impegno sociale e politico. Paradossalmente la fama di questa giovane e bella donna , crebbe ancora di più dopo il divorzio dal marito, il Principe Carlo, erede al trono e futuro re d'Inghilterra . Diana non era la '' bella bambolina'' che la famiglia reale voleva plasmare per trasformarla in una figura fatta di ''regole'' ed etichetta.... Diana è sempre stata un'anticonformista ; spontanea , genuina , semplice, diretta e soprattutto ''umana'' ....e questo suo essere cosi profondamente ''reale'' non nel senso nobile, ma'' vera,'' le ha sempre creato problemi con la famiglia del marito , da sempre caratterizzata da una disciplina , consona ad una famiglia regnante.
Ma proprio questa sua semplicità, questo suo essere trasparente e vera l'ha avvicinata al cuore delle persone del popolo , più di quanto avesse mai fatto un membro della dinastia dei Windsor..... Molte sono le leggende legate alla figura di Diana.... Si dice scappasse da Palazzo reale per andare a ballare con le sue amiche, c'è addirittura una storia raccontata da alcuni amici in cui Diana si vestì da uomo e con Freddy Mercury , passò una serata in un locale gay..... Diana che scappava dai paparazzi, Diana che visitava i centri d'accoglienza per i senza tetto, Diana che abbracciava e toccava i malati di Aids , all'inizio degli anni '80 , in un tempo pieno di pregiudizi , dove si pensava che il virus potesse essere trasmesso solo con un semplice contatto fisico , Diana che portava i suoi figli al parco, al cinema , al fast food , come una normale mamma . Tutto questo creò con la famiglia acquisita dei contrasti che, col tempo, divennero irreparabili .  Forse la cosa che più infastidiva la famiglia reale è che lei fosse  amata, adorata e acclamata più di qualsiasi altro componente della dinastia Windsor e questo essendo semplicemente se stessa. Molti anni fa lessi una biografia della principessa in cui si raccontava il viaggio che Diana e Carlo fecero in Australia. Durante quella visita ufficiale , il popolo australiano impazzì letteralmente per Lady D .... La gente la acclamava , voleva toccarla o fare foto con lei....e ad un certo punto una signora fu avvicinata da Carlo. La donna disse al Principe : '' La prego , sua altezza , può far avvicinare sua moglie , sono anziana e l'ammiro molto, vorrei poterle stringere la mano'' Ebbene si , Diana conquistò tutti; la gente , il popolo, ma anche i politici, gli imprenditori di fama mondiale, i grandi artisti del mondo dell'arte e dello spettacolo e suo marito dovette assistere al grande successo che questa donna raccoglieva, dal carisma e dal calore che riusciva ad emanare e  trasmettere solo attraverso un sorriso ,mentre lui era sempre un passo indietro.  Diana fu  amata da tutto il mondo , ma forse il suo più grande e tragico rammarico è stato quello di non essere amata dall'uomo della sua vita ; il Principe Carlo, da sempre innamorato della sua amante Camilla . Dopo l'inevitabile divorzio, Diana fu molto criticata e calunniata da una squallida e viscida stampa scandalistica. I suoi amori erano spesso sbandierati e derisi...a Diana non fu mai perdonato il fatto di essere semplicemente una donna libera, anche se profondamente sola .  Come non le fu mai perdonata la sua intensa attività sociale, spesso scomoda come quando visitò il paese africano de l' Angola , combattendo e lottando per l'eliminazione delle mine anti uomo . Qualunque cosa facesse o dicesse , Diana era sempre una spina nel fianco della monarchia inglese . Diana morì a soli 36 anni, in una calda notte d'agosto con il suo compagno di allora  ; l'imprenditore e produttore cinematografico egiziano Dodi al Fayed . Per tutta l'estate i paparazzi di tutta Europa seguirono ovunque la coppia , senza concedergli mai un attimo di tregua. Si dice che anche quella notte maledetta i paparazzi fossero presenti e anzi, fossero stati proprio la causa dello stesso incidente. Ma numerosi e inquietanti misteri circondano questo tragico evento mortale e , francamente, io non ho le competenze per poterli ipotizzare , figuriamoci  descriverli. Rimane il fatto che, nonostante, siano passati vent'anni , Lady Diana rimane una delle figure femminili più importanti , amate, invidiate   ed ammirate della storia del Ventesimo Secolo . Forse non avrebbe potuto essere più amata , neanche se il destino le avesse concesso l'onere e l'onore di diventare regina....Ma in fondo lei , una regina lo era davvero.... era davvero la regina dei  cuori. Mi piace pensare, però , che quel carisma, quella freschezza , quella sua genuinità, quella semplicità sia stata , in parte, trasmessa ai suoi due figli ; William ed Harry  che, come Lady Diana, sono molto ben voluti  dal popolo britannico e che forse, dopo secoli di rigide regole e fastidiose discipline , sapranno avvicinarsi a quel popolo che ha amato cosi profondamente la loro indimenticabile madre. 

Sono tornata..........

Dopo un periodo di lunga assenza , SONO TORNATA... Spero di ritrovarvi tra i miei lettori.. Scusate per la mia latitanza....... BEN RITROVATI........



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domenica 10 luglio 2016

Crescere di Gina Margiotta



Crescere non significa necessariamente rinunciare. 


Crescere significa vestirsi di nuove consapevolezze, 

senza rassegnarsi alla possibilità di stupirsi e di stupire. 

Voglio avere la mente di una donna

 e l'anima di una bambina. Gina Margiotta. 

Due anni fa ci lasciava Giorgio Faletti, lo ricordiamo con le sue parole.
Ciao Giorgio


"L’aria si fa leggera
ed arriva volando una piuma
ma bianca da dire che c’era e non c’era
da sembrare una falce di luna.

L’aria si fa leggera
quando ancor più leggera è la piuma
e mentre nel cielo non sembra sia vera
rende vera ogni cosa e nessuna."

domenica 15 novembre 2015

Fanciulla d'Europa di Gina Margiotta

Poesia dedicata a Parigi dopo gli attentati del 13 novembre 2015



Io ti ho respirata , Parigi.
Ho camminato per le vie che profumavano di rose
e di croissant appena sfornati.
Ho sentito l'aria fresca sul viso
 e ho contemplato i tramonti che coloravano i tuoi tetti .
Ho visto volti stanchi tornare dopo una notte di follie.
Io ti ho vissuta , Parigi .
Ho passeggiato sul lungo Senna
ed ho ammirato le mille luci che ti illuminavano il viso ,
come una diadema sul volto di una principessa.
E mi sono commossa davanti alla tua maestosa bellezza ....
al tuo essere elegante e dolce ; romantica fanciulla d'Europa.
Io ti porto nel cuore , Parigi...
Ti porto con me....
oggi più che mai ....

sabato 17 ottobre 2015

La cultura è resistenza

La cultura è resistenza . Sembra strano pensare di vivere in un Paese senza avere diritto alla conoscenza . Perché  la conoscenza è libertà...è l'opportunità di conoscere e quindi ribellarsi alle dittature che ci vogliono sottomessi e prigionieri. In nome della libertà, alcuni coraggiosi abitanti di una piccola cittadina di nome Daraya  alla periferia di Damasco, occupata da più di alcuni anni dalle milizie governative perché ritenuta ostile al regime di Bachar el-Assad, hanno trovato il modo di
combattere la loro personale resistenza.
 La città si trova in una zona strategica per il regime, vicino all’aeroporto militare di Mezzé.
Gli abitanti continuano così a vivere nella paura delle bombe , delle torture, degli stupri e non hanno più una vita culturale.
E’ qui che Abu Malek e i suoi compagni hanno creato in una cantina una biblioteca destinata a condividere uno spazio di lettura e studio agli abitanti.
Abu Mankel ha quasi completato la sua collezione di libri e film documentari da guardare sul luogo da loro creato, diventando un vero mediatore culturale e prendendo il suo ruolo molto sul serio:Ho trovato uno scopo nella mia vita: la creazione di questa biblioteca. Non passo più giorni interi tra la noia e la paura di nuovi bombardamenti. Ora do consigli a chi viene a cercare un libro e discutiamo insieme delle nostre ultime letture. Ma ci mancano ancora i soldi”.
Grande impegno e lodevole partecipazione , in un Paese sottomesso. Pensiamoci quando giudichiamo questa povera gente che continua a scappare dalla Siria per avere l'opportunità di un futuro migliore.....perché forse una sola cosa è peggio della morte...è vivere costantemente con la paura e senza avere la possibilità di essere persone libere. Avete tutta la mia ammirazione e il mio rispetto. Continuate cosi e non arrendetevi mai.

venerdì 16 ottobre 2015

Ritorno polemico di Gina Margiotta

Ben ritrovati, miei cari lettori.
Per mesi ho trascurato il mio amato blog e a coloro che mi hanno sempre seguita con fedeltà e
partecipazione , vorrei porgere le mie scuse per il mio prolungato assenteismo.

E' stato per me un lungo periodo di grandi e profondi cambiamenti e novità, per fortuna , quasi tutti positivi sia a livello lavorativo che personale.
Ma la mia assenza è stata dovuta anche e soprattutto ad un periodo di mia grande stanchezza morale , condizionata dalle tante critiche e ai tanti giudizi piovutomi addosso negli ultimi due anni.
Da tanto tempo, ormai, sono iscritta , come tante persone al mondo, al più famoso e frequentato social network del web; facebook.
E da due anni a questa parte ho avuto l'opportunità di conoscere persone straordinarie con le quali sono riuscita ad approfondire amicizie diventate importanti e preziose.
Inoltre ho avuto la possibilità di aderire a diversi gruppi di interessi comuni; gruppi  di lettura , di viaggi, di amanti di storia dell'arte, di cinema, di poesia o semplicemente di appassionati di cucina e gastronomia.   etc etc...
Ma fb e il mondo  di Internet non è sempre tutto rose e fiori
E cosi , circa  due anni fa, una persona che frequentavo ha cominciato a ''rompere le scatole'' alla sottoscritta solo per il semplice fatto di pubblicare foto e indicazioni di alcune mie ricette gastronomiche. Questa persona, in maniera molto subdola e maleducata , rispondeva ai miei post con battute impregnate di veleno e di ingiustificato astio , solo perché condividevo la ricetta di una torta ai frutti di bosco o di una pietanza creata da me.
Consiglierei a questa persona di consultare un buon medico curante che  possa aiutarla a gestire meglio le sue aggressive frustrazioni.
Ma non è finita qua .
Con il passare del tempo più contatti sia di Facebook che del mio blog , hanno cominciato a criticare e contestare molti degli argomenti da me trattati.
E una volta non andava bene che parlassi di cinema.
E una volta mi contestavano il fatto di recensire o consigliare un libro che avevo particolarmente apprezzato. E una volta mi si contestava il fatto di esprimere le mie idee politiche.
Mi è stato addirittura contestato il solo fatto di commentare la mia precaria sopportazione della calura estiva. E tutto questo criticare ( a volte in maniera presuntuosa ed arrogante) ha creato in me un tale disagio da condizionare la mia grande passione della scrittura , cosi da non avere più lo stimolo di curare il mio blog, per paura di ''URTARE'' alcune persone infastidite dalle mie pubblicazioni.
Ora io non sto dicendo che non accetto critiche.
Le critiche possono essere costruttive ed aiutare a migliorare.
Quello che non accetto è sentirmi dire quali argomenti trattare e quali no.
Se permettete io scrivo e pubblico ciò più mi piace o ciò che più mi ispira. E questo anche senza la vostra APPROVAZIONE- Io non  ho mai avuto la presunzione né tantomeno l'arroganza di contestare i vostri post , posso avere discusso di vari argomenti , ma mai e poi mai mi permetterei di suggerire ad una persona ciò che deve o non deve pubblicare. Ma con quale diritto, cari i miei DUCETTI da tastiera?
La libertà di espressione è uno dei doni più preziosi che ci siano stati concessi .
Quindi vi pregherei di lasciarmi in pace , una volta per tutte.
E ripeto ....se non volete leggermi , abbiate la decenza e la coerenza di eliminarmi  dai  vostri contatti o evitate di visitare il mio blog , se poi vi sentite cosi presuntuosi di suggerirmi come dovrei gestirlo.
Una mia cara amica ha detto una cosa giusta a riguardo: una pagina facebook o un blog è un po' come arredare la nostra casa..... allora voi vi sognereste mai di entrare nell'abitazione di qualcuno e criticare l'arredamento solo perché non incontra i vostri gusti? Non credo proprio.
Ma l'esempio che più mi è piaciuto è quello suggeritomi dalla mia cara amica Marta.
Lei sostiene che criticare qualcuno per ciò che desidera condividere è come passare davanti ad una vetrina di un negozio , non apprezzare la merce esposta ed entrare nel locale per aggredire la proprietaria o la commessa. Internet ci ha donato il grande dono della conoscenza attraverso un semplice clic, ci ha donato la possibilità di informarci , di leggere, di apprendere . Non sempre ciò che leggiamo ci va a genio, ma se cosi fosse , evitiamo di andare a ROMPERE LE BALLE a chi, in totale libertà, decide di condividere qualcosa che ritiene interessante; che sia la ricetta delle orecchiette pugliesi o la recensione dell'ultimo libro di Donato Carrisi .
Io HO SEMPRE RISPETTATO tutti voi, ora sarebbe il momento che tutti voi rispettiate me e la mia libertà di esprimermi come più mi pare e piace. SONO STATA CHIARA?
Vabbè rientro con un po' di polemica, ma nella mia vita sono sempre stata remissiva e ho sempre subito l'arroganza di chi voleva prevaricare. Adesso non intendo più abbassare la testa e darla vinta a chi non ha minimamente rispetto della mia persona.
Concludendo questo mio alquanto arrabbiato post , vi lascio con un aforisma di Seneca che ho sempre amato tanto.
Impara a piacerti per quello che pensi di te stesso ; è molto più importante di quello che di te pensano gli altri. Buona giornata a tutti ......

giovedì 13 agosto 2015

Pensiero di te di Gina Margiotta

La percezione della tua assenza mi apre un varco sui ricordi.
Quei ricordi che si dipingono con i frammenti degli attimi vissuti insieme. Quelle giornate di sole e risate, di mare, di aria fresca , di parole condivise come pane tagliato a fette. Le domeniche piene di noi.
E' quasi passato un anno dalla tua ''partenza''.
E mi manchi ...una mancanza profonda e docile . Una sensazione che si amplifica nei momenti più impensabili ; quando sono sul bus, quando spezzo gli spaghetti , sapendo che tu non avresti approvato, quando alla fine di un pensiero mi tornano in mente le tue battute disarmanti.
E quasi passato un anno. E ancora ti vedo limpido , come acqua di sorgente;  come i tuoi occhi azzurri , dietro gli occhiali da miope.
La vita  come una carezza ; la fotografia della mia infanzia così colma delle tue coccole, dei pizzicotti che mi lasciavano la guancia arrossata, come quando fai una corsa e ti manca il fiato.
Un'impronta sul cuore che non va più via .... che rimane sulla pelle come un tatuaggio incancellabile e permanente. Ti penso e ti porto con me in ogni mio giorno.
In ogni sera, quando prima di addormentarmi ti chiedo di proteggermi e di non abbandonarmi mai.

sabato 23 maggio 2015

Recensione del film Youth - La giovinezza di Paolo Sorrentino

I più grandi artisti del mondo si differenziano e si distinguono per lo stile che li caratterizzano.
Cosi come un quadro di Degas con le sue ballerine o una canzone di De Andrè con le sue indimenticabili poesie/ballate o una foto di Cartier - Bresson  per le sue immagini di gente comune " in movimento" ,
anche lo stile dei film del  regista Sorrentino si riconosce lontano un miglio ,  E sorprende...sorprende sempre.
La sua impronta indirizzata all'eccessiva ricerca dell'estetica  può incantare o disturbare anche lo spettatore più critico ed esigente, ma non risulta mai banale, mai scontato.
Ed ecco che a distanza di ben due anni dal film premio Oscar La grande bellezza, il regista napoletano torna a sorprenderci con la sua nuova opera cinematografica Youth – La giovinezza.
 Il suo film è un fotogramma dettagliato e introspettivo sul senso della vecchiaia; una poesia visiva e musicale che riesce ad emozionare come pochi registi contemporanei sono capaci di fare.
Maestro di inquadrature lente e palpabili , a volte sembra invogliare lo spettatore a "riempire" lo sguardo con la completezza delle sue splendide panoramiche ; una fotografia splendida, avida di particolari, di tagli di luce e di colori capaci di entrare direttamente nell'anima . E poi interpreti eccellenti, dialoghi a volte interrotti , ma mai incompleti  , musiche di colonne sonore all'apice di un suggestivo splendore .
A differenza de La grande bellezza, un film sul rumore volgare della mondanità e della superficialità umana , La giovinezza si muove con una lentezza ed una apparente calma che tanto è legata alla tematica della vecchiaia.
I personaggi (anche quelli più giovani) sono più  profondi, più maturi , più umanamente sensibili , ma in un certo senso anche più remissivi.
La storia si svolge in un lussuoso albergo svizzero dove due vecchi amici ( consuoceri tra  loro) trascorrono  le vacanze ripercorrendo insieme i ricordi più belli della loro passata giovinezza e nello stesso tempo riflettendo sulla visione di un presente che li vede in parte rassegnati ed apatici ed un futuro incerto e spento.
Tra lunghe passeggiate in mezzo alla splendida magnificenza delle montagne svizzere , le cene in una elegante e silenziosa sala da pranzo, tra un massaggio rilassante e uno scambio di condivisione tra "artisti" di vario genere, i due anziani protagonisti , verranno circondati da altri personaggi secondari, ma non meno importanti.
Senza stare a descrivere la trama nei suoi innumerevoli dettagli , il film merita di essere visto, vissuto, respirato.
E' impossibile che una tale opera possa scaturire un unico pensiero finale.
Una pellicola di questo genere ha molte, troppe chiavi di lettura . Bisogna assaporarlo di persona , esattamente come si fa con la vita...esattamente come si assaporano le emozioni. No non voglio dire proprio nulla di più su questo nuovo capolavoro.
Non sarebbe giusto per voi. Non negatevi questo privilegio. Correte al cinema e guardatelo  con occhi , cuore e anima.
Spero non vi deluda. A me è entrato nel cuore.... essenziale, delicato, commovente come una " canzone semplice" Gina Margiotta


Il Festival di Cannes e Il piccolo principe

Quando eravamo molto piccoli le favole ci accompagnavano dolcemente nel mondo dei sogni.
Ho avuto la fortuna e il privilegio di nascere in una famiglia molto unita e numerosa  e cosi capitava spesso che genitori, nonni e zii vari mi accompagnassero a letto e mi coccolassero con le parole delle favole più famose e conosciute ; Cenerentola, Biancaneve, Pinocchio . Cosi la mia fantasia si espandeva, tra scarpette di cristallo, nasi di legno e mele avvelenate.
Più tardi , nel corso degli anni, venni a conoscenza di una delle fiabe più belle e meravigliosamente poetiche della storia della letteratura; Il piccolo principe.
Mentre il festival di Cannes si avvia verso la conclusione, fuori concorso  arriva un film d'animazione molto importante ; Il piccolo principe per l'appunto ; omaggio al capolavoro di Saint Exupery tra i libri più venduti ancora oggi; un classico immortale impregnato di valori profondi ed ideali preziosi .
Il  film d'animazione  è una grande produzione internazionale realizzata dall'On Studios, con la regia di Mark Osborne (nomination all'Oscar per Kung Fu Panda) e voci di attori famosi come doppiatori dei personaggi principali.
Purtroppo per la distribuzione nelle sale cinematografiche dovremmo aspettare le feste di Natale.
La storia narra di una bambina senza nome (se lui è The little Prince, lei è The little girl) in procinto di festeggiare il suo nono compleanno  .
 La bimba ha già pronto il suo regalo, un microscopio per migliorare in biologia come le annuncia la mamma settimane prima dell'anniversario di nascita.
La madre, una donna single e molto sicura di sé sembra aver già pianificato l'esistenza della piccola figlia: la sta preparando ad una vita di responsabilità e sacrificio per entrare nel mondo degli adulti.
La bimba farà amicizia con un vecchio avviatore , un ipotetico Saint-Exupery ormai anziano, ispirato allo scrittore che nella realtà è scomparso a 44 anni a causa di un incidente aereo durante la seconda guerra mondiale.
L'anziano avviatore regalerà alla piccola protagonista un aereoplanino di carta , fatto con un foglio strappato su cui è tratteggiata l'iconica immagine del Piccolo Principe.
E proprio quel precario e semplice velivolo , permetterà alla piccola protagonista di partire per un viaggio straordinario, colmo di nuovi amici e di meravigliose e incredibili avventure.
Non voglio sapere altro e non voglio descrivere altro. Chi conosce questo capolavoro della letteratura conosce benissimo anche le sue caratteristiche ed i suoi personaggi.
Una meravigliosa metafora sul senso della nostra esistenza , sul significato e il valore di sentimenti travolgenti come l'amore, l'amicizia e sulla prioritaria importanza di carpire e percepire le sfumature della vita umana , solo guardando col cuore.
Tanti critici letterari si sono espressi su questa pregiata e lodevole opera letteraria ; essa rappresenta essenzialmente uno stimolo ed un incentivo a non far morire quel bambino che dovrebbe essere sempre dentro di noi ,  anche quando entrati nel nel mondo degli adulti  si è costretti ad indossare gli abiti della serietà, delle responsabilità, perdendo però quella purezza e quel candore necessarie per guardare ancora il mondo  con gli occhi dell'incanto.
 Come accade guardando una rosa o un cielo colmo di stelle, per ricordarci, con un pizzico di nostalgia e di rimpianto,  di esser stati bambini una volta ....in un lontano passato .... permettendo al Piccolo principe che è in noi , di mantenere sempre quell'innocenza e quella delicatezza che spesso gli adulti dimenticano ancora di possedere . Gina Margiotta

La Francia e la nuova legge sugli sprechi alimentari

A volte mi domando come possa questa Nazione continuare a proporre leggi inutili , se non addirittura fastidiose per i propri
connazionali, considerando che la maggior parte delle leggi proposte sono sempre per aumentare tasse e diminuire se non tagliare i servizi di pubblica utilità. Basterebbe davvero cosi poco per adeguarsi alle altre Nazioni europee , favorendo sviluppo e vantaggi alla collettività. Come la nostra vicina Francia . Ebbene si, cari lettori, la nostra "cugina  d'oltralpe" sembrerebbe avanti a noi anni luce, sia per idee che per sviluppo economico e sociale.
La notizia è proprio di questi giorni.
Infatti la Francia dice basta agli sprechi alimentari.
E lo fa con una legge, votata all’unanimità dall’Assemblea di Parigi, che vieta ai supermercati , oltre i 400 metri quadrati , di buttare prodotti ancora buoni rimasti invenduti.
Tutti gli alimenti in fase di scadenza, infatti, verranno donati  alle varie associazioni benefiche ( prodotti confezionati o in scatola) e quelli freschi (come frutta e verdura)  ridotti in concime o riutilizzati come mangime per animali.
Chi non rispetterà tale leggi, rischierà multe fino a 75 mila euro e due anni di carcere.
Sembrerebbe, infatti, secondo alcune fidate statistiche, che ogni cittadino francese getta nell'immondizia  tra i   20-30 chili di prodotti alimentari all’anno.
Tale atteggiamento reca ai danni della nazione francese  circa 20 miliardi di euro. Uno spreco inaudito ed inconcepibile.
La nuova legge   prevede  anche una campagna di sensibilizzazione nelle scuole e nelle aziende, in modo tale da educare sia le nuove generazioni che gli stessi imprenditori alimentari , a gestire meglio questo inutile spreco di cibo, soprattutto in un periodo economico che ha recato danni a tutti, ma soprattutto a quelle fascia di popolazione ritenuta "povera".
In Italia lo spreco alimentare domestico ovvero il cibo ancora buono che finisce nei rifiuti, vale oltre 8 miliardi, circa mezzo punto di Pil almeno questo è quanto sostengono le diverse associazioni di consumatori.
Ora mi chiedo , ma è mai possibile non semplificare delle situazioni che potrebbero benissimo funzionare con una legge ben studiata e sviluppata? E' , a mio avviso, paradossale parlare di fame del mondo e poi passare davanti a bidoni della spazzatura, fuori da alcune catene di grande distribuzione e vedere gli stessi cassonetti colmi di generi alimentari. Paradossale e quasi ridicolo.
Per non parlare dell'indigenza di alcuni cittadini ( molti pensionati, disoccupati, ma anche famiglie "normali") che spesso non riescono a portare sulla tavola i pasti principali, essenziali per la sopravvivenza  e per la dignità umana.
Se poi aggiungiamo che l'impatto con tali quantitativi di cibo ha anche una gravante ambientale, aumentando l'eccessivo smaltimento della stessa spazzatura , direi che non possiamo che condividere questa semplice ma geniale proposta di legge francese.
Inoltre mi viene da pensare a quanti nuovi posti di lavoro potrebbe favorire una tale realtà.
Penso , forse in maniera del tutto profana, che , a volte, le leggi più semplici siano il trampolino di lancio per rendere una Nazione evoluta e civile.
Non credo che nessuno dei nostri rappresentanti politici leggerà mai questo mio articolo e francamente  non credo di avere le competenze per suggerire loro proposte o idee. Basterebbe adeguarsi alle Nazioni che hanno già messo in atto questo tipo di realtà sociale ed economica. Auspico in un futuro migliore.
E se non si può fare nulla per arrestare guerre, terrorismo, corruzione e tutte le gravissime problematiche che condizionano questo povero nostro pianeta , almeno preoccupiamoci di risolvere quelli che potrebbero essere le situazioni risolvibili. Con una semplice legge. Ma è così tanto difficile?  Gina Margiotta
 

venerdì 22 maggio 2015

Recensione del romanzo Uomini che odiano le donne

Da molti mesi a questa parte la mia grande passione per la lettura è andata aumentando.

E' mia abitudine scrivere su un quaderno i libri e gli autori da me letti.
Nell'arco di un anno ho letto più di quaranta libri.
Qualcuno sostiene che esiste una sorta di mania/malattia riguardo ad una passione cosi esasperata .
E noi che ne siamo affetti possiamo definirci "lettori compulsivi".
Molti di questi libri, probabilmente, saranno dimenticati.
Sicuramente quelli che non ho amato particolarmente.
Ma uno dei romanzi che senza ombra di dubbio resteranno nella mia mente è Uomini che odiano le donne dello scrittore svedese Stieg Larsson .
Una semplice nota di riflessione sorge spontanea all'idea che il talentuoso artista non abbia potuto godere appieno il successo planetario di questo suo romano e dei suo due romanzi successivi legati alla stessa trama (la trilogia Millennium ).
Stieg Larsson infatti è mancato prematuramente a soli 50 anni a causa di un infarto . E tutto ciò ancor prima che le sue opere fossero pubblicate. Peccato , davvero peccato .
 Aldilà dell'aspetto umano ed emotivo per una vita ancora cosi giovane strappata nel fiore degli anni, viene tristezza anche pensare a questo grande talento che avrebbe potuto donarci ancora tanti lodevoli e valide opere letterarie.
Se Agatha Christie fosse ancora in vita credo che avrebbe molto apprezzato   Uomini che odiano le donne.
Le dinamiche che rappresentano questo ottimo romanzo infatti rasentano quasi la perfezione letteraria.
La lodevole precisione e sintesi della trama trova il suo massimo livello nella descrizione dei suoi  personaggi, sicuramente molto "oscuri" , ma intriganti ed originali , il tutto mischiato con una storia dalle sfumature misteriose e colme  di colpi di scena.
Il romanzo è crudo, come cruda è la protagonista principale; Lisbeth Salander .
Una giovane donna dal passato oscuro e traumatico, una donna complessa, ribelle, tormentata,  introversa, apparentemente insignificante, ma invece dotata di un'intelligenza umana ed intuitiva , che la rende una delle figure femminili più interessanti dei romanzi dell'ultimo decennio . Fidatevi nessuno può restare immune dal magnetismo del suo splendido personaggio.
Il linguaggio del romanzo è di stile decisamente più moderno, crudo e spietato, reso ancora più  reale e credibile  perché incentrato in un contesto narrativo legato persino all’attualità ; la persistente e continua violenza contro le donne .
Se proprio dovessi trovare un difetto a questo romanzo è la lunghezza della storia, io l'avrei resa più breve, ma d'altronde la trama è così complessa ed intricata che sarebbe stato difficile riassumerla in tempi brevi. 
Senza svelare nulla di importante , per non togliervi il gusto della lettura cerco di farvi una breve descrizione della trama.
Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del ricchissimo industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia.
Da allora, ogni anno il vecchio e potente magnate riceve nel giorno del suo compleanno un dono anonimo ; un fiore essiccato ed incorniciato , esattamente il regalo che riceveva dalla tanto amata nipote scomparsa .
Giunto alla fine della sua esistenza , Henrik Vanger decide cosi di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita.
L'incarico delle indagini è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne dotato di gran fascino e di arguta audacia ,  giornalista e redattore della tanto famosa e discussa rivista Millennium, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione di alcuni degli uomini più potenti della Svezia .
Sulle coste del Mar Baltico, con l'importante e prioritario contributo di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger.
Ma quella famiglia cosi ammirata e stimata dal mondo intero, nasconde molti segreti, molti misteri .... un tuffo in un mondo apparentemente dorato, ma , in realtà, torbido e perverso che  dietro un 'immagine tanto per bene , cela e nasconde un'infinita lista di episodi e di persone inquietanti .
Concludo , dicendo che ho letto tutta la trilogia. Ottime anche le opere successive, ma Uomini che odiano le donne è in assoluto il romanzo più interessante e meravigliosamente indimenticabile. Da leggere....senza nessuna esitazione.

domenica 17 maggio 2015

Recensioni di Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

Oggi vorrei recensire uno dei romanzi più delicati e romantici che mi sia mai capitato di leggere; Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg.
 Premessa che è stato uno dei pochi casi in cui mi sia capitato di leggere il libro dopo aver visto il film.
La pellicola cinematografica l'ho amata di un sentimento immediato ....indimenticabile capolavoro che porterò sempre nella classifica dei miei film preferiti . Ma il romanzo ....Oh Dio quante emozioni....
Una volta lessi un aforisma che diceva: Capisci di aver letto un buon libro quando giri l'ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico.  Beh per me il momento della fine della lettura di questo romanzo è stato quasi triste. 
 Inizialmente il libro ti travolge con un numero cosi' elevato di nomi e personaggi, che ti sembra impossibile ricordarli tutti. 
Il fatto di aver precedentemente visto il film può sicuramente aiutare a comprendere meglio la trama  e i protagonisti che ne caratterizzano la storia.
La storia è ambientata a Whistle Stop, un piccolo ma interessante villaggio dello stato dell ' Alabama degli anni ' 30 , dove la vita scorre tranquilla tra una grigliata e la vita semplice  dei suoi pittoreschi abitanti.
A scandire le giornate il piccolo ristorante gestito da Idgie e Ruth , vicino alla stazione del treno.
A differenza del film , il romanzo vive di maggiore autenticità e mentre la versione cinematografica propone la versione di una forte amicizia tra donne, nel romanzo è descritto il rapporto della storia d'amore tra le due protagonisti femminili.
In un contesto che sfiora tematiche sociali come la discriminazione razziale , la grande depressione economica, la frustrazione femminile, la descrizione della solitudine della vecchiaia , l'autrice Fannie Flagg riesce a far vibrare i suoi personaggi , conferendo a loro una luce che penetra il cuore e lo addomestica con una palpabile ed intensa tenerezza. Ma i personaggi non sono mai scontati, ne tantomeno tristi o rassegnati .
Idgie soprattutto ti incanta esattamente come riesce ad "incantare" le api a cui sottrae il miele.
Una figura femminile che è impossibile non amare; testarda, combattiva, carismatica ; disposta ad andare contro tutte le convenzioni sociali, pronta a dare la vita per coloro che ama e per i valori in cui crede. Il suo amore per Ruth non è banale ...è palpabile come l'intesa e la sintonia che lega le due giovani donne. Ma la particolarità del romanzo è dovuto al fatto che a raccontare quanto appena descritto sia un'arzilla ottantenne esattamente mezzo secolo dopo.
Ninny , infatti, è una vivace e divertente vecchietta rinchiusa in un ospizio .
Quando Ninny conosce la quarantenne Evelyn , sola e insicura , comincia a raccontarle la storia di questo caratteristico e bizzarro ristorante .
Evelyn sembra quasi ossessionata da questo racconto del passato, a tal punto da condizionare la sua vita e a renderla più sicura di fronte ad un mondo prepotente e arrogante.
Senza descrivere un finale che vi lascerà come una carezza , Pomodori verdi fritti è un libro da consigliare . Non fosse altro che tutto il romanzo è descritto con  una sottile e intelligente ironia mista ad una dolcezza sorprendente. Ed è per questo motivo che vi potrebbe capitare di passare da una sonora risata alle lacrime di commozione e questo nel giro di poche pagine.
Detto ciò non pensiate che questo sia un romanzo adatto solo ad un pubblico femminile.
Anzi il mio consiglio è quello di farlo leggere anche a qualche uomo di vostra conoscenza.
Sono sicura che potrebbe gradire quella sensazione di appagamento che si prova alla fine della lettura. Un romanzo davvero speciale e il talento dell'autrice è talmente considerevole che , alla fine, avrete la sensazione di conoscere quei meravigliosi personaggi ....di essere amici fraterni di Ruth e Idgie .....un libro talmente ben descritto che se chiudete gli occhi sembrerà persino di sentire il profumo e il sapore di un bel piatto di pomodori verdi fritti .....

sabato 16 maggio 2015

La mostra di Frida Kahlo e Diego Rivera ( Palazzo Ducale Genova)

L'inverno appena trascorso ha visto esaudire uno dei miei più grandi desideri di
amante  dell'arte pittorica ; riuscire finalmente a vedere la mostra  di una delle più  rappresentative icone della cultura messicana novecentesca  :  la pittrice Frida Kahlo .
La  grande artista era già stata precedentemente protagonista di una grande mostra in suo onore alle Scuderie del Quirinale a Roma.
Poi per fortuna, la mostra su Frida si è trasferita a Palazzo Ducale di Genova , con una grande e speciale novità , l'aggiunta di opere artistiche del celebre pittore Diego Rivera , consorte della Kahlo  e genio indiscusso dell'arte del pennello.
Contemporaneamente , Palazzo Ducale ospitava anche le opere fotografiche del celebre fotografo Nikolas Muray .
Cosi la mia amica Barbara ed io ci siamo incontrate in una fredda domenica di gennaio e ci siamo gustate una delle più belle mostre della nostra vita.
Erano anni che non vedevo tanta bellezza  tutta concentrata in un'unica giornata.
Frida Kalho , Muray ma soprattutto Diego Rivera che conoscevo veramente poco o quasi nulla.
Di Frida conoscevo molte sue opere , e grazie anche al film biografia molti episodi e situazioni della sua vita personale e privata.
L'amore tra Frida e Diego fu tormentato ma intenso, costellato anche da episodi drammatici, da tradimenti e delusioni .
Ma sicuramente anche fonte d'ispirazione e di prorompente  e vivace creatività.
Ciò che però mi ha maggiormente colpita è la forza di questa grande e piccola donna , segnata nel fisico e nell'anima da vari episodi che avevano gravemente compromesso la sua mobilità.
Ma ciò nonostante Frida Kahlo riuscì a perseguire il suo sogno artistico e , in qualche modo, sentimentale, riportando quelle stesse sofferenze anche nei suoi dipinti.
Chissà forse era il suo modo di esorcizzare tutto quel dolore , tutto quel disagio.
Morì giovane Frida ...ma la sua arte colorata, onirica, geniale ed intensa rimarrà nella storia dell'umanità , celebrandola come vero e proprio mito immortale.
Tra le tante opere esposte , i numerosi autoritratti , ma se proprio devo essere sincera il dipinto che mi ha più colpita è stato sicuramente Le raccoglitrici di calle di Diego Rivera.
 
 Quanta emozione, energia, colore, dolore , gioia, eleganza, ironia ....VITA  sono riuscita a ricevere da questo grande evento culturale Per non dire quanto mi sia sempre identificata in Frida con tutti i suoi problemi di salute cosi tanto simili ai miei ....ma sempre pronta a lottare per tutto ciò in cui si crede e vivere per tutto ciò che si ama......
Che bella giornata.....sono stata felice di averla condivisa e vissuta con una delle amiche più care e preziose della mia vita.
 
                                                                    

Recensione di Noi e la Giulia

Siamo proprio convinti che la vita che noi siamo costretti a vivere sia l'unica possibile? Siamo proprio convinti che bisogna sempre
accontentarsi e rinunciare ai nostri sogni , continuando ad assorbire frustrazioni e  insoddisfazioni?  Questi sembrano i quesiti  che sembra porci il film Noi e la Giulia diretto dal regista e attore Edoardo Leo.
Tratto dal divertentissimo romanzo Giulia 1300 e altri miracoli dello scrittore Fabio Bartolomei , Noi e la Giulia è sicuramente uno dei film italiani  più gradevoli ed originali di questa attuale stagione cinematografica .
  La trama seppure semplice , riesce a coinvolgere con uno stile leggero e accattivante.  Un  gruppo di uomini ultraquarantenni , vittime responsabili dei loro fallimenti personali sia in campo lavorativo che sentimentale, uniscono le loro forze e i  loro risparmi economici acquistando un fatiscente  casolare  con l'intento di ristrutturarlo e trasformarlo in un accogliente e gradevole agriturismo.
 Tra le varie difficoltà iniziali , i protagonisti riusciranno a raggiungere il loro scopo, ma prima dovranno affrontare  il sopraggiungere di una banda  camorristica , decisa a riscuotere dalla nuova attività  il cosiddetto "pizzo".
A farne le spese saranno i cosidetti "esattori" , rapiti e rinchiusi nel casolare per evitare di pagare le rate richieste dalla cosca mafiosa. Per nascondere ogni traccia del malcapitato rapito, il gruppo di amici deciderà di sotterrare la vecchia auto del delinquente. Ma si dimenticheranno dell'autoradio , che come per magia continuerà a funzionare , trasmettendo vecchie e nostalgiche canzoni del passato. L'agriturismo inizierà così a diventare famoso proprio per quella "misteriosa" musica che arriverà direttamente dal cuore della madre terra.
Mi è piaciuta molto questa commedia nostrana , mi sono piaciuti molto i personaggi che la caraterrizzano, a cominciare da un nostalgico idealista e convinto comunista interpretato da uno straordinario Claudio Amendola,  o il personaggio preziosamente arricchito dalla sempreverde ironia comica di Carlo Buccirosso ( nei ruolo di un viscido  individuo mandato dalla camorra a riscuotere il pizzo, il quale si dimostrerà nell'arco della storia  un fondamentale e valido  complice/alleato) o il sempre affascinante e bravo Luca Argentero  , ma anche dell'unica protagonista femminile Anna Foglietta, la cui particolare simpatia e naturalezza conferisce al suo personaggio un 'impronta di semplice autenticità.
 Ma soprattutto un particolare plauso va riconosciuto a l'attore e regista Edoardo Leo, nuovo e sorprendente talento del nostro amato cinema italiano. Quindi riconosco in questa carinissima commedia una sorta di cambiamento, quasi un innovazione rispetto al cinema a cui eravamo abituati in questi ultimi anni. Forse precedentemente c'era riuscito anche Pif con il suo apprezzatissimo La mafia uccide solo d'estate . Il cambiamento sta nel trattare argomenti scottanti e drammatici con leggerezza ed un'ironia, senza sminuire la drammaticità della tematica trattata. Davvero una bella scoperta.

Le cose semplici

Di rado capita che i miei turni di lavoro siano più lunghi del solito .

Qualche settimana fa , per estrema necessità, mi è stato chiesto un turno di dodici ore , con la possibilità di un'ora di pausa.
Ne ho  approfittato    per farmi un giro in via Ravecca, nel centro storico di Genova, la mia città.
Che bella zona ...colma di fascino , eleganza....
Tra le mura di quella via si respira la storia di questa mia bella città .
L'aria fresca di primavera mi accarezzava i capelli , profumi ed odori di focacce appena sfornate , vecchi che parlavano in dialetto e nonostante la giornata grigia ed uggiosa,
 è uscito persino un raggio di sole .
Poi ho trovato questo piccolo locale Cibi e libri.
Sono entrata curiosa, attratta quasi fossi stata chiamata da qualcuno.
Un incanto di locale; piccolo ma intimo.
Profumo di cannella e zenzero, mura colorate, foto e aforismi appese alle pareti e in un angolo file di libri. Musica accogliente.
Ho ordinato il mio piatto a base di insalata di farro con verdure speziate, mi sono versata una tazza di the verde e mi sono goduta il pranzo sfogliando un libro dalla copertina color lavanda.
Mi sono goduta l'attimo.
E mi sono resa conto che una giornata può essere importante anche solo per un singolo istante di pace....e che quell'istante può diventare la poesia della tua giornata.
Che bella la vita ....delle cose semplici

venerdì 15 maggio 2015

Ricordo di Manuel

E poi nella vita ti capita di fare amicizia con un ragazzo conosciuto su un
gruppo di poesia su Fb...Un ragazzo di nome Manuel; un giovane uomo di 34 anni che si era trasferito in Germania per lavoro.
Una creatura pura, autentica, buona e sensibile.
 Amante degli animali, rispettoso della natura,al punto di diventare vegano . Appassionato di cinema, musica , arte, letteratura.
Simpatico, ironico, spiritoso.
Un sorriso pieno di energia e solarità. Uno sguardo che splendeva di luce positiva.
Ed è cosi che sono entrata in sintonia con lui . Giorno dopo giorno.
Quante serate passate in chat , a parlare dei versi di Alda Merini o a citare poesie di Neruda o di Hikmet . O a parlare di vecchi film in bianco e nero, di quanto ci emozionava la musica di Morricone.
Serate a parlare della nostra vita. E quando mi parlò della sua vita, una vita difficile, segnata da gravi problemi di salute, ma sempre con tanta autoironia, con un coraggio ed una forza che ho trovato in poche persone . Una forza che ha mantenuto anche quando perse sua madre , andata via poco tempo prima di lui.
E poi i primi giorni del febbraio 2014 , Manuel mi chiede  il mio indirizzo e dopo qualche giorno ricevo un libro da parte sua, un regalo per S,Valentino come diceva lui....perché anche l'amicizia è un sentimento forte , un sentimento forte come l'amore.
Ci eravamo promessi di incontrarci finalmente di persona.
L'avrei invitato a Genova.
Voleva vedere Boccadasse e visitare via del Campo....mangiare la farinata seduti sulla spiaggia a guardare il mare e il sole che tramonta oltre
l' orizzonte.
Stava male Manuel ...e purtroppo 11 febbraio di quest'anno se ne è andato.  Avrei voluto conoscerlo di persona . Avrei voluto guardare quei suoi occhi cosi belli e cosi puri.  Oggi , dopo mesi di assenza dal mio blog, ho voluto ricordarlo.  Sono convinta che avrebbe gradito il pensiero.
I suoi parenti hanno tenuto aperto il suo profilo fb.
Vogliono che le persone possano ricordarlo anche adesso che non è materialmente con noi.
Grazie a lui presto conoscerò Daniela e Marta ....due ragazze genovesi che, come me, sono rimaste conquistate da questo meraviglioso ragazzo.
Ciao Manuel e ricorda sempre la nostra promessa..... Io so che un giorno riusciremo a realizzarla. Ciao cucciolo.

Pensiero sulla lettura

Ritengo che la lettura di un libro sia completamente diversa dalle altre condivisioni dell'arte.
Un quadro, un dipinto, una scultura riescono ad emozionarci fino a quasi a toglierci il respiro , ma poi torni a casa e ti ricordi di quel prezioso momento di bellezza, che poi con il tempo si dissolve , ma ti porterai  sempre dentro l'essenza di quella sensazione provata ad ammirare tanta meraviglia.
E poi la musica che ti rapisce e ti fa battere il cuore, ti riempie di energia, di magnificenza ...è uno dei miracoli più intensi della vita ....ma la condividi (per fortuna ) con gli altri ...non è mai completamente tua.
 Si la lettura di un libro è un' emozione completamente diversa....non migliore, solo diversa ; è forse più confidenziale , più riflessiva, più rilassante.
 Un libro si legge in silenzio, non c'è rumore, non c'è condivisione ...è un amore tra te e quelle pagine sfiorate.
Quell'odore di inchiostro e carta ; c'è intimità, c'è pace, c'è tranquillità .
 E' come una cena a lume di candela con la persona che ami.

Novità..... Novità....belle novità

Eccomi qua. Sono tornata. Mi scuso con i miei lettori per la mia allunga assenza.

Questo ultimo anno è stato per me un periodo di forti cambiamenti , nuovi stimoli e sono stata talmente assorbita da tutte queste novità che ho finito con il trascurare il mio tanto amato blog. Ma sono tornata e spero di poter riprendere a scrivere come prima.
Tra i tanti cambiamenti un lavoro che finalmente mi soddisfa e mi gratifica sia dal punto di vista professionale che economico. E poi una grande novità che mi riempie il cuore di gioia; mio fratello Raniero si è sposato. Non so come mai ma questa novità ha colmato il mio cuore di pura e concreta gioia. Era da tempo che non ero così felice ed entusiasta.
Io non sono stata fortunata in amore , ma vedere una delle persone che amo di più al mondo realizzare il suo sogno d'amore mi ha donato serenità e anche una sorta di speranza di poter incontrare anch'io una persona speciale.
 L'amore tra mio fratello e mia cognata è nato poco più di un anno fa ed è stato un vero e proprio colpo di fulmine ; talmente genuino e intenso da decidere di convolare a nozze nel giro di pochi mesi . Mia cognata si chiama Carlotta . E' una ragazza stupenda; simpatica, carismatica, generosa e dolce come poche persone conosciute nella mia vita.
Ha sentimenti nobili, ideali importanti ed un profondo ed istintivo interesse per le persone e per la vita. Mi è piaciuta subito. E subito ci siamo intese.
Non avrei potuto sperare in una persona migliore per mio fratello.
E così poco più di un mese fa, in una cornice elegante e romantica come il Castello d'Albertis di Genova , Raniero e Carlotta sono diventati marito e moglie.
Una delle giornate più belle, commoventi e divertenti della mia vita..... Dalle lacrime di commozione , alle risate , ai balli, alle cantate tutti insieme.... Un grazie particolare a tutti gli amici, in particolare al celebrante Andrea Giuseppe Paganelli e la mia GRANDE amica Deborah Riccelli (siete stupendi) .... A tutti gli amici divertenti e trascinanti ....alla mia grandissima , numerosa e MERAVIGLIOSA FAMIGLIA .....sono orgogliosa della vostra esistenza ....uno naturalmente ai bellissimi sposi , ma in particolare a mio padre e quella meravigliosa, unica ed insostituibile creatura che ho il privilegio di avere come madre.... mamma hai organizzato una festa bellissima  , Auguri agli sposini per una lunga e felice vita insieme.... Vi voglio bene ragazzi .


                                                                     

mercoledì 17 dicembre 2014

Benigni e i suoi Dieci Comandamenti di Gina Margiotta

Da anni siamo ormai abituati ad una televisione "spazzatura"; una televisione volgare e urlata, una
televisione che campa sul dolore altrui, sullo sfruttamento della tragedia solo per fare audience e finire alti nella classifica degli ascolti.
Io stessa ho cominciato a diminuire il tempo davanti allo schermo televisivo.
Ad eccezione di alcune valide serie tv, qualche buon film e qualche trasmissione ancora interessante e/o divertente (Crozza delle meraviglie, Report, Zelig...se ne salvano poche oramai), la televisione per me è quasi diventato un oggetto raccogli polvere.
Poi arriva un maestro....anzi "IL MAESTRO" : Roberto Benigni e tutto cambia....tutto si trasforma in eccellente qualità...in magia.
Il nostro Roberto nazionale è così riuscito a trasformare due serate sul principale canale televisivo italiano ,Rai Uno, in un evento incantevole ed imperdibile.
Negli anni precedenti ci aveva già ammaliato con trasmissioni dedicate all'interpretazione de La divina Commedia di Dante o sull'importanza e il valore della Costituzione Italiana,
Questa volta, però, ha deciso di rischiare di più , cimentandosi nella descrizione dettagliata e personale sui Dieci Comandamenti citati nella Sacra Bibbia.
Attenzione a non cadere nel "tranello" di pensare che questo argomento riguardi solo le persone religiose. In questo caso centra poco la religiosità, io parlerei più di spiritualità.
A prescindere da qualsiasi credo, a prescindere dall'ateismo , quasi tutti questi dogma sono alla base delle regole fondamentali che ogni essere umano dovrebbe seguire e rispettare per rendere questo mondo migliore.
Il talento del Benigni ammaliatore è ormai noto a tutti.
Forse io sono di parte, in quanto l'ho sempre ammirato e stimato ; un'artista degno di nota, di considerazione che , col trascorrere degli anni, ha diminuito la sua parte più scanzonata e provocatoria, per dare spazio ad un uomo più profondo e più riflessivo.
Ma Benigni non stanca mai e così crea con genialità ed intelligenza questo nuovo ed indimenticabile capitolo della storia televisiva.
In un Paese dove tutto risulta corrotto , pesante e insopportabile , Benigni ci accompagna con la sua voce e ci riporta ad apprezzare un prodotto di qualità ...finalmente.
Senza interruzioni pubblicitarie, senza pause questo piccolo grande uomo ci descrive I dieci comandamenti , insegnandoci l'arte dell'eleganza mista all'ironia.
Qualche critico ha suggerito che l'attore toscano possa essere candidato al Premio Nobel della letteratura, Io dico : " Perché no? "
Lui stesso interpellato sull'argomento ci ha riso sopra.
Autocritico ha smesso dichiarato di essere stato ispirato dai grandi maestri della letteratura mondiale; Wilde, Pirandello, Dante Alighieri , Shakespeare, Whitman..... e di  non aver creato nulla di nuovo, nulla che non sia stato già scritto e citato.
Ma io non credo sia così.
Benigni ha il grande talento di emozionare ed emozionarsi, di far "passare" il messaggio, la poesia, la nobiltà del pensiero.
Ed il tutto confezionato sempre in maniera leggera e delicata.
Certo restano le polemiche per il lauto compenso che la Rai ha elargito all'artista , ma concedetemelo; se possiamo permetterci di vedere pagati esagerati contratti a gente come Barbara D'Urso o Carlo Conti, non vedo perché mai lamentarsi quando un artista  a tutto tondo riesce a donarci finalmente un prodotto di qualità pregiata, a farci riflettere, ad emozionarci il cuore e a stimolare la mente.
Grazie Roberto.... la mia stima per te  rimane immutata nel tempo.
Se così non fosse , questo Blog, ispirato alla tua arte, probabilmente non esisterebbe.
Vi lascio con una frase citata nella trasmissione che più di tutte mi ha colpita .... alludendo a quello che , pur non presente, dovrebbe essere il comandamento più importante di tutti ...
Ama il prossimo tuo come te stesso...perché noi umani abbiamo questo grande difetto... Amiamo sempre troppo poco e troppo tardi.  Grazie Maestro.


lunedì 8 dicembre 2014

Recensione del film Mommy (Gina Margiotta)

Oggi pomeriggio credo di aver visto un film tra i più belli ed originali dell'anno che sta per
concludersi. Il film Mommy del regista e attore canadese Xavier Dolan , è stato presentato alla settantaseiesima edizione del Festival di Cannes , aggiudicandosi il prestigioso e ambito premio della giuria.
Fin dalle prime scene, sono rimasta positivamente colpita dalla stupenda fotografia e dall'originale taglio registico che caratterizza questa drammatica eppur gradevole  pellicola.
Mommy rac­con­ta la storia di Diane,  una madre quarantaseienne  ve­do­va  che , per una serie di circostanze avverse, si ritrova a ritirare il figlio Steven da un istituto , dopo aver causato volontariamente un incendio, in cui rimane gravemente ferito un altro adolescente.  
Diane è una donna matura , eppure veste in maniera appariscente, dalle sue labbra escono quasi sempre parole rabbiose e volgari, fuma come una turca e tira avanti con lavori precari, senza una vera e propria cultura alcuna e priva di ogni competenza professionale .
La sua vita viene così letteralmente stravolta dal ritorno a casa di Steven  e dai pro­ble­mi che in­con­tra quan­do ri­ce­ve l'af­fi­da­men­to a tempo pieno del giovane che è  af­fet­to sin­dro­me da de­fi­cit di at­ten­zio­ne e ipe­rat­ti­vi­tà.
A distanza di pochi giorni dall'arrivo di Steven , nella loro vita entra in scena la preziosa ed importante presenza di Kayla , la loro nuova vi­ci­na di casa .
Kayla è un'altra creatura fragile e tormentata; un 'insegnante che , a causa di una marcata balbuzia ha preso la decisione di concedersi un lungo periodo di riposo dalla professione.
 
Il film si differenzia  , principalmente , per la scelta registica dal taglio decisamente in­so­li­to, per non dire unico, il for­ma­to 1:1, l'au­to­re  rie­sce , in questo modo, a trasmettere allo spettatore una sensazione di disagio, di chiusura, di limitazione dovuto alla dura realtà che circonda i tre personaggi principali.  La mac­chi­na da presa si muove spes­so , ma inquadrando spesso un solo personaggio alla volta , quasi a voler cogliere alla perfezione le sfumature delle espressioni dei volti, della loro essenza tormentata e precaria .
Steven , il giovane pro­ta­go­ni­sta, è un emar­gi­na­to com­ple­ta­men­te privo di ogni equilibrio mentale, ma nello stesso tempo è una creatura  fra­gi­le ed emotiva , con un di­spe­ra­to bi­so­gno di attenzione e di amore. Il legame con la madre è complesso, tormentato, a tratti morboso .
La malattia mentale di Steven  , porta Diane a dedicarsi completamente a quel figlio così pericoloso eppure cosi violentemente autentico, anche nel voler esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni. I dialoghi  , nonostante l'argomento trattato, sono spesso irriverenti , tanto da portare lo spettatore a ridere sinceramente , anche se con l'amaro in bocca .
La vicinanza di Kayla, che riesce ad instaurare un forte legame d'amicizia e di empatia sia con Diane che con Steven, sembra portare freschezza e serenità alla difficile esistenza dei due protagonisti.
Soprattutto  le due donne sembrano instaurare un'intesa mentale che gioverà persino alla difficile condizione mentale del tormentato adolescente. 
E questa nuova serenità , diventa palpabile ed evidente  a livello visivo, inducendo il regista a tornare al classico formato a schermo intero . Ma , purtroppo, solo per breve durata.
Purtroppo la patologia di Steven , scaturirà in tutta la sua imprevedibile violenza e all'impossibilità di mantenere quel tanto indispensabile controllo che distingue le persone disturbate da quelle equilibrate.
Una pellicola intelligente e delicata , anche se il tema trattato è tagliente, crudo e destabilizzante.
Delicata , anche se i dialoghi sono colmi di insulti, parolacce , parole dure e irriverenti.
E credo che proprio nel temine delicato , si nasconda tanta amarezza .... delicato come l'amore che solo una madre può donare .... Se non si coglie la "delicatezza" mascherata dal disagio, dalla sofferenza , dal degrado esistenziale.
Con un finale che è la decisione dolorosa che  solo una madre può scegliere.
Perché l'amore quello vero ed incondizionato può avere tante chiavi di lettura ....perché , a volte una decisione importante può comportare sofferenza , ma è l'unica e vera scelta  possibile.
Ho amato davvero questo film e oserei dire che i tre attori protagonisti sono stati veramente straordinari. Anne Dorval nella parte della madre  è credibile ed amara, Antoine Olivier Pilon è tormentato e sofferto ( in certi passaggi della pellicola da paragonare al James Dean di Gioventù bruciata) e per concludere la non meno importante Suzanne Clement nel ruolo della amica/vicina di casa ; dolce, timida eppure una presenza di  grande importanza.
Mommy è accompagnato da una colonna sonora , a mio avviso, azzeccatissima , con la scelta di brani come White  flag di Dido o Wonderwall degli Oasis , che riescono ad emozionare ulteriormente.
Un film che non lascia indifferenti...anche se l'epilogo è forse troppo drammatico , ma sicuramente  ed indiscutibilmente credibile e reale .  Bello....da vedere....