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martedì 2 ottobre 2012

2 ottobre Festa dei nonni

Oggi 2 ottobre si celebra la festa dei nonni.                       
La Festa dei nonni è una ricorrenza civile istituita in Italia  con la Legge 159 del 31 luglio 2005 quale momento per festeggiare queste meravigliose ed importanti presenze famigliari.
Viene festeggiata il 2 ottobre, data in cui la chiesa cattolica celebra gli Angeli Custodi.
Ed è proprio di angeli  che parliamo.
I nonni sono quelle meravigliose creature che percorrono con noi una parte della nostra esistenza.
A volte il percorso è purtroppo breve. Come nel mio caso.
Ho perso i miei quattro nonni molto presto. Tutti ancora molto giovani.
Del mio nonno paterno non ricordo nulla. Avevo solo un anno di vita quando lasciò questa terra.
E anche il mio nonno materno...ero un po' più grandicella ....avevo 8 anni.....ma i ricordi sono lontani  e molto offuscati. Le mie nonne invece le ricordo benissimo.
Due donne dolci, morbide, rassicuranti...due donne che mi facevano sentire una "principessa".....
Le ho amate davvero  con tutto il mio cuore......e le tengo sempre con me , perchè se sono la donna che sono diventata è anche per merito loro. Io credo che esista un luogo dove tutti i nonni  vanno a riposare una volta lasciata questa vita.
Un luogo che è ricco perchè abitato da presenze cosi buone e delicate.
Oggi volgo un pensiero a tutti i nonni del mondo ed un altro a tutti i nonni che sono "altrove".
GRAZIE per tutto il vostro amore.
Non so perchè .....ma questa canzone mi ha sempre fatto venire in mente i nonni che abbiamo perduto.....come se il testo fosse la testimonianza di un nonno/a ad un/una nipote.....♥
Mi mancate davvero tanto.........

                                                                 

sabato 29 settembre 2012

Happy days ...i nostri giorni felici di Gina Margiotta

 

Chi di noi non ricorda con infinita nostalgia i vecchi telefilm che ci accompagnarono durate il periodo della nostra ormai lontana adolescenza?
Tra le tante serie tv dei nostri  tempi, molti di noi ricorderanno l'amatissimo e famosissimo Happy Days. Soltanto a sentire la sigla iniziale, cosi allegra e orecchiabile , ti veniva voglia di sederti sul divano e staccare il telefono....per godere almeno per circa mezz'ora le avventure di quei bravi ragazzi americani , che tanto ci piacevono e divertivano.
 Happy days debuttò in televisione a metà degli anni '70 e andò in onda fino a metà degli anni Ottanta.
Partita in sordina e senza nessun clamore pubblicitario, si affermò come un appuntamento immancabile il cui mito dura ancora oggi.
Ma cosa rese questo telefilm così speciale e amato?
Credo che l'ingrediente vincente sin dall'inizio fosse da attribuire  alla selezione dei personaggi  e di conseguenza alla  scelta degli attori.
Un cast veramente azzeccato  e affiatato.
Inoltre  l'idea di ambientare le storie  dei protagonisti nell'America degli anni Cinquanta, un paese solido e virtuoso, almeno apparentemente , fu considerato un punto di forza, mantenendo nella memoria collettiva una società ancora colma di valori e di ideali onesti.
La famiglia Cunningham , composta da papà con un negozio di  ferramenta , mamma casalinga , classica figura femminile dell'epoca e i figli Richie, studente diligente  e serio e la sorellina Joanie, detta Sottiletta, piccola peste pettegola ,  rappresentava la tanto sognata America  nel momento del suo massimo splendore.
A rendere poi un po' più animata la serie un gruppo di personaggi originali e bislacchi che partecipano alle vicende dei nostri eroi ; il proprietario di Arnold's, il  pub "anni 50 "dove si riuniscono i ragazzi dopo la  fine della scuola, Potsie , giovane adolescente dolce e carino, Ralph , adolescente dai capelli rossi ,timido ed imbranato.
 E, infine il mitico e amatissimo  Fonzie, interpretato dall'attore  Henry Winkler.
Quest'ultimo è il motore intorno a cui gira tutta la serie.
Meccanico eccezionale, duro, non ha bisogno di nulla per esercitare il proprio fascino .
Il juke box si accende da solo con un suo tocco , le donne cadono tutte ai suoi piedi.  E i ragazzi un po' bulletti hanno timore di lui. Fonzie , apparentemente duro e scontroso, è in realtà un ragazzo dolcissimo e con un cuore d'oro. Indossando sempre la sua mitica giacca di pelle e sempre a cavallo della sua amata motocicletta, Fonzie è sempre pronto a correre dalle persone che hanno bisogno di lui.
 Ed è proprio grazie al suo carattere originale e generoso che viene ,in pratica, adottato dalla famiglia Cunningham,  andando a vivere in una dependance ricavata sopra il loro garage, coccolato da tutti i membri della famiglia e accolto con affetto , come se fosse un figlio/fratello maggiore.

Le tematiche presenti nel telefilm, anche se qualche volta serie, sono sempre trattate con uno stile leggero e divertente. E , alla fine di ogni episodio, lascia sempre una morale onesta e positiva .
Happy days si ferma, però al momento della crescita dei protagonisti.
Finito il liceo, ognuno prende una strada diversa , ma rimane la consapevolezza di riuscire a  mantenere quei rapporti umani veri (amicizia, famiglia, solidarietà), che sono stati le colonne portanti dei nostri anni migliori...dei nostri indimenticabili, importanti e bellissimi "giorni  felici".

                                                                                    

 

mercoledì 11 luglio 2012

Matrimonio dei nonni

Questa foto rappresenta il giorno del matrimonio dei miei nonni materni, che si sposarono nel 1947.
Forse sarò di parte, ma io la trovo meravigliosa.
Guardate com'era bella mia nonna Pasquina ..... elegante, sofisticata ....con il fascio di calle come bouquet....pensare che oggi usano tantissimo....Che donna...com'era avanti.....
E mio nonno Aldo? con quel viso da ragazzino?
Bellissimi....
Cari nonni...vi porto sempre nel mio cuore.
Vi amo tantissimo....vi amerò sempre....

venerdì 16 marzo 2012

I telefilm dei nostri tempi: La famiglia Bradford

Amici nostalgici dei bei tempi che furono…scommetto che vi faccio commuovere un po’….
Ve lo ricordate il telefilm La famiglia Bradford?
Dai non neghiamolo…noi siamo la generazione cresciuta a telefilm , cartoni animati e scatole di Girella.
Allora andiamo un po’ indietro con gli anni….  sulle ali impietose del tempo.
Dunque dicevamo …La famiglia Bradford è una serie televisiva nata negli Stati Uniti sul finire degli anni ’70 , composta da 5 stagioni .
Pochi però ricorderanno che questo telefilm fu trasmesso inizialmente da Rai Uno con il diverso titolo Otto bastano. Purtroppo per problemi legati ai palinsesti televisivi ,la prima stagione non fu mai replicata , per poi passare direttamente alla seconda serie passata all’allora  nascente Rete 4 .
La trama  è veramente di una semplicità disarmante, ma credo che sia stata la reale formula di un successo che noi tutti ricorderemo per sempre.
La storia parla delle vicende di Tom Bradford , un giornalista di circa quarant’anni  che, improvvisamente, rimane vedovo .  L’uomo si trova così costretto a badare da solo a 8 figli di età compresa tra i 6 e i 20 anni. Quindi nonostante il devastante lutto, Tom non può permettersi di cadere nello sconforto e nella disperazione , perché troppe sono le responsabilità e i problemi che è costretto ad affrontare a causa della numerosa prole.
Il telefilm è completamente ambientato nella cittadina californiana di Sacramento.
La vita della famiglia prosegue nella routine quotidiana , fino all’arrivo di Abby , una giovane donna (anche lei vedova) che troverà lavoro come baby sitter nella casa dei vivacissimi Bradford.
E nel giro di poco tempo Tom ed Abby si innamoreranno …all’inizio il loro rapporto sarà un po’ osteggiato dai figli, che vedono in Abby  una sorta di rivale della defunta madre.
Ma la dolcezza e la bontà diAbby finirà con conquistarli tutti.
E da quel momento la famiglia si troverà ad affrontare le gioie, i dolori, gli amori, le delusioni di otto figli , ansiosi di iniziare la grande avventura della vita.
Tutti noi ricorderemo sempre i volti sorridenti e simpatici di David, Mary, Jenny, Susan, Nancy, Elisabeth , Tommy e il piccolo Nicholas.
Tutti noi porteremo sempre nel cuore questa deliziosa famiglia che per tanti anni ci ha fatto compagnia. E scommetterei che, almeno una volta nella vita, avremmo desiderato farne parte.
Un telefilm senza volgarità, senza arroganza , che ha saputo trasmettere valori importanti ed onesti.
Che tenerezza…. Che nostalgia…bei tempi quelli…  Gina Margiotta

                                                      E la sigla ve la ricordate ?
                                                          Quanto erano carini!!!!

sabato 15 ottobre 2011

LETTERA AL MIO PRESIDENTE


Caro Presidente Mantovani,
ormai sono passati molti anni dalla tua scomparsa.       
Ricordo ancora con infinita tristezza il giorno in cui ti salutammo in quella triste chiesa di Santa Teresa nel quartiere di Albaro. C’eravamo proprio tutti.
La tua famiglia , la società, i tuoi calciatori e naturalmente noi tifosi. Erano presenti anche alcuni esponenti della squadra del Genoa. E questo rende bene l’idea della tua grandezza.
Ancora mi sembra di sentire nelle orecchie le magiche note di What a friend we have a Jesus suonata con tanta passione e partecipazione dalla Heritage hall Marching band….
D’altronde era il tuo ultimo desiderio. Come potevamo negartelo?
Ricordo anche la domenica successiva, la prima partita in casa senza di te.
Non rammento con chi fosse l’incontro disputato, ma ricordo perfettamente che era una fredda domenica di pioggia e vento…come se anche il cielo di Genova si sentisse più solo e più triste.
Tu sei stato, in assoluto, il migliore Presidente che la nostra squadra abbia mai avuto.
Non solo perché grazie alla tua presenza, abbiamo avuto l’onore e l’opportunità di vincere tutto ciò che fosse possibile desiderare.  No…c’è di più. Molto di più.
La Sampdoria è stata per te un grande amore.
Durante il tuo operato , hai trattato questa squadra come se fosse la più bella e preziosa delle donne.
Con te abbiamo vissuto la passione vera, la dedizione più completa e leale, la partecipazione ad un sogno tramutato in realtà. Di questo non ti ho mai ringraziato abbastanza.
Lo faccio ora, seppure con una semplice lettera simbolica.
Spero di cuore che tu possa riceverla , attraverso le emozioni che mi hai dato,  attraverso i ricordi che resteranno sempre impressi nel mio cuore.
Tu che sei stato sempre presente, generoso, fidato, puro.
Un presidente “papà” come ti definivano Roberto Mancini e Gianluca Vialli.
Per anni , siamo stati al centro dell’attenzione del panorama calcistico mondiale.
E tu non ti sei mai piegato alle fredde regole del mercato. Hai tenuto duro e hai sempre negato la cessione dei tuoi “gioielli” più preziosi…. calciatori che facevano gola alle società più  prestigiose e blasonate. Quei giovani , che hai “cresciuto” come dei figli, che sono arrivati a Genova ancora bambini e che, quando se ne sono andati ormai uomini, hanno portato con loro la magia e la spensieratezza di quei meravigliosi anni .
Cosi siamo diventati Grandi… La prima coppa Italia ha rappresentato per noi , il vero trampolino  di lancio e per anni le squadre tremavano di paura quando sentivano parlare della Samp.
E poi lo scudetto; quel incredibile trofeo, sudato, sofferto dopo tanti anni di vera e immensa partecipazione del cuore . Non dimenticherò mai quella gioia cosi immensa, cosi incontenibile.
Il mio nonno materno Aldo, è stato per anni un dirigente della squadra.
Si occupava di andare a prendere l’arbitro in aeroporto e quindi lo seguiva per tutta la permanenza in città, fino al termine del suo lavoro. Mio nonno morì troppo giovane nel 1979.
Aveva solo 53 anni.
Sono certa che sareste diventati amici. Come sono certa che sarebbe impazzito di gioia nel vedere quanto forte e grande sarebbe diventata la sua squadra del cuore.
Ora le cose sono cambiate. Ormai sono anni che non frequento più lo stadio.
Il calcio è diventato solo un ennesimo caso di marketing commerciale, un compromesso mandato avanti solo da esigenze di ingordigia economica , senza più quel sentimento puro e onesto che  contraddistingueva il tuo operato.
E tutto ciò mi disgusta, mi delude…e per coerenza preferisco disertare questo tipo di attività, anche se con estremo rammarico…  Ora la nostra squadra è in serie B ….e , noi tifosi ci sentiamo un po’ confusi, a volte delusi… Non sto parlando solo dei risultati.
Il fatto prioritario è chi chi ti ha sostituito non è mai riuscito ad entrare veramente nella nostra anima. Come te …più nessuno mai… Per te la Samp era  vissuta sulla pelle , era nel tuo sangue….
Ed è per questo che resterai unico ed indimenticabile…. Volevo solo dirti questo e ringraziarti ancora per tutto questo amore donato . Non l'avevo mai fatto prima. Scusami...
  CIAO PRESIDENTE…. CI MANCHI TANTO. Gina

venerdì 14 ottobre 2011

I cartoni animati che ci hanno cambiato la vita di Gina Margiotta


Qualche sera fa scrissi un post  intitolato Tempi in cui ; l’articolo  parlava dei ricordi della nostra infanzia e della nostra adolescenza.
Ma ricordando quel periodo cosi lontano ,  viene da domandarsi come sia stato possibile sopravvivere  alla visione di tutti quei cartoni animati così drammatici.
Cerco di essere più chiara. Ma non vi siete mai accorti che tutti i protagonisti di quei famosi manga erano veramente sfigati?
Allora cominciamo dalla amatissima Heidi.
La piccola bimba svizzera  rimane orfana di entrambi i genitori.
 La zia materna decide di crescerla, ma quando trova lavoro si vede costretta a portare la piccola a casa del vecchio nonno , che si trova esattamente sulla montagna più alta della Svizzera.
A parte il fatto che il nonno aveva un caratteraccio che in confronto Vittorio Sgarbi potrebbe sembrare un  docile  agnellino. Comunque dicevamo Heidi passava le sue giornate tra i pascoli con l'amichetto Peter, che si era diplomato insieme al figlio di Bossi , in Padania... Peter aveva una nonna cieca come una talpa e completamente senza denti che viveva con una pensione minima...c'è da chiedersi come la famiglia ce la facesse a mangiare...Ma c’è una cosa che non riesco proprio a comprendere….allora la pastorella dormiva in un granaio di emergenza, posizionato sotto il tetto della casa….ebbene Heidi andava a letto con una canottiera in cotone stile camionista , sopra un cumulo di paglia , coperta solo da un sottile lenzuolo. MA IN MONTAGNA D’INVERNO ? No dico ma ci rendiamo conto ?
E’ un miracolo che non si sia mai presa una broncopolmonite e sia scampata al calvario della scoliosi …. E poi quel tirchione del nonno non gli comprava mai dei vestiti....per tutta la durata del cartone animato quella povera piccola ha indossato lo stesso abito (era lo stesso anche in vesione invernale, solo che aveva le maniche lunghe.)
Durante la vicenda , Heidi poi si trasferisce nuovamente in città, più precisamente a Francoforte. La sua missione è quella di fare compagnia ad una povera bambina paralizzata : Clara. A complicare la situazione la presenza di una governante , la Signorina Rottermaier, una giovane donna simpatica come un feroce e improvviso attacco di dissenteria, durante la coda in posta.
Dopo mesi e mesi di vita cittadina , Heidi si ammala di nostalgia e cosi fa ritorno alle sue amate montagne. Dopo qualche tempo  la sua amica Clara va a trovarla e , nel bel mezzo della natura, tra caprette e fiaschi di latte genuino, la bimba recupera l’uso delle gambe ..e viene da chiedersi …ma allora che esiste a fare Lourdes ?
Poi passiamo ad un  personaggio ancora in fase di accurati  studi scientifici ovvero : Remi.
Remi era un bambino (ovviamente orfano ) cresciuto da una famiglia che lo aveva allevato come un figlio, fino a quando il padre  adottivo decide  di venderlo ad un vecchio gitano  di nome Vitali.
L’anziano vive di stenti ,  organizzando piccoli spettacoli in strada, in compagnia di tre cani e una scimmietta. Risultato : dopo qualche mese …una strage…. muoiono in ordine Vitali, la scimmietta e i tre cani…. Mamma mia …persino i gatti neri si toccavano quando passava Remi.
Per fortuna alla fine , il piccolo orfano ritrova la sua vera famiglia…ma nessuno ci ha mai fatto sapere che destino hanno avuto i suoi parenti….meglio non indagare…
E adesso passiamo a Candy ( che strano ..orfana anche lei )…. Cresciuta in un orfanotrofio la dolce bimba , viene adottata da una famiglia americana molto agiata, ma invece di essere trattata come una principessa, viene costretta a fare la serva .
 La famiglia adottiva la costringe a dormire  in una stalla e a sbrigare i lavori più umili e faticosi…senza neanche pagarla ….della serie sfruttamento minorile e lavoro in nero….
Per fortuna i drammi di Candy si concludono quando la famiglia Andrew  decide di prendersi cura di lei. Finalmente la bella ragazzina è felice… e si innamora anche del dolce e delicato Antony che ovviamente, muore cadendo da cavallo , durante una battuta di caccia.
La povera orfanella è dilaniata dal dolore ….dopo mesi e mesi di sofferenza , la famiglia adottiva decide di farla studiare in Inghilterra, in un istituto che in confronto Alcatraz  poteva essere paragonata ad Eurodisney …. In questo carcere scolastico , Candy ritroverà l’amore , grazie all’incontro con Terence, bello e tenebroso….ma il destino dei due sarà separato a causa della perfida Iriza  , gelosa marcia del loro sentimento.
Candy farà ritorno in America e deciderà di studiare come infermiera…. E ovviamente quando torna a casa, scoppia la prima guerra mondiale… La nostra eroina ritrova, però l’amore di Terence, che nel frattempo è diventato attore….ma anche stavolta i due si vedono costretti a separarsi a causa di un incidente in cui il ragazzo , viene salvato da una collega che ovviamente rimarrà invalida…
Cosichè il giovane attore , preso dal senso di colpa, decide di lasciare Candy e di dedicare la sua vita alla giovane amica che si è sacrificata per lui…ma non finisce qua….prima della fine della guerra , Candy subisce un altro lutto…. Il suo caro amico Stear , arruolatosi nell’esercito, perisce durante una battaglia in Europa….Candy fa ritorno al suo vecchio orfanotrofio e decide di rimanere a lavorarci ,aiutando tutti i bambini presenti ( che dormivano con cornetti e ferri di cavallo sotto il cuscino)…..  Vi sto annoiando per caso? Si si lo so…. Sono un po’ prolissa…ma ora concludo…a dire il vero avrei tanto materiale da scriverci un libro con più pagine della Bibbia, ma vorrei evitare di tediarvi ulteriormente cosi termino l’articolo con l’emblema del dramma puro …il cartone animato tragico per eccellenza…ossia Lady Oscar….
Ambientato nella Francia aristocratica della metà del diciottesimo  secolo, la storia di questa triste eroina assume , a tratti, risvolti a dir poco ambigui, dai quali facciamo ancora fatica a riprenderci.
Oscar nasce in una famiglia nobile e ricca…Figlia di un generale delle guardie reali , la bimba viene costretta dal padre a negare la sua femminilità . Il vecchio genitore infatti, da sempre desideroso di un erede che possa succedergli al comando delle guardie, decide di crescere la figlia, educandola come un maschio , insegnandole tutte le discipline relative alla vita militare.
Nasce cosi in lei il conflitto di  doversi comportare come Rambo, quando , in realtà, il suo unico desiderio è quello di vivere come una normale ragazza della sua età.
Ovviamente la sua carriera militare è in crescendo ..e indovinate di chi diventerà la guardia del corpo??? Ma della regina Maria Antonietta…da non crederci vero???
…roba DA PERDERCI LA TESTA….  Passano gli anni …. Scoppia la rivoluzione francese …e qui la storia ha una svolta …. Durante un duello Andrè, il migliore amico della bella Oscar, perde la vista , a causa di una violenta ferita all’occhio…. Il giovane , dopo vent’anni di amore silenzioso, si dichiara alla sua cara amica, confidandole di  aver sempre provato un forte sentimento nei suoi confronti….. Tra i due giovani, scoppia la passione…baci, abbracci….una notte infuocata nel bosco…insomma direte voi…finalmente il lieto fine??? SCORDATEVELO….
Oscar e Andrè , decidono di lasciare le guardie reali e di combattere insieme , alleandosi con il povero popolo francese…. Ma il giorno della presa della Bastiglia, il giovane Andrè viene ucciso…. Oscar, distrutta dal dolore e dalla disperazione, partecipa ad una battaglia… pronta a sacrificare la sua vita per il suo popolo… e decisa più che mai a raggiungere Andrè nell’aldilà …per poter vivere in eterno con lui…. MA PORCA PALETTA...... Allora siete soddisfatti??? Ho rispolverato un po’ i vostri  traumi infantili???
Dai ragazzi….ho voluto fare solo un po’ di ironia.
La verità è che questi cartoni animati ci sono rimasti nel cuore, perché avevano la capacità di emozionarci, perché erano carichi di profondi valori umani  e di significativi insegnamenti morali…..  forse è proprio per questo che non li dimenticheremo mai …. E’ solo che ci sarebbe anche piaciuto vedere dei finali un po’ più lieti….  Non lo pensate anche voi ?

domenica 9 ottobre 2011

Tempi in cui...ricordi degli anni che furono Di Gina Margiotta

Chi di noi non ripensa con infinita nostalgia  agli anni legati alla nostra infanzia e alla nostra adolescenza?  Tempi , ormai  lontani, densi di  emozioni forti . tempi in cui ci bastava poco per essere felici. Tempi in cui , tornavi a casa da scuola e aspettavi con ansia l’inizio del Pranzo e servito, con il sorriso buono e rassicurante di Corrado che sembrava quasi augurarti Buon appetito…. E quella sigla ripetitiva che ti rimaneva in testa  fino a sera.
Tempi in cui facevi merenda con pane burro e zucchero e se ti andava bene, tua mamma aveva comprato le merendine della Mulino Bianco , così potevi trovare dentro le gommine profumate da aggiungere alla tua collezione.
Tempi in cui si usciva nel primo pomeriggio, con in tasca 500 lire e ti sentivi il padrone del mondo, perché con quella piccola paghetta ti saresti comprato il gelato e sarebbe avanzato il resto anche per dieci pacchetti di figurine di Lady Oscar o del campionato di calcio.
Tempi in cui , bastava un gesso in tasca o un fazzoletto bianco per inventare un gioco, tempi in cui ti esaltavi se eri il primo tra i tuoi amici a ricevere in regalo , quel bel giradischi portatile color arancione .
Tempi in cui noi bambine eravamo indecise se amare Terence o Antony , e  tempi in cui i maschietti sbavavano dietro al fisico prestante  di Margot  o arrossivano alle provocazioni maliziose di Lamu.
Tempi in cui ci pettinavamo in maniera assurda, che portavamo le spalline sotto le magliette per sembrare più prestanti, tempi in cui  vincere le biglie colorate era una ragione sufficientemente valida per essere orgogliosi di se stessi. Tempi in cui le ricerche scolastiche le facevi nel silenzio di una biblioteca e magari  ci andavi anche volentieri , cosi potevi vedere quel ragazzino che ti faceva battere il cuore. Tempi in cui si ascoltavano i Duran Duran, gli Spandau Ballet, Sandy Marton , Rick Astley. Tempi in cui ti occorreva un gettone per telefonare a casa per dire che ritardavi, che aspettavi il martedì sera per vedere la puntata di Sandokan , mentre tua nonna faceva la maglia seduta sul divano, con i bigodini in testa.  Tempi in cui si andava al cinema a vedere Il tempo delle mele per riuscire a capire come si baciava , tempi in cui si aspettava il sabato pomeriggio, per partecipare alle feste in casa di qualche amico, con i genitori chiusi in cucina  e sul tavolo decine di bottiglie di spuma , crostate alla frutta e patatine di un'unica marca. Tempi  in cui i nostri miti erano Snoopy, Daitan 3 o Arnold . Tempi in cui andavi nel bar sotto casa a giocare a flipper e se ti avanzavano i soldi , ti compravi un pacchetto di Big bubble solo per fare la gara delle bolle più grandi…e se scoppiavano in faccia era un casino , perche si attaccavano al naso e alle guance. Tempi in cui ridevi con una battuta di Topo Gigio o  correvi subito davanti alla televisione appena partiva la sigla di 90 ° minuto di Paolo Valenti , per vedere le immagini della partita della tua squadra del cuore
Tempi in cui andavi a dormire presto e l’ultima emozione della giornata era tua mamma che si sedeva al lato del tuo letto per rimboccarti le coperte e darti  il bacio della buonanotte…. e sapevi che il sapore della felicità era il calore delle sue labbra sulla tua fronte.
Mamma mia…potrei continuare all’infinito con questa altalena di ricordi….così dolcì , così intensi…… ricordi che resteranno con te per sempre….tatuati, inesorabilmente, al centro del tuo cuore…. Tempi in cui…………..