Da molti mesi a questa parte la mia grande passione per la lettura è andata aumentando.
E' mia abitudine scrivere su un quaderno i libri e gli autori da me letti.
Nell'arco di un anno ho letto più di quaranta libri.
Qualcuno sostiene che esiste una sorta di mania/malattia riguardo ad una passione cosi esasperata .
E noi che ne siamo affetti possiamo definirci "lettori compulsivi".
Molti di questi libri, probabilmente, saranno dimenticati.
Sicuramente quelli che non ho amato particolarmente.
Ma uno dei romanzi che senza ombra di dubbio resteranno nella mia mente è Uomini che odiano le donne dello scrittore svedese Stieg Larsson .
Una semplice nota di riflessione sorge spontanea all'idea che il talentuoso artista non abbia potuto godere appieno il successo planetario di questo suo romano e dei suo due romanzi successivi legati alla stessa trama (la trilogia Millennium ).
Stieg Larsson infatti è mancato prematuramente a soli 50 anni a causa di un infarto . E tutto ciò ancor prima che le sue opere fossero pubblicate. Peccato , davvero peccato .
Aldilà dell'aspetto umano ed emotivo per una vita ancora cosi giovane strappata nel fiore degli anni, viene tristezza anche pensare a questo grande talento che avrebbe potuto donarci ancora tanti lodevoli e valide opere letterarie.
Se Agatha Christie fosse ancora in vita credo che avrebbe molto apprezzato Uomini che odiano le donne.
Le dinamiche che rappresentano questo ottimo romanzo infatti rasentano quasi la perfezione letteraria.
La lodevole precisione e sintesi della trama trova il suo massimo livello nella descrizione dei suoi personaggi, sicuramente molto "oscuri" , ma intriganti ed originali , il tutto mischiato con una storia dalle sfumature misteriose e colme di colpi di scena.
Il romanzo è crudo, come cruda è la protagonista principale; Lisbeth Salander .
Una giovane donna dal passato oscuro e traumatico, una donna complessa, ribelle, tormentata, introversa, apparentemente insignificante, ma invece dotata di un'intelligenza umana ed intuitiva , che la rende una delle figure femminili più interessanti dei romanzi dell'ultimo decennio . Fidatevi nessuno può restare immune dal magnetismo del suo splendido personaggio.
Il linguaggio del romanzo è di stile decisamente più moderno, crudo e spietato, reso ancora più reale e credibile perché incentrato in un contesto narrativo legato persino all’attualità ; la persistente e continua violenza contro le donne .
Se proprio dovessi trovare un difetto a questo romanzo è la lunghezza della storia, io l'avrei resa più breve, ma d'altronde la trama è così complessa ed intricata che sarebbe stato difficile riassumerla in tempi brevi.
Senza svelare nulla di importante , per non togliervi il gusto della lettura cerco di farvi una breve descrizione della trama.
Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del ricchissimo industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia.
Da allora, ogni anno il vecchio e potente magnate riceve nel giorno del suo compleanno un dono anonimo ; un fiore essiccato ed incorniciato , esattamente il regalo che riceveva dalla tanto amata nipote scomparsa .
Giunto alla fine della sua esistenza , Henrik Vanger decide cosi di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita.
L'incarico delle indagini è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne dotato di gran fascino e di arguta audacia , giornalista e redattore della tanto famosa e discussa rivista Millennium, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione di alcuni degli uomini più potenti della Svezia .
Sulle coste del Mar Baltico, con l'importante e prioritario contributo di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger.
Ma quella famiglia cosi ammirata e stimata dal mondo intero, nasconde molti segreti, molti misteri .... un tuffo in un mondo apparentemente dorato, ma , in realtà, torbido e perverso che dietro un 'immagine tanto per bene , cela e nasconde un'infinita lista di episodi e di persone inquietanti .
Concludo , dicendo che ho letto tutta la trilogia. Ottime anche le opere successive, ma Uomini che odiano le donne è in assoluto il romanzo più interessante e meravigliosamente indimenticabile. Da leggere....senza nessuna esitazione.
Un blog che parla di me...delle mie passioni , delle mie emozioni.
Un blog per combattere l'ipocrisia, l'odio, la violenza.
Un blog che parla d'AMORE
Blog ispirato dal capolavoro di Benigni "La vita è Bella"
Un blog per combattere l'ipocrisia, l'odio, la violenza.
Un blog che parla d'AMORE
Blog ispirato dal capolavoro di Benigni "La vita è Bella"
Visualizzazione post con etichetta Recensioni Libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Recensioni Libri. Mostra tutti i post
venerdì 22 maggio 2015
domenica 17 maggio 2015
Recensioni di Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop
Oggi vorrei recensire uno dei romanzi più delicati e romantici che mi sia mai capitato di leggere; Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg.Premessa che è stato uno dei pochi casi in cui mi sia capitato di leggere il libro dopo aver visto il film.
La pellicola cinematografica l'ho amata di un sentimento immediato ....indimenticabile capolavoro che porterò sempre nella classifica dei miei film preferiti . Ma il romanzo ....Oh Dio quante emozioni....
Una volta lessi un aforisma che diceva: Capisci di aver letto un buon libro quando giri l'ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico. Beh per me il momento della fine della lettura di questo romanzo è stato quasi triste.
Inizialmente il libro ti travolge con un numero cosi' elevato di nomi e personaggi, che ti sembra impossibile ricordarli tutti.
Il fatto di aver precedentemente visto il film può sicuramente aiutare a comprendere meglio la trama e i protagonisti che ne caratterizzano la storia.
La storia è ambientata a Whistle Stop, un piccolo ma interessante villaggio dello stato dell ' Alabama degli anni ' 30 , dove la vita scorre tranquilla tra una grigliata e la vita semplice dei suoi pittoreschi abitanti.
A scandire le giornate il piccolo ristorante gestito da Idgie e Ruth , vicino alla stazione del treno.
A differenza del film , il romanzo vive di maggiore autenticità e mentre la versione cinematografica propone la versione di una forte amicizia tra donne, nel romanzo è descritto il rapporto della storia d'amore tra le due protagonisti femminili.
In un contesto che sfiora tematiche sociali come la discriminazione razziale , la grande depressione economica, la frustrazione femminile, la descrizione della solitudine della vecchiaia , l'autrice Fannie Flagg riesce a far vibrare i suoi personaggi , conferendo a loro una luce che penetra il cuore e lo addomestica con una palpabile ed intensa tenerezza. Ma i personaggi non sono mai scontati, ne tantomeno tristi o rassegnati .
Idgie soprattutto ti incanta esattamente come riesce ad "incantare" le api a cui sottrae il miele.
Una figura femminile che è impossibile non amare; testarda, combattiva, carismatica ; disposta ad andare contro tutte le convenzioni sociali, pronta a dare la vita per coloro che ama e per i valori in cui crede. Il suo amore per Ruth non è banale ...è palpabile come l'intesa e la sintonia che lega le due giovani donne. Ma la particolarità del romanzo è dovuto al fatto che a raccontare quanto appena descritto sia un'arzilla ottantenne esattamente mezzo secolo dopo.
Ninny , infatti, è una vivace e divertente vecchietta rinchiusa in un ospizio .
Quando Ninny conosce la quarantenne Evelyn , sola e insicura , comincia a raccontarle la storia di questo caratteristico e bizzarro ristorante .
Evelyn sembra quasi ossessionata da questo racconto del passato, a tal punto da condizionare la sua vita e a renderla più sicura di fronte ad un mondo prepotente e arrogante.
Senza descrivere un finale che vi lascerà come una carezza , Pomodori verdi fritti è un libro da consigliare . Non fosse altro che tutto il romanzo è descritto con una sottile e intelligente ironia mista ad una dolcezza sorprendente. Ed è per questo motivo che vi potrebbe capitare di passare da una sonora risata alle lacrime di commozione e questo nel giro di poche pagine.
Detto ciò non pensiate che questo sia un romanzo adatto solo ad un pubblico femminile.
Anzi il mio consiglio è quello di farlo leggere anche a qualche uomo di vostra conoscenza.
Sono sicura che potrebbe gradire quella sensazione di appagamento che si prova alla fine della lettura. Un romanzo davvero speciale e il talento dell'autrice è talmente considerevole che , alla fine, avrete la sensazione di conoscere quei meravigliosi personaggi ....di essere amici fraterni di Ruth e Idgie .....un libro talmente ben descritto che se chiudete gli occhi sembrerà persino di sentire il profumo e il sapore di un bel piatto di pomodori verdi fritti .....
lunedì 25 agosto 2014
Recensione di Avevano spento anche la luna
Lina è un'adolescente di appena quindici anni quando scopre che il mondo non è come se lo era
immaginato, che basta una notte per cambiare il corso di tutta un' esistenza.
Quando arrivano quegli uomini in divisa ed armati e la costringono ad abbandonare tutto; la sua terra, la sua casa, i suoi amici, i suoi sogni da ragazzina.
E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza.
È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica, sotto il regime dittatoriale di Stalin, irrompe con violenza in casa sua, in Lituania.
Lina, figlia di un colto rettore di università, è sulla lista nera, insieme alle famiglie di molti altri scrittori, professori, dottori.
Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere.
Quello di essere uomini, donne e bambini contrari ad un regime despota e violento.
Verrà deportata.
Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe.
Settimane di fame e di sete, di stenti, di carenza igenica....persone di ogni età ammassate in un vagone dove la dignità viene messa in ginocchio.
Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio,triste e disperatamente inospitale , dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando insieme ad un vento di morte e di distruzione.
Lina e la sua famiglia non ha più notizie del padre. Quell'uomo emancipato, intelligente e coraggioso che le ha insegnato i valori del rispetto e della libertà.
Ma c'è qualcosa che non nessuna prigionia può togliere a Lina; la sua dignità, la sua speranza e il suo coraggio.
Nel poco tempo che le rimane libero dai campi di lavoro, Lina disegna. Documenta tutto attraverso le immagini che i suoi occhi vedono .
La sua ambizione era quella di entrare in un'accademia d'arte ...dotata di talento e ambizione, Lina sognava di diventare una grande artista.
Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre.
E l'unico modo, se c'è, per salvarsi. L'unico modo per riunire la sua famiglia.
L'unico modo per urlare al mondo e a se stessa che lei non si arrende.
Che ha voglia di continuare a Vivere.
Questo romanzo è una grande opera di forza narrativa, una storia dolorosa raccontata con semplicità disarmante, la sofferenza di un popolo che chiede di ricordare. Avevano spento anche la luna è un urlo silenzioso che fa vibrare le coscienze assopite e omertose.
Ruta Sepetys ci racconta il traumatico sofferto e doloroso viaggio verso le oscure e fredde terre siberiane compiuto da uomini, donne e bambini colpevoli solo della loro umanità, della loro cultura e del loro coraggio.
Un pugno allo stomaco e nello stesso tempo una carezza al cuore...... Bellissimo.
Da consigliare assolutamente.
immaginato, che basta una notte per cambiare il corso di tutta un' esistenza.Quando arrivano quegli uomini in divisa ed armati e la costringono ad abbandonare tutto; la sua terra, la sua casa, i suoi amici, i suoi sogni da ragazzina.
E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza.
È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica, sotto il regime dittatoriale di Stalin, irrompe con violenza in casa sua, in Lituania.
Lina, figlia di un colto rettore di università, è sulla lista nera, insieme alle famiglie di molti altri scrittori, professori, dottori.
Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere.
Quello di essere uomini, donne e bambini contrari ad un regime despota e violento.
Verrà deportata.
Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe.
Settimane di fame e di sete, di stenti, di carenza igenica....persone di ogni età ammassate in un vagone dove la dignità viene messa in ginocchio.
Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio,triste e disperatamente inospitale , dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando insieme ad un vento di morte e di distruzione.
Lina e la sua famiglia non ha più notizie del padre. Quell'uomo emancipato, intelligente e coraggioso che le ha insegnato i valori del rispetto e della libertà.
Ma c'è qualcosa che non nessuna prigionia può togliere a Lina; la sua dignità, la sua speranza e il suo coraggio.
Nel poco tempo che le rimane libero dai campi di lavoro, Lina disegna. Documenta tutto attraverso le immagini che i suoi occhi vedono .
La sua ambizione era quella di entrare in un'accademia d'arte ...dotata di talento e ambizione, Lina sognava di diventare una grande artista.
Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre.
E l'unico modo, se c'è, per salvarsi. L'unico modo per riunire la sua famiglia.
L'unico modo per urlare al mondo e a se stessa che lei non si arrende.
Che ha voglia di continuare a Vivere.
Questo romanzo è una grande opera di forza narrativa, una storia dolorosa raccontata con semplicità disarmante, la sofferenza di un popolo che chiede di ricordare. Avevano spento anche la luna è un urlo silenzioso che fa vibrare le coscienze assopite e omertose.
Ruta Sepetys ci racconta il traumatico sofferto e doloroso viaggio verso le oscure e fredde terre siberiane compiuto da uomini, donne e bambini colpevoli solo della loro umanità, della loro cultura e del loro coraggio.
Un pugno allo stomaco e nello stesso tempo una carezza al cuore...... Bellissimo.
Da consigliare assolutamente.
martedì 23 luglio 2013
Recensione del libro Amare ...infinito presente
Buongiorno amici del blog....Finalmente, dopo tanto tempo riesco ad avere un periodo di riposo dal lavoro e volevo cogliere l'occasione per recensire il nuovo romanzo del mio amico Daniele Massa ....Amare...infinito presente.Infatti, appena creato Buona vita principessa , decisi di recensire il precedente romanzo L'acchiappasogni e chissà come, da quel momento, il mio blog prese il volo e cominciarono le prime gratificazioni personali.
Amare... infinito presente si differenzia dal precedente romanzo con uno stile nuovo e decisamente più maturo.
Siamo di fronte alla classica storia d'amore ...un tema mai fuori moda , se accompagnato da una morale ancora più profonda ed intensa.
La storia narra la vita di Gianluca , un rappresentante di commercio , ormai prossimo a convolare a nozze con la sua storica e alquanto noiosa fidanzata.
Un giorno, durante un viaggio di lavoro, si ritrova ad avere l'automobile ferma e si vede , quindi, costretto a soggiornare in un agriturismo dell'entroterra ligure . E quello che sembrava uno spiacevole contrattempo, finisce con il trasformarsi in una fantastica possibilità di cambiamento di vita. Durante il suo soggiorno, infatti, Gianluca conosce Ilaria e la sua meravigliosa famiglia. In questo contesto, tra la pace e il silenzio del luogo, Gianluca comincia a guardare la sua vita in maniera diversa....e comprende l'insoddisfazione della sua esistenza, del suo lavoro, del suo rapporto con gli altri. E comprende quanto sia importante il valore di ogni singolo istante e l'importanza della semplicità delle cose. E poi il suo sentimento per Ilaria ....lo porterà a riflettere sulla necessità di vivere con preziosa attenzione , ogni singolo istante....perchè la felicità e la serenità vanno vissute...intensamente e vanno vissute subito...prima che sia troppo tardi.
Amare..infinito presente, non è solo un romanzo d'amore, ma uno spunto di riflessione che ci porta a comprendere quanto , a volte, le nostre paure e le nostre ipocondrie possano impedirci di assaporare il dono più prezioso e importante....la vita stessa. Senza stare a raccontarvi il finale, consiglio a tutti i lettori di comprare il romanzo e di godervelo.
Semplice, scorrevole, diretto e intensamente intimo...Amare...infinito presente vi lascerà un senso di grande pace e speranza.
Vorrei solo aggiungere che ho adorato il personaggio di Lalla, a mio avviso, una creatura stupenda ed indimenticabile...che vi rimarrà nel cuore. Così come questo romanzo. Bravo Daniele
Gina Margiotta
mercoledì 5 dicembre 2012
Recensione del romanzo La luce sugli oceani
Bene e male possono convivere senza creare disagi agli altri ? E soprattutto esistono amori sbagliati o amori giusti?
Questo bellissimo romanzo intitolato La luce sugli oceani e scritto dalla matura ma esordiente L .M Stedman , potrà darvi la sua personale interpretazione e di conseguenza la risposta alle vostre dubbiose domande.
In una sperduta isola australiana Tom trova lavoro come guardiano di un faro, che farà da guida ai naviganti in difficoltà nelle notti di tempesta.
Un lavoro assai difficile, che racchiude una vita fatta di grandi responsabilità ed una quotidianità estremamente solitaria. Il lavoro ideale per Tom, un giovane uomo già esausto della vita per i troppi orrori visti durante la prima guerra Mondiale .
Tormentato da un passato a cui sente di essere sopravvissuto ingiustamente , Tom fa ritorno in Australia , ormai privo di entusiasmo e di gioia di vivere.
Solo l'incontro e l'amore con la giovanissima e solare Isabel gli darà la forza di provare a ricominciare.
I due si sposano e si trasferiscono sull'isola ma per loro non sarà solo felicità: Isabel , infatti, perde tre bambini e sembra impossibilitata a portare a termine una gravidanza. Il dolore della coppia sarà profondissimo e soprattutto Isabel sembra non volersi rassegnare all'idea di diventare madre.
Finchè un giorno Tom , passeggiando sulla spiaggia, recupera una barca alla deriva, a bordo vi sono un uomo già morto ed una neonata avvolta in un maglione, ma miracolosamente sopravvissuta.
L'istinto materno di Isabel , che ha da pochi giorni perso un altro bambino, travolge la razionalità ed il senso del dovere di Tom. E la giovane moglie lo convince a non dichiarare il ritrovamento della barca e a prendersi cura di quella bambina come se fosse la loro stessa figlia. Ma il destino è un giocatore crudele e non molto lontano una donna non ha mai smesso di cercare la sua piccola bambina.
In questa fase il romanzo , comincia la vera e propria particolarità della trama. E i sensi di colpa di Tom
si alterneranno alla gioia e alla gratificazione materna di Isabel. La luce sugli oceani è un romanzo incantevole...minuziosa e dettagliata è la descrizione della paesagistica del mare incontaminato, della natura selvaggia dell'isola . E a rendere tutto più prezioso è la diversa visione della vita dei personaggi principali, costretti a vivere , in base alle scelte difficili e alle decisioni che, in un modo o nell'altro, portano la sofferenza di altri essere umani. Quello che accade dovrete leggerlo voi stessi , il finale è davvero molto commovente e toccante.
Bene e male , giusto e sbagliato si librano in un cielo limitato , nel quale spesso la ragione ed il sentimento entrano in contrasto tra loro.
E per quanto i protagonisti siano in torto nei confronti della verità e della vita , non si potrà fare a meno di amarli, di giustificarli, di perdonarli.
E' un romanzo che appassiona e apre spunti di riflessione sul dono della maternità , ma anche sul peso delle scelte che decidiamo di prendere , sull'odio e sul perdono e sul fatto che ,qualche volta, l'amore trova una strada per continuare a vivere....a resistere ...a combattere .... Un libro sulle scelte , che vi colmerà di sensazioni meravigliose. Da leggere.....e da conservare Gina Margiotta
Questo bellissimo romanzo intitolato La luce sugli oceani e scritto dalla matura ma esordiente L .M Stedman , potrà darvi la sua personale interpretazione e di conseguenza la risposta alle vostre dubbiose domande.
In una sperduta isola australiana Tom trova lavoro come guardiano di un faro, che farà da guida ai naviganti in difficoltà nelle notti di tempesta.
Un lavoro assai difficile, che racchiude una vita fatta di grandi responsabilità ed una quotidianità estremamente solitaria. Il lavoro ideale per Tom, un giovane uomo già esausto della vita per i troppi orrori visti durante la prima guerra Mondiale .
Tormentato da un passato a cui sente di essere sopravvissuto ingiustamente , Tom fa ritorno in Australia , ormai privo di entusiasmo e di gioia di vivere.
Solo l'incontro e l'amore con la giovanissima e solare Isabel gli darà la forza di provare a ricominciare.
I due si sposano e si trasferiscono sull'isola ma per loro non sarà solo felicità: Isabel , infatti, perde tre bambini e sembra impossibilitata a portare a termine una gravidanza. Il dolore della coppia sarà profondissimo e soprattutto Isabel sembra non volersi rassegnare all'idea di diventare madre.
Finchè un giorno Tom , passeggiando sulla spiaggia, recupera una barca alla deriva, a bordo vi sono un uomo già morto ed una neonata avvolta in un maglione, ma miracolosamente sopravvissuta.
L'istinto materno di Isabel , che ha da pochi giorni perso un altro bambino, travolge la razionalità ed il senso del dovere di Tom. E la giovane moglie lo convince a non dichiarare il ritrovamento della barca e a prendersi cura di quella bambina come se fosse la loro stessa figlia. Ma il destino è un giocatore crudele e non molto lontano una donna non ha mai smesso di cercare la sua piccola bambina.
In questa fase il romanzo , comincia la vera e propria particolarità della trama. E i sensi di colpa di Tom
si alterneranno alla gioia e alla gratificazione materna di Isabel. La luce sugli oceani è un romanzo incantevole...minuziosa e dettagliata è la descrizione della paesagistica del mare incontaminato, della natura selvaggia dell'isola . E a rendere tutto più prezioso è la diversa visione della vita dei personaggi principali, costretti a vivere , in base alle scelte difficili e alle decisioni che, in un modo o nell'altro, portano la sofferenza di altri essere umani. Quello che accade dovrete leggerlo voi stessi , il finale è davvero molto commovente e toccante.
Bene e male , giusto e sbagliato si librano in un cielo limitato , nel quale spesso la ragione ed il sentimento entrano in contrasto tra loro.
E per quanto i protagonisti siano in torto nei confronti della verità e della vita , non si potrà fare a meno di amarli, di giustificarli, di perdonarli.
E' un romanzo che appassiona e apre spunti di riflessione sul dono della maternità , ma anche sul peso delle scelte che decidiamo di prendere , sull'odio e sul perdono e sul fatto che ,qualche volta, l'amore trova una strada per continuare a vivere....a resistere ...a combattere .... Un libro sulle scelte , che vi colmerà di sensazioni meravigliose. Da leggere.....e da conservare Gina Margiotta
venerdì 28 settembre 2012
Recensione del romanzo L'amante di Lady Chatterly
Quanti di voi amano i "classici" della letteratura mondiale?
Io ammetto di aver letto parecchi romanzi che hanno fatto la storia....ma tanti ancora vorrei poter conoscere. Oggi vi vorrei parlare di un romanzo storico, che fece epoca soprattutto perchè vietato per parecchi anni. Sto parlando del celebre L'amante di Lady Chatterley di David Erbert Lawrence .
Un' opera letteraria che io ritengo superba ed immortale. Letto ormai parecchi anni fa e ripreso recentemente. L'ho giusto terminato ieri sera.
Pubblicato nel 1928 in lingua inglese da una piccola casa editrice fiorentina , venne bandito per parecchio anni in Gran Bretagna , proprio perchè ritenuto osceno ed irrispettoso.
Pensate che solo a partire dall'inizio degli anni '60 il romanzo fu distribuito liberamente nelle librerie inglesi . La motivazione di tanta censura non fu soltanto la descrizione precisa e dettagliata dei vari rapporti sessuali dei due protagonisti , ma anche la metafora fortemente rivoluzionaria del romanzo che vedeva il personaggio femminile principale insofferente e ribelle alle dure leggi della buona società britannica . Una donna tenace e libera,pronta a combattere come una guerriera pur di difendere i suoi ideali di coraggio e di libertà.
Ma veniamo alla trama . Costance Chatterly è la giovane moglie di un nobile inglese, rimasto ferito durante un combattimento nella prima guerra mondiale. Il giovane uomo, nonostante l'età e la forza fisica, riporta lesioni permanenti molto gravi e viene condannato con la diagnosi di paralisi totale dalla vita in giù e costretto su una sedia a rotelle.
A distanza di tempo , Lady Chatterly comincia una calda e torbida relazione con il guardiacaccia della sua tenuta .
Il rapporto , all'inizio solo sessuale, si tramuta , ben presto, in una vera e propria storia d'amore .
A quel punto il marito, che per le sue condizioni fisiche , sarebbe stato anche disposto ad accettare i tradimenti , purchè consumati con uomini dello stesso stato sociale, si trova ad osteggiare la relazione proprio perchè vissuta con un uomo di rango inferiore.
Ma proprio nel pieno della trama, Lady Chatterly si accorge di portare in grembo il figlio del suo passionale amante. Ed è proprio a partire da questo momento che la giovane eroina affronterà qualsiasi ostacolo , pur di vedere realizzato il suo sogno d'amore e di libertà .
" Allora? " direte voi....." Cosa mai ci sarà di particolare ed originale in questo tanto discusso e famoso romanzo?" Bene ...ve lo spiego o perlomeno cerco di esporvi il mio personale parere .
Basato sull'eterno conflitto tra la convenzione e il desiderio , tra la frustrazione del perbenismo e la calda bramosia d'amore , L'amante di Lady Chatterly risulta essere il perfetto connubio tra la denuncia sociale verso un tipo di atteggiamento ipocrita e moralista e la spudorata esigenza di difendere le proprie passioni. Un romanzo trasgressivo e coraggioso proprio perchè vede protagonista una donna : una creatura decisa e determinata ,pronta a sfidare ogni regola, ogni tabù pur di vedere realizzati i propri desideri...i propri istinti.
Un inno alla libertà sessuale e spirituale che è stato un' icona ed un simbolo , in un periodo storico dove anche le esigenze e i desideri di una donna cominciavano a farsi sentire....a gridare al mondo quella voglia di libertà , tenuta soffocata per troppi secoli di dominanza maschile.
Quindi elogio al romanzo, fosse solo per lodare il coraggio dell'autore , che seppe descrivere così bene una società , per fortuna, destinata a finire.
E vi prego....non voglio più sentire persone paragonare questo epocale romanzo con l'attuale Cinquanta sfumature di grigio.....Sarebbe come paragonare la seta con gli stracci.
Ma questa è solo una mia personale opinione. ( Gina Margiotta)
Io ammetto di aver letto parecchi romanzi che hanno fatto la storia....ma tanti ancora vorrei poter conoscere. Oggi vi vorrei parlare di un romanzo storico, che fece epoca soprattutto perchè vietato per parecchi anni. Sto parlando del celebre L'amante di Lady Chatterley di David Erbert Lawrence .
Un' opera letteraria che io ritengo superba ed immortale. Letto ormai parecchi anni fa e ripreso recentemente. L'ho giusto terminato ieri sera.
Pubblicato nel 1928 in lingua inglese da una piccola casa editrice fiorentina , venne bandito per parecchio anni in Gran Bretagna , proprio perchè ritenuto osceno ed irrispettoso.
Pensate che solo a partire dall'inizio degli anni '60 il romanzo fu distribuito liberamente nelle librerie inglesi . La motivazione di tanta censura non fu soltanto la descrizione precisa e dettagliata dei vari rapporti sessuali dei due protagonisti , ma anche la metafora fortemente rivoluzionaria del romanzo che vedeva il personaggio femminile principale insofferente e ribelle alle dure leggi della buona società britannica . Una donna tenace e libera,pronta a combattere come una guerriera pur di difendere i suoi ideali di coraggio e di libertà.
Ma veniamo alla trama . Costance Chatterly è la giovane moglie di un nobile inglese, rimasto ferito durante un combattimento nella prima guerra mondiale. Il giovane uomo, nonostante l'età e la forza fisica, riporta lesioni permanenti molto gravi e viene condannato con la diagnosi di paralisi totale dalla vita in giù e costretto su una sedia a rotelle.
A distanza di tempo , Lady Chatterly comincia una calda e torbida relazione con il guardiacaccia della sua tenuta .
Il rapporto , all'inizio solo sessuale, si tramuta , ben presto, in una vera e propria storia d'amore .
A quel punto il marito, che per le sue condizioni fisiche , sarebbe stato anche disposto ad accettare i tradimenti , purchè consumati con uomini dello stesso stato sociale, si trova ad osteggiare la relazione proprio perchè vissuta con un uomo di rango inferiore.
Ma proprio nel pieno della trama, Lady Chatterly si accorge di portare in grembo il figlio del suo passionale amante. Ed è proprio a partire da questo momento che la giovane eroina affronterà qualsiasi ostacolo , pur di vedere realizzato il suo sogno d'amore e di libertà .
" Allora? " direte voi....." Cosa mai ci sarà di particolare ed originale in questo tanto discusso e famoso romanzo?" Bene ...ve lo spiego o perlomeno cerco di esporvi il mio personale parere .
Basato sull'eterno conflitto tra la convenzione e il desiderio , tra la frustrazione del perbenismo e la calda bramosia d'amore , L'amante di Lady Chatterly risulta essere il perfetto connubio tra la denuncia sociale verso un tipo di atteggiamento ipocrita e moralista e la spudorata esigenza di difendere le proprie passioni. Un romanzo trasgressivo e coraggioso proprio perchè vede protagonista una donna : una creatura decisa e determinata ,pronta a sfidare ogni regola, ogni tabù pur di vedere realizzati i propri desideri...i propri istinti.
Un inno alla libertà sessuale e spirituale che è stato un' icona ed un simbolo , in un periodo storico dove anche le esigenze e i desideri di una donna cominciavano a farsi sentire....a gridare al mondo quella voglia di libertà , tenuta soffocata per troppi secoli di dominanza maschile.
Quindi elogio al romanzo, fosse solo per lodare il coraggio dell'autore , che seppe descrivere così bene una società , per fortuna, destinata a finire.
E vi prego....non voglio più sentire persone paragonare questo epocale romanzo con l'attuale Cinquanta sfumature di grigio.....Sarebbe come paragonare la seta con gli stracci.
Ma questa è solo una mia personale opinione. ( Gina Margiotta)
lunedì 17 settembre 2012
Recensione del romanzo Ti prendo e ti porto via
Ischiano Scalo,un paesino dove il mare esiste ma non si riesce a vederlo ,un luogo che si impregna di noia e abitudine .
E l’anima di questo paese si muove intorno alle vicende dei personaggi,con tutto il suo carico di pensieri introspettivi ,di consensi e di rifiuti e di insoddisfazioni tenaciamente latenti.
E ad Ischiano Scalo ,troviamo il giovane Pietro,un adolescente dal destino già segnato da un sinistro presagio . Una vita offesa e frustrante ; un padre violento,una madre malata di nervi,un fratello dal quoziente intelletivo limitato ,una famiglia in cui regna sovrana una evidente mancanza d'amore.
Un ragazzino pieno di sogni ,come frequentare il liceo e studiare zoologia,ed una folle e profonda passione che lo lega a Gloria,la bella,ricca e viziata figlia di un direttore di banca,per la quale nutre indefiniti sentimenti d'amicizia ....e forse qualcosa di più.
La storia di Pietro, cammina in parallelo con quella di Graziano Biglia,playboy ormai rovinato dal sesso occasionale ,dall'uso smodato delle droghe e dall’avanzare della mezza età . Graziano vive in una perpetua dimensione di menzogne o meglio da realtà travisate per alimentare la sua autostima, ormai completamente offuscata da una vita allo sbando.
Così giunto ormai all'età matura, decide di dare una svolta alla sua precaria esistenza, invaso da una voglia silente di una normalità che si presta a prendere il volto e la personalità di Flora, insegnante di Italiano.
Una donna sola ,schiacciata da pesi di cui nessuno conosce l’esistenza e l’entità, una donna costretta al sacrificio per prendersi cura di una madre anziana e malata . Due amori destinati a nascere , a vivere e a soffrire ...come spesso accade nella vita.
E a contornare i quattro protagonisti principali,una serie di personaggi minori, che , tuttavia, riescono a contrubuire alla riuscita del romanzo :il gruppetto dei bulli della scuola,capeggiato da Pierini,il poliziotto depresso la cui mente aspira ad un modello di riferimento alla Clint Eastwood,il bidello ossessionato dalle sue responsabilità e dalla sua infinita solitudine , ed infine l’assillante figura della madre di Graziano Biglia che trasforma in cibo tutte le sue nevrosi e le sue frustazioni.
Una storia cruda e dura , personaggi arrabbiati, delusi e deludenti, ragazzini trascurati dalla famiglia.
Un romanzo che riesce a trasmettere la sensazione di una realtà vissuta nel dolore , senza possibilità di riscatto alcuno.
E il finale è terribile, straziante, viene quasi voglia di entrare dentro alle pagine del libro per cercare di evitare tutto il meccanismo di distruzione messo su fin dalle prime pagine e che vede il romanzo concludersi con l'omicidio di uno dei protagonisti.
Ma vi ho già raccontato troppo. Dovete leggerlo personalmente.
Un romanzo che mi ha rapito letteralmente l'anima .....e me l'ha colmata di emozioni veramente intense.
Ammaniti usa una scrittura forte per questo microcosmo di personaggi diversi, le cui vite si intrecciano e si fondono, a volte per caso, come spesso accade nella vita.
Destini intrecciati come le trame di un tessuto...vite separate eppure destinate ad incontrasi....in una morsa di dolore e disperazione che segnerà l'esistenza di ogni singolo personaggio.
Eppure sarebbe stato così facile fuggire...scappare da tutto questo delirio.....
Sarebbe stato facile guardare negli occhi la persona amata .... e sussurargli dolcemente : " Ti prendo e ti porto via" . BELLISSIMO
E l’anima di questo paese si muove intorno alle vicende dei personaggi,con tutto il suo carico di pensieri introspettivi ,di consensi e di rifiuti e di insoddisfazioni tenaciamente latenti.
E ad Ischiano Scalo ,troviamo il giovane Pietro,un adolescente dal destino già segnato da un sinistro presagio . Una vita offesa e frustrante ; un padre violento,una madre malata di nervi,un fratello dal quoziente intelletivo limitato ,una famiglia in cui regna sovrana una evidente mancanza d'amore.
Un ragazzino pieno di sogni ,come frequentare il liceo e studiare zoologia,ed una folle e profonda passione che lo lega a Gloria,la bella,ricca e viziata figlia di un direttore di banca,per la quale nutre indefiniti sentimenti d'amicizia ....e forse qualcosa di più.
La storia di Pietro, cammina in parallelo con quella di Graziano Biglia,playboy ormai rovinato dal sesso occasionale ,dall'uso smodato delle droghe e dall’avanzare della mezza età . Graziano vive in una perpetua dimensione di menzogne o meglio da realtà travisate per alimentare la sua autostima, ormai completamente offuscata da una vita allo sbando.
Così giunto ormai all'età matura, decide di dare una svolta alla sua precaria esistenza, invaso da una voglia silente di una normalità che si presta a prendere il volto e la personalità di Flora, insegnante di Italiano.
Una donna sola ,schiacciata da pesi di cui nessuno conosce l’esistenza e l’entità, una donna costretta al sacrificio per prendersi cura di una madre anziana e malata . Due amori destinati a nascere , a vivere e a soffrire ...come spesso accade nella vita.
E a contornare i quattro protagonisti principali,una serie di personaggi minori, che , tuttavia, riescono a contrubuire alla riuscita del romanzo :il gruppetto dei bulli della scuola,capeggiato da Pierini,il poliziotto depresso la cui mente aspira ad un modello di riferimento alla Clint Eastwood,il bidello ossessionato dalle sue responsabilità e dalla sua infinita solitudine , ed infine l’assillante figura della madre di Graziano Biglia che trasforma in cibo tutte le sue nevrosi e le sue frustazioni.
Una storia cruda e dura , personaggi arrabbiati, delusi e deludenti, ragazzini trascurati dalla famiglia.
Un romanzo che riesce a trasmettere la sensazione di una realtà vissuta nel dolore , senza possibilità di riscatto alcuno.
E il finale è terribile, straziante, viene quasi voglia di entrare dentro alle pagine del libro per cercare di evitare tutto il meccanismo di distruzione messo su fin dalle prime pagine e che vede il romanzo concludersi con l'omicidio di uno dei protagonisti.
Ma vi ho già raccontato troppo. Dovete leggerlo personalmente.
Un romanzo che mi ha rapito letteralmente l'anima .....e me l'ha colmata di emozioni veramente intense.
Ammaniti usa una scrittura forte per questo microcosmo di personaggi diversi, le cui vite si intrecciano e si fondono, a volte per caso, come spesso accade nella vita.
Destini intrecciati come le trame di un tessuto...vite separate eppure destinate ad incontrasi....in una morsa di dolore e disperazione che segnerà l'esistenza di ogni singolo personaggio.
Eppure sarebbe stato così facile fuggire...scappare da tutto questo delirio.....
Sarebbe stato facile guardare negli occhi la persona amata .... e sussurargli dolcemente : " Ti prendo e ti porto via" . BELLISSIMO
giovedì 23 agosto 2012
Recensione del romanzo Mille splendidi soli di Gina Margiotta
E' assai raro e difficile, per un autore che ha scritto un capolavoro, scriverne un secondo eguagliando la precedente creazione. Eppure questo è un secondo capolavoro. Dopo Il cacciatore di aquiloni, Hosseini ha colpito nuovamente e in maniera sublime e incisiva. Mille splendidi soli è' un romanzo incentrato sull'atrocità della guerra, sull'analisi della condizione femminile nella dura realtà afghana , sull'intimità e sulla forza dei sentimenti, soprattutto quelli dell'amicizia e la solidarietà tra creature oppresse e emarginate.
Mille splendidi soli parla di donne che coltivano il proprio dolore in solitudine e in silenzio, costrette ad un'esistenza sottomessa e precaria, che trovano in se stesse una forza straordinaria per andare avanti, nonostante le umiliazioni e le ingiustizie subite.
La storia inizia con Mariam che vive con la madre Nana vicino a Herat .
Il padre è un uomo ricco e potente e Mariam è la figlia illegittima ,nata da una relazione extra-coniugale .
La figura paterna non è completamente assente nella vita della povera adolescente, ma comunque sia l'uomo già sposato e con altri figli , si vergogna di lei. Un giorno la piccola Mariam decide di far visita al genitore , per vedere la realtà in cui lui vive , per conoscere anche i suoi sconosciuti fratelli e sorelle . Ma la visita non ha buon esito e il padre rifiuta di vederla e fa cacciare via la povera ragazza.
Così quando Mariam fa ritorno a casa trova la madre morta suicida .
A quel punto, il padre si trova costretto a prendersi cura di lei ed accoglierla nella sua famiglia.
Dopo pochi mesi , Mariam viene costretta dal padre a diventare sposa di Rashid, un uomo sulla quarantina, assai più anziano di lei, con l'esigenza di avere una moglie che possa servirlo ed obbedire ad ogni sua esigenza. Passano gli anni e Mariam è costretta a vivere una vita fatta di soprusi e violenze. Contemporaneamente il romanzo si concentra anche su un altro personaggio femminile ; Laila.
Laila e Tariq sono amici, amici sin da piccoli ma crescendo questa grande amicizia si trasforma ben presto in amore. Quando Laila è ormai quindicenne scopre che Tariq abbandonerà l'Afghanistan a causa della guerra scoppiata qualche anno prima.
Quando anche Laila sta per partire e raggiungere il suo amato Tariq ,una bomba colpisce la sua casa, lasciandola orfana e senza un sostegno economico .
La ragazza viene salvata da Rashid che la ospita e poi decide di farla diventare la sua seconda sposa, come prevede la legge islamica. Rashid la informa anche della morte di Tariq in guerra, proprio mentre Laila si accorge di essere incinta del suo amato compagno.
Cosciente delle terribili conseguenze che potrebbero causare un figlio concepito fuori dal matrimonio. Laila fa credere a Rashid che il bimbo che porta in grembo sia il risultato della loro prima notte di nozze .
Ma dopo alcuni mesi, Laila incontrerà Tariq , gravemente ferito e rimasto menomato ad una gamba , ma comunque vivo. Si capisce cosi che Rashid aveva mentito alla ragazza per convincerlo a sposarlo. Ovviamente l'amore tra i due giovani tornerà a risplendere più intenso e più forte che mai.
Nel frattempo Mariam e Laila, oltre che grandi complici, diventeranno anche grandi amiche , unite dallo stesso desiderio di libertà e di riscatto verso una vita migliore, lontane dal perfido Rashid che continua a rendele vittime della sua brutale e spietata violenza.
Dopo varie peripezie e situazioni al limite della follia, Mariam salva la vita di Laila ,uccidendo Rashid , concedendo all'amata amica la possibilità di un futuro accanto all'uomo che ama...un futuro lontano dalla guerra, dalla dittatura, dall'oppresione . E Mariam sacrificherà la propria esistenza per consentire all'amica di ricostruirsi la vita da sempre sognata . Laila riuscirà cosi a coronare il suo sogno di amore e di libertà, e accanto a Tariq e al bambino nato dal loro amore, riuscirà a fuggire lontano dal suo martoriato paese.
Il finale vedrà la giovane coppia in procinto di costruire una nuova esistenza.
E Laila si accorgerà di essere nuovamente incinta. Toccandosi il grembo , nella speranza che la creatura concepita sia una bambina .....una bambina che porterà il nome di colei che le è stata accanto nei momenti difficili, il nome di colei che l'ha amata e protetta come una sorella , di colei che ha sacrificato la propria esistenza pur di rendere felice la sua amica .... Senza dubbio alcuno Laila sceglierà il nome di sua figlia...una bambina di nome Mariam.
.
Ogni fiocco di neve è il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo, ma le donne protagoniste di questa meravigliosa e commovente storia hanno nel loro cuore il calore e l' intensità di mille splendidi soli. Creature fragili e forti , capaci di costringere il pensiero ad andare via, a varcare i confini della speranza , a cercare e a lottare per ritrovare i valori indispensabili e prioritari della libertà, della dignità .
Due donne , unite dal sentimento dell'amicizia , che riuscranno finalmente a ritrovare quella pace e quella serenità da troppo tempo inseguita. Poetico come pochi romanzi letti in vita mia, Mille splendidi soli riesce a riconciliarti con il mondo....un mondo migliore dove le donne siano finalmente ascoltate, amate, rispettate.
Quanto mi è piaciuto.......
Mille splendidi soli parla di donne che coltivano il proprio dolore in solitudine e in silenzio, costrette ad un'esistenza sottomessa e precaria, che trovano in se stesse una forza straordinaria per andare avanti, nonostante le umiliazioni e le ingiustizie subite.
La storia inizia con Mariam che vive con la madre Nana vicino a Herat .
Il padre è un uomo ricco e potente e Mariam è la figlia illegittima ,nata da una relazione extra-coniugale .
La figura paterna non è completamente assente nella vita della povera adolescente, ma comunque sia l'uomo già sposato e con altri figli , si vergogna di lei. Un giorno la piccola Mariam decide di far visita al genitore , per vedere la realtà in cui lui vive , per conoscere anche i suoi sconosciuti fratelli e sorelle . Ma la visita non ha buon esito e il padre rifiuta di vederla e fa cacciare via la povera ragazza.
Così quando Mariam fa ritorno a casa trova la madre morta suicida .
A quel punto, il padre si trova costretto a prendersi cura di lei ed accoglierla nella sua famiglia.
Dopo pochi mesi , Mariam viene costretta dal padre a diventare sposa di Rashid, un uomo sulla quarantina, assai più anziano di lei, con l'esigenza di avere una moglie che possa servirlo ed obbedire ad ogni sua esigenza. Passano gli anni e Mariam è costretta a vivere una vita fatta di soprusi e violenze. Contemporaneamente il romanzo si concentra anche su un altro personaggio femminile ; Laila.
Laila e Tariq sono amici, amici sin da piccoli ma crescendo questa grande amicizia si trasforma ben presto in amore. Quando Laila è ormai quindicenne scopre che Tariq abbandonerà l'Afghanistan a causa della guerra scoppiata qualche anno prima.
Quando anche Laila sta per partire e raggiungere il suo amato Tariq ,una bomba colpisce la sua casa, lasciandola orfana e senza un sostegno economico .
La ragazza viene salvata da Rashid che la ospita e poi decide di farla diventare la sua seconda sposa, come prevede la legge islamica. Rashid la informa anche della morte di Tariq in guerra, proprio mentre Laila si accorge di essere incinta del suo amato compagno.
Cosciente delle terribili conseguenze che potrebbero causare un figlio concepito fuori dal matrimonio. Laila fa credere a Rashid che il bimbo che porta in grembo sia il risultato della loro prima notte di nozze .
Ma dopo alcuni mesi, Laila incontrerà Tariq , gravemente ferito e rimasto menomato ad una gamba , ma comunque vivo. Si capisce cosi che Rashid aveva mentito alla ragazza per convincerlo a sposarlo. Ovviamente l'amore tra i due giovani tornerà a risplendere più intenso e più forte che mai.
Nel frattempo Mariam e Laila, oltre che grandi complici, diventeranno anche grandi amiche , unite dallo stesso desiderio di libertà e di riscatto verso una vita migliore, lontane dal perfido Rashid che continua a rendele vittime della sua brutale e spietata violenza.
Dopo varie peripezie e situazioni al limite della follia, Mariam salva la vita di Laila ,uccidendo Rashid , concedendo all'amata amica la possibilità di un futuro accanto all'uomo che ama...un futuro lontano dalla guerra, dalla dittatura, dall'oppresione . E Mariam sacrificherà la propria esistenza per consentire all'amica di ricostruirsi la vita da sempre sognata . Laila riuscirà cosi a coronare il suo sogno di amore e di libertà, e accanto a Tariq e al bambino nato dal loro amore, riuscirà a fuggire lontano dal suo martoriato paese.
Il finale vedrà la giovane coppia in procinto di costruire una nuova esistenza.
E Laila si accorgerà di essere nuovamente incinta. Toccandosi il grembo , nella speranza che la creatura concepita sia una bambina .....una bambina che porterà il nome di colei che le è stata accanto nei momenti difficili, il nome di colei che l'ha amata e protetta come una sorella , di colei che ha sacrificato la propria esistenza pur di rendere felice la sua amica .... Senza dubbio alcuno Laila sceglierà il nome di sua figlia...una bambina di nome Mariam.
.
Ogni fiocco di neve è il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo, ma le donne protagoniste di questa meravigliosa e commovente storia hanno nel loro cuore il calore e l' intensità di mille splendidi soli. Creature fragili e forti , capaci di costringere il pensiero ad andare via, a varcare i confini della speranza , a cercare e a lottare per ritrovare i valori indispensabili e prioritari della libertà, della dignità .
Due donne , unite dal sentimento dell'amicizia , che riuscranno finalmente a ritrovare quella pace e quella serenità da troppo tempo inseguita. Poetico come pochi romanzi letti in vita mia, Mille splendidi soli riesce a riconciliarti con il mondo....un mondo migliore dove le donne siano finalmente ascoltate, amate, rispettate.
Quanto mi è piaciuto.......
domenica 8 luglio 2012
Recensione Và dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro

"….e quando poi davanti a te si apriranno tante
strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e
aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in
cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta
ancora.
Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va dove lui ti porta.."
(da Va dove ti porta il cuore)
Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va dove lui ti porta.."
(da Va dove ti porta il cuore)
Oggi vorrei parlarvi del famosissimo romanzo Và dove ti porta il cuore della celebre scrittrice Susanna Tamaro . Lessi questo libro parecchi anni fa , appena uscito, grazie al consiglio e suggerimento di una mia carissima amica.
Credo che il segreto di questa opera sia racchiusa nella semplice e totale perfezione di uno degli amori più grandi dell’esistenza umana; quello dei nonni per i propri nipoti.
La protagonista è Olga , una donna che essendo ormai giunta all’epilogo della sua vita, decide di scrivere una lunga lettera di testimonianza alla nipote che sta studiando negli Stati Uniti .
Si tratta quasi di una sorte di testimonianza in cui vengono svelati i propri segreti, una confessione dettata dalla necessità di preservare la nipote dal commettere quegli stessi sbagli e con il prioritario consiglio di riuscire sempre a seguire la strada del cuore.
Il rimpianto per la nipote cosi lontana (sia fisicamente che umanamente) si mescola alla sempre più viva e presente paura della morte che sta per presentarsi e alla consapevolezza di aver raggiunto un traguardo: quello di saper guardare, ascoltare e seguire la strada segnata dalle ragioni del cuore.
Il libro ha uno stile descrittivo semplice e scorrevole e si legge tutto di un fiato e quando si chiude l'ultima pagina, si comincia a riflettere a quante volte nella nostra esistenza abbiamo lasciato che la parte razionale di noi prendesse il sopravvento sulle emozioni , guidandoci in scelte che poi si sono rivelate fallimentari e sofferte.
E cosi non ci accorgiamo di aver perso delle occasioni uniche , possibilità che avrebbero potuto renderci veramente felici .... veri, puri, autentici.
Va dove ti porta il cuore è quel romanzo che parla di tutte quelle persone che fingono di vivere un'esistenza all'apparenza perfetta ...ma che, in realtà, nascondono sia agli altri che a se stessi la condizione di una vita fatta di convenzioni, di insoddisfazioni inconfessabili e frustranti .L'irrazionale fa paura. Le scelte del cuore fanno intravedere a volte quella felicità, che sembra cosi' perfetta, tanto da aver paura di perderla se la si insegue. E nel timore preferiamo non provarla, per evitare lascrime e delusioni .
E' cosi finiamo per trovarci incatenati a vincoli che non sono i nostri..solo perche non abbiamo avuto il coraggio di essere veramente noi stessi ....una vita in cui si sono soffocati e repressi sogni, ambizioni, desideri.
Ed il rimpianto arriva quando ormai è troppo tardi per riparare, quando ormai il tempo ci ha lasciato, fottuto , abbandonato, Cosa fare allora per non terminare i nostri ultimi giorni come la protagonista del romanzo, piena di rimpianti per quello che ha negato a se stessa?
Seguire quello che ci suggerisce il cuore...sempre...
Perche il cuore ha ragioni..che la mente a volte ...non puo' comprendere...
E la vita è una sola ...... Quindi sediamoci....ascoltiamo il nostro cuore e lasciamo condurci da lui ....senza pensare troppo.... permettiamo al nostro cuore di portarci dove realmente lui vuole andare ....
Gina Margiotta
venerdì 11 maggio 2012
Recensione del Libro Il coraggio del pettirosso
Il coraggio del pettirosso è il primo libro letto di
Maurizio Maggiani e devo confessare che mi ha completamente
conquistata. Nonostante , all’inizio,
la lettura sia abbastanza ostica
, con il trascorrere delle pagine, la trama ha cominciato ad intrigarmi
sempre più , regalandomi istanti di immenso appagamento letterario . La metafora finisce così di unirsi alla realtà , per approdare in un contesto fatto di ideologia di libertà , l’incessante e continuo viaggio alla ricerca di se stessi , delle proprie origini, del proprio passato. Il tema dell’anarchia è prioritario al fine della storia, ma ciò che va evidenziato è che non si tratta dell’ideale anarchico legato alla politica , ma ad una più profonda e matura riflessione verso la vita stessa , verso la libertà interiore .Ed è nel cuore di ognuno di noi , ricercare nelle radici del nostro passato , quella parte irrisolta e misteriosa che rende la nostra esistenza unica e straordinaria.
Perché è in ognuno di noi che si cela il desiderio represso di cercare , costantemente, delle risposte ai nostri interrogativi , l’estrema e dilagante volontà di ritrovare il “nostro porto sommerso” .
Il viaggio del pettirosso comincia con la descrizione del ricovero ospedaliero di Saverio Pascale .
Il protagonista , ospite in un nosocomio di Alessandria d’Egitto , finisce con il narrare e descrivere la sua storia . La nostalgia e la solitudine interiore spingono Saverio ad andare a ricercare le radici della sua famiglia , scavando , senza tregua, nella memoria di un passato sconosciuto e lontano .
Al ritorno di un viaggio nel deserto di Siwa e un breve soggiorno in Italia , Saverio cerca le risposte per riappropriarsi delle proprie origini , attraverso le dolorose ed incantevoli avventure del soldato Pascal e della sua amata compagna . In questo viaggio fantasioso e storico , Saverio crea l’opportunità di ricongiungersi alla figura del suo compianto padre ; l’anarchico fornaio (amante della poesia di Ungaretti) che la sera amava raccontare al piccolo figlio , la leggenda del pettirosso e del suo ostinato e caparbio coraggio.
Ne esce fuori la morale di un’audacia ammirevole; la capacità necessaria per affrontare e combattere la prepotenza e l’arroganza della gerarchia degli uomini potenti.
Con l’aiuto ed il sostegno di Fatiha , la straordinaria combattente palestinese , Saverio trova la forza e la determinazione , di ricostruire quel passato nascosto che lega le origini di un padre scomparso troppo presto . Maggiani ha saputo descrivere la storia in maniera evocativa , con un incredibile talento narrativo preciso e dettagliato.
Nel suo stile, riconosco l’incredibile capacità di assorbire le emozioni , trasformandole in parole , atte a raccontare una storia che tende a mischiare , con eccellente perfezione, il passato con il presente. E l’eredità che ci lascia è un omaggio alla memoria del nostro vissuto, al canto dolcissimo dei popoli oppressi e straziati dalla sofferenza della storia .
Romanzo immenso, unico, superlativo, epocale.
lunedì 2 aprile 2012
La mia recensione del romanzo La bambina di neve

Questo romanzo mi è stato regalato per Natale e devo ammettere che mi ha piacevolmente sorpresa.
Confesso che non sono mai stata una grande appassionata del genere fantasy, ma ultimamente sto scoprendo la necessità di provare a conoscere delle realtà a me quasi del tutto sconosciute.Il risultato è che questo stile particolare ed irreale mi appaga più di quanto potessi immaginare. Della serie….nella vita non è mai troppo tardi…oppure mai dire mai.
La bambina di neve è un romanzo scritto dall’americana Eowyn Ivey ed è ispirato da un ‘antichissima favola russa . Il suo nome originale è Snegurocka , che in lingua russa assume il significato di figlia del Gelo.
La trama è ambientata intorno al 1920 e narra la storia di due cinquantenni Mabel e Jack ormai sposati da diversi anni.
Nonostante il loro grande amore , la vita ha negato loro la gioia di un figlio .
E proprio per sfuggire dal disagio di questa mancanza , decidono di trasferirsi in Alaska , una terra fredda e selvaggia , con il progetto di rifarsi una nuova vita, comprando una vecchia e piccola fattoria. Il tempo trascorre lento ma implacabile e nonostante i mesi vissuti nella nuova realtà, il dolore e la tristezza non accennano a diminuire .
Soprattutto Mabel, donna dolce e silenziosa, vive in una situazione di eterna apatia .
Rassegnata al fatto di non realizzare il suo desiderio di maternità, vive la quotidianità come un supplizio ….e forse il suo unico desiderio sarebbe quello di addormentarsi per sempre , per evitare quel vuoto che le impedisce di sorridere e di vivere.
Poi un giorno, con l’arrivo dell’inverno , la neve fa il suo esordio , imbiancando quella natura così misteriosa e selvaggia . Improvvisamente la polvere bianca ricopre le pianure, gli alberi, le montagne più alte . La loro piccola casetta sembra immersa nel silenzioso fascino dell’inverno .
Una sera Mabel e Jack decidono di creare un bellissimo pupazzo di neve, con le sembianze di una bambina. Quasi una sorta di creatura immaginaria , che possa in qualche modo sostituire quella bambina che non è mai venuta al mondo.
Come due bambini impazziti, la coppia di coniugi vestono il pupazzo di neve con dei guantini e una sciarpa di morbida lana color del cielo. E per meglio creare un effetto reale , dipingono il pupazzo di neve con del succo di mirtilli a voler rappresentare le labbra e un ciuffo di paglia secca a voler simulare la chioma di capelli.
La mattina seguente il pupazzo è misteriosamente scomparso, nonostante il gelo della notte non consentisse la possibilità dello scioglimento della neve.
Gli indumenti del pupazzo misteriosamente scomparsi.
E come per magia…. dopo poco tempo , Mabel e Jack cominciano a vedere una bambina reale, in carne ed ossa , aggirasi tra i boschi , accompagnata da una volpe che la segue con infinita devozione e fedeltà. Dopo varie vicissitudini, la bambina si avvicina alla dimora dei due coniugi.
Dice di chiamarsi Pruina …la piccola si ferma il tempo necessario di una visita, ma non abbastanza ….perché le voci del bosco e del freddo glaciale la richiamano ….
In realtà Pruina sembra non avere famiglia …. La sua casa è la natura incontaminata …
Non si sa da dove venga ne tanto meno dove vada, ma non c’è verso di trattenerla …
Pruina è destinata ad arrivare , ma anche ad andarsene.
Con l’arrivo della primavera , che scioglie la neve, la bimba scompare per poi tornare l’inverno successivo ad allietare ,anche se per breve tempo, la vita di Mabel e Jack .
Gli anni trascorrono e Pruina diventa una bellissima ragazza.
E persino tutte le persone che non credevano alla storia della sua esistenza , cominciano a vederla e a conoscerla. Evito di raccontarvi il finale , anche se vi consiglio di tenere a portata di mano una buona dose di fazzoletti. La mia personale opinione su questo particolarissimo romanzo , è la sensazione di dolcezza e mistero che accompagna la trama.
Un libro soffice, delicato , morbido esattamente come la neve che ne delinea i contorni .
Lo stile narrativo è semplice e scorrevole e ammetto che è descritto in maniera perfetta e minuziosa , al punto che , senza neanche accorgervene , vi sentirete rapiti dalla sue pagine , quasi a voler entrare in quel mondo puro e bianco .
La bambina di neve è , a mio avviso, un romanzo che scava dentro il desiderio mai realizzato , una sorta di mondo alternativo ad una realtà che ha il sapore del nulla, della mancanza, dell’assenza.
Ma è anche un romanzo colmo di valori positivi, di sogni che possono divenire realtà….anche se si sa….i sogni sono belli perché durano poco….come gli effetti di una candida e dolcissima nevicata .
Gina Margiotta
giovedì 15 marzo 2012
Recensione del romanzo Venuto al mondo di Margaret Mazzantini
Se da tempo cercate un romanzo che riesca a coinvolgere qualsiasi tipo di emozione , allora amici questo è il libro giusto.
Regalatomi da un caro amico un paio d’anni fa , Venuto al mondo è una drammatica e struggente testimonianza di amore per la vita e per tutti i tipi di sentimenti che rendono meraviglioso il percorso dell’esistenza degli essere umani.
Dentro alla trama troverete di tutto ; l’amore, la tenerezza, l’amicizia, la paura, la guerra, il rimpianto, la malinconia. Nel romanzo si racconta la storia di Gemma che lascia tutto e parte, insieme a Pietro, il figlio adolescente di sedici anni, per Sarajevo.
Ad attenderla all’aeroporto c’è Gojko, poeta bosniaco, suo amico fraterno e amore mancato, che ai tempi delle Olimpiadi invernali del 1984 portò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere.
Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di giovani ragazzi ,ormai diventati adulti che si rincontrano nel dopoguerra.
Ma Venuto al mondo è soprattutto un romanzo del desiderio più grande che una donna possa avere: quello di avere un figlio. E per raggiungere quel desiderio, una donna è in grado di superare qualsiasi ostacolo , qualsiasi difficoltà.
Un amore intenso che trova la sua dimensione più profonda attraverso la decisione coraggiosa di una donna che ha scelto di essere madre ad ogni costo…perché un figlio è un dono che dà un senso alla tua vita….un figlio che arrivi …..dopo tanta attesa ….. venuto al mondo non si sa come…. ma sospirato, atteso, desiderato.
Ne esce un arazzo intriso di umanità , a tratti drammatico e a tratti dolcissimo di ciò che è accaduto; i morti, gli stupri, le bombe, l'amore. Sotto il cielo di questa città dilaniata e di una Roma grigia, quasi apatica come colei che ne delinea i profili , assistiamo attoniti e partecipi ad una storia d'amore appassionata, a volte sofferta, in cui gli attori alla fine ci lasciano ammutoliti , svuotati da ogni tipo di reazione , quasi intorpiditi da quegli eventi così intensi, così potentemente devastanti.
Lo stile narrativo della Mazzantini è come una lama di coltello, è affilata, crudele e spietata. I tempi sono brevi, concisi e lasciano nella nostra testa immagini che sarà difficile dimenticare, affreschi di una città sanguinosa e distrutta ; fotogrammi in bianco in nero di persone che si mettono a nudo , imprigionate tra le pagine di carta e l’inchiostro .E pazienza se la scrittura a volte può dare la sensazione di artefatta ed evidente demagogia , quasi creata a tavolino, al fine di commuovere anche i cuori più duri e spietati.
Questo è un romanzo che in alcuni punti vi farà soffrire , aprirà ferite profonde , vi colpirà come uno schiaffo in pieno viso. Perchè il confine che esiste tra la pace e la guerra è tanto fragile quanto il cordone ombelicale che unisce un bambino appena nato alla sua mamma, perchè l'amore non è mai perfetto, è pieno di contraddizioni , di privazioni ma forse per questo è più reale, più intenso, più bello.
Evocativo e pungente, come tutti i romanzi della Mazzatini, Venuto al mondo è uno di quei libri che divori con gli occhi, giudichi col cuore e conservi dentro l’anima; la metafora della vita descritto attraverso l’amore di una donna….l’amore per la pace, per un uomo, per un figlio…. Tutto ciò che dura e persiste anche quando non si hanno più certezze …. Nel miracolo di un Dio che punisce e premia , concedendoci lo splendido dono di venire al mondo. Gina Margiotta
mercoledì 8 febbraio 2012
Recensione del Romanzo L'inconfondibile tristezza della torta al limone
Mi capita spesso di curiosare tra i tanti siti che parlano di libri e letteratura .
Ed è proprio durante queste mie infinite ricerche , che sono venuta a conoscenza di questo singolare e delizioso romanzo , scritto da Aimeè Bender .
A dire il vero , non conoscevo questa scrittrice, ma sono stata attratta dall’ inconsueto ed originale titolo e dalla copertina che ritrae una invitante fetta di torta ricoperta di glassa bianca , la cui ombra riflette l’immagine di una figura umana.
In più la trama mi ha totalmente incuriosita ed ecco che mi sono fiondata dal mio Libraio di fiducia e mi sono regalata questo libro favoloso.
Rose è una timida bambina che vive con la famiglia in un quartiere residenziale di Los Angeles .
Alla vigilia del suo nono compleanno, la piccola scopre, improvvisamente, di aver acquisito un dono del tutto particolare e , purtroppo, non del tutto gradito.
Infatti, ogni volta, che mangia una pietanza , il gusto non è quello reale del cibo, ma il sapore che sente è quello delle sensazioni provate da chi ha preparato la ricetta.
I dolci della pasticceria vicino a casa hanno così il sapore della rabbia, i cibi della mensa scolastica assumono la sensazione della frustrazione, ma la cosa peggiore è che i piatti preparati da sua mamma , hanno il gusto della tristezza e del senso di colpa.
Rose scoprirà così , gli innumerevoli e taciuti segreti della sua famiglia , che , apparentemente normale e tranquilla, in realtà, cela misteri mai confessati.
Con il passare degli anni , la protagonista verrà a conoscenza di non essere l’unica in famiglia ad avere un talento paranormale ….che anche il fratello e il padre nascondono talenti unici e straordinari. La vera difficoltà è imparare a convivere con questa consapevolezza …ed affrontare la vita e il mondo con tutta la forza e il coraggio possibili.
Un romanzo che, attraverso l’arma della fantasia quasi fiabesca, ci pone a considerare le incomprensioni conflittuali che spesso incontriamo con le persone a noi care.
Con stile appassionato e curioso, L’inconfondibile tristezza della torta al limone , ci sprona a riflettere su ciò che la nostra debolezza emotiva non riesce a gestire…in un alternarsi di dolcezza e amarezza che sono i sapori prioritari e fondamentali della nostra vita. Gina Margiotta
venerdì 3 febbraio 2012
Recensione del Romanzo Io Uccido
Nonostante io non sia una grande amante del genere thriller , devo ammettere che la prima opera letteraria di Giorgio Faletti mi ha completamente convinta e conquistata.
Un giallo che lascia il lettore senza fiato , strutturato con ottima capacità descrittiva e con una tagliente e sempre viva lucidità emozionale.
Faletti ci sorprende con un talento degno dei più grandi scrittori americani.
Oserei quasi definirlo come il “nostro” Stephen King .
Capace di rapire l’attenzione con descrizioni sempre molto dettagliate , quasi al limite del perfezionismo , Io uccido regala momenti carichi di accattivante tensione.
Nel romanzo, l’autore non tralascia mai gli aspetti caratteriali –psicologici che appartengono e rappresentano i personaggi presenti nella trama.
Ciò nonostante è quasi impossibile intuire o indovinare il pericoloso e spietato assassino , che si insidia all’interno della storia .
Un dj di Radio Monte Carlo riceve , durante il suo programma notturno, un agghiacciante telefonata. L’anonimo radioascoltatore dichiara, in diretta, di essere uno spietato e pericoloso assassino.
La vicenda viene sottovalutata ed archiviata come una burla di pessimo gusto.
Accade , però, che il giorno seguente alla telefonata , un pilota e la sua compagna vengano trovati barbaramente uccisi e mutilati .
Da questo momento in poi, ha inizio una serie di feroci e crudeli omicidi, preceduti sempre da una chiamata all’emittente radiofonica.
Ed ogni telefonata comincia sempre con descrizioni precise su dettagli ed indizi riguardanti le prossime vittime. E ad omicidio concluso, una scritta tracciata con il sangue in cui l’omicida lascia la sua personale firma “ Io uccido”.
La cosa più preoccupante ed inusuale è che a Monte Carlo non è mai esistita la figura di un serial killer . Degna di attenzione è la appena accennata storia d’amore dell’agente del FBI ed alcune tematiche importanti e attuali come il rapporto genitori-figli, il suicidio, lo stupro e il disagio psicologico. Da evidenziare nel romanzo è poi il personaggio di Pierrot , un ragazzo di vent’anni con un evidente ritardo mentale. Pierrot è dotato di una personalità molto semplice e di una innata e coinvolgente simpatia. Con un finale sorprendente , al limite dell’incredibile , Io uccido invade le pagine , regalando al lettore il cosiddetto “colpo di scena” .
Un romanzo con un epilogo geniale , che vi attirerà per la sua crudeltà , ma lasciandovi quasi una sensazione di “giustificazione” nei confronti del colpevole.
Senza ombra di dubbio ….un grande giallo….
Da leggere…. Tra un brivido e l’altro Gina Margiotta Citazione:
“Anche in questo siamo uguali. L’unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai.”
“E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?”
“Io uccido…”
giovedì 5 gennaio 2012
La mia recensione del romanzo Ad occhi chiusi di Gianrico Carofiglio
Dopo aver letto Il passato è una terra straniera che mi aveva profondamente colpita, mi sono immersa nella lettura del romanzo Ad occhi chiusi di Gianrico Carofiglio .
Il romanzo, regalatomi da un amico per Natale , mi è piaciuto notevolmente.
Ancora una volta Carofiglio non si smentisce e crea con ordinata semplicità, una storia cruda e reale, che colpisce il lettore sin dalle prime pagine , sia per lo stile letterario che per la trama.
“L ‘abito non fa il monaco” questo deve essere stato il primo pensiero che ha sfiorato la mente dell’ avvocato Guerrieri quando la giovane donna vestita in jeans scoloriti e giubbotto di pelle nera , entra nel suo studio legale , con un atteggiamento duro ed ostile.
All’apparenza la ragazza di nome Claudia sembra incarnare perfettamente l’ immagine della poliziotta decisa e coraggiosa.
Ma , in realtà, Claudia è una giovane suora che si rivolge all’avvocato Guerrieri per chiedergli di prendere le difese di Martina Fumai, perseguitata dal suo ex compagno Gianluca Scianatico, figlio di un potentissimo e affermato Presidente della Corte d’appello di Bari.
La trama è avvincente e ancora una volta sembra sottolineare la regola che vede vincitrice la legge del più forte (dal punto di vista di potere sociale) anche se palesemente colpevole.
Ma Guerrieri è troppo ligio al dovere e troppo onesto professionalmente per lasciarsi intimidire dalle minacce di chi vorrebbe dissuaderlo dal prendere le difese di Martina.
In realtà tutti gli altri suoi colleghi rifiutano il caso , per paura di mettersi contro il colosso numero uno del potere giudiziario di tutta la città pugliese.
Guerrieri però è un uomo integro, pulito, leale .
Avviene così che decida di accettare la causa , alquanto rischiosa e fatale, anche nei confront della sua stessa carriera.
La nuova pratica gli prospetta una giovane donna vittima di maltrattamenti sia fisici che psicologici.
Una donna che ha avuto il coraggio di ribellarsi ad una vita di sottomissione e violenza, che ha la forza e la determinazione di combattere l’omertà di una società ipocrita e prevaricante.
In tutto questo contesto la figura di suor Claudia sembra risultare marginale, come una sorta di comparsa che si affaccia , sporadicamente, tra gli intrecci della trama.
In realtà, proseguendo la storia, si intuisce che l’aspetto psicologico della suora è in perfetta sintonia con la vicenda che vede protagonista Martina.
In un susseguirsi di dialoghi, indagini e colpi di scena , Ad occhi chiusi ha la capacità narrativa di tenere il lettore con il fiato sospeso , però con uno stile discreto ed educato.
Il finale è una pugnalata al cuore. Mai mi sarei aspettata un epilogo più crudo e sconvolgente , ma valutando il romanzo nella sua totalità , era , senza ombra di dubbio, la conclusione più appropriata . E giusto nell’epilogo che poi si comprende il vero segreto di Suor Clara ; ovvero la sua storia, la sua identità, la sua verità. Un ‘altra storia di abusi e violenze, perpetuate ancora ai danni di un’altra innocente creatura. Io che sono una donna , sono rimasta intensamente colpita dai personaggi maschili che sono presenti nella trama.
Uomini spietati, violenti, viscidi , senza nessun rispetto e pietà .
Ma come sempre , nella vita, esiste anche il rovescio della medaglia .
E così che si rimane conquistati dalla tipologia di uomini cosi ben rappresentati dal personaggio dell’avvocato Guerrieri. Uno splendido modello di uomo leale, coraggioso , motivato dai valori dell’onestà, della gentilezza e della comprensione .
Quindi, concludendo ritengo che Carofiglio sia veramente uno scrittore dotato di talento letterario , fuori dal comune. Se posso definirlo quasi una sorta di John Grisham italiano , forse perché i suoi romanzi hanno lo stile del legal thriller , per cui il celebre scrittore americano ha riscosso cosi grande successo in tutto il mondo. Per un’ accanita lettrice come me è indispensabile continuare a leggere i romanzi di Carofiglio , consapevole e certa che non mi deluderà. E come se non bastasse questo scrittore ama mettere nelle copertine dei suoi romanzi , i dipinti di Jack Vettriano, il mio pittore preferito .
Ecco un altro nome da aggiungere alla lista dei miei autori più amati.
E come avrebbe detto un mio carissimo amico….. Bella storia….. davvero una Bella storiaGina Margiotta
giovedì 29 dicembre 2011
Recensione del romanzo L'ombra del vento
Qualcuno mi ha chiesto come mai le mie recensioni su film e libri siano tutte positive e lusinghiere. Beh semplice!!!! io scrivo di cose che amo. Che senso avrebbe commentare o criticare negativamente qualcosa che non mi sia piaciuto? Quindi riempire pagine di parole che tendano a screditare qualcosa che non mi ha emozionato o coinvolto ?
No non fa per me…Anche perché se qualcosa non mi aggrada difficilmente mi rimane in mente e quindi non vedo perché dovrei scrivere di letture deludenti o di film inguardabili.
Quindi premesso questo, oggi mi piacerebbe recensire uno dei romanzi più emozionanti e coinvolgenti degli ultimi anni. Un libro che ho adorato sin dalle prime pagine, lasciandomi sempre con il fiato sospeso e una divorante curiosità di proseguire la lettura pagina dopo pagina.
Ebbene sto parlando del romanzo L’ombra del vento .
Ad un certo punto della trama l’autore Carlos Ruiz Zafòn sostiene che la passione per la lettura è sempre più in via di estinzione e che leggere è uno dei pochi piaceri capaci di coinvolgere mente e cuore , sentimento e intelletto . L’autore spagnolo, con uno stile del tutto innovativo e misterioso, crea una specie di magica alchimia , regalandoci il privilegio di poter leggere un opera che ricorderemo per le mille e suggestive sfaccettature che la caratterizzano.
Un romanzo , fondamentalmente, romantico perché si parla di sentimenti intensi, quasi un po’ retrò di quel tipo di passione che , attualmente, ai nostri giorni, assume i sapori della superficialità e della leggerezza. La storia comincia nel 1945 , ambientata in una misteriosa e sensuale Barcellona .
Il protagonista è un bimbo di nome Daniel Sempere che durante una notte buia e nebbiosa, viene condotto dal giovane padre al Cimitero dei Libri Dimenticati un luogo arcano e sinistro dove i libri destinati a scomparire dalla memoria degli uomini , possono riposare tra scaffali polverosi e bui. In quei luoghi sconosciuti la loro essenza non si consuma, ma attende , con estrema dignità e speranza, un nuovo proprietario che possa ridar loro la possibilità di tornare a vivere e vibrare.
Secondo una vecchia leggenda , la prima volta che si entra nel “Cimitero” si deve scegliere un libro e prendere l’impegno di non abbandonarlo mai.
Daniel sceglie L’Ombra del Vento di Julian Carax e trascorre le successive ore notturne perso nel labirinto della sua coinvolgente lettura .
E la mattina sente di aver avuto il privilegio di aver scelto non un libro qualunque, ma qualcosa di estremamente prezioso e speciale; qualcosa di magico.
Da quel momento Daniel , va alla ricerca di altri titoli dell’autore sconosciuto , ma viene a conoscenza che i pochi romanzi pubblicati sono incredibilmente introvabili sul mercato editoriale della sua città . Incuriosito da questa inusuale vicenda , Daniel inizia ad indagare sulla vita di Carax , cominciando a scoprire straordinarie coincidenze e analogie con la propria esistenza.
Passeranno anni e Daniel passerà dall’età dell’infanzia all’età adulta, con il pensiero sempre fisso alla vita di Carax ….e dopo tanto tempo perso dietro alle sue instancabili ricerche , le tragiche verità, da troppo tempo nascoste, riemergeranno prepotentemente , portando a galla una storia , da troppo tempo soffocata nel silenzio e nell’indifferenza.
I personaggi che animano questo romanzo sono delineati come portatori di passioni estreme, di emozioni forti e coinvolgenti ; una trama complessa e misteriosa , che vive la sua intensità tra passato e presente, tra ricordi e progetti.
Se leggerete L’ombra del vento, vi sarà impossibile dimenticare il personaggio più intenso e originale : Fermin Romero de Torres ; una sorta di caricatura pittoresca, un colorito e piccante protagonista della carta scritta , sagace nel conquistare il lettore con le sue chiacchiere e le sue illuminanti e geniali affermazioni sull’esistenza e sull’umanità, il tutto accompagnato da una genuinità pura e totale , che lo rende , in tutto e per tutto, adorabile ed unico.
Un libro carico di suspance , carico di sfumature oniriche e surreali, con indimenticabili protagonisti consumati dalle passioni più estreme e totali .
Bello da consumarti di passione …. Bello da scavarti dentro….
Bello ….semplicemente e totalmente. Gina Margiotta
giovedì 1 dicembre 2011
Recensione del romanzo Il passato è una terra straniera
Ho appena terminato di leggere il romanzo Il passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio.
Il libro mi è stato prestato da un amico e devo ammettere che ,pur non rispecchiando il mio genere di lettura, le aspettative non sono rimaste deluse. Anzi direi il contrario.
La storia è ambientata in Puglia , a Bari precisamente.
È la fine degli anni ‘ 80 .
Giorgio è uno studente modello della facoltà di giurisprudenza.
Gli mancano pochi esami e la tesi per conseguire la laurea in legge.
Giorgio ha ventidue anni , proviene da una famiglia benestante e borghese e ha una fidanzata di nome Giulia , considerata da tutti la classica brava ragazza.
Insomma si può definire Giorgio come il figlio ideale ; pulito, onesto, tranquillo, forse , a tratti, protagonista di una vita piuttosto banale e noiosa.
Fino a quando non conosce Francesco ; misterioso, ambiguo, e, terribilmente, ricco di fascino intrigante. Le loro esistenze percorreranno binari separati fino all’incontro che segnerà per sempre i loro destini. I due diventeranno amici e passeranno la maggior parte del loro tempo libero tra partite di poker truccate e bische clandestine.
Inizialmente il cambiamento di ambiente finirà per coinvolgere Giorgio , che si ritroverà a provare sensazioni sempre più stimolanti e adrenaliniche , in un abisso che, poco alla volta , diventerà una traumatica discesa verso l’inferno del gioco d’azzardo.
Giorgio risentirà molto l’influenza del carattere dominante di Francesco.
E , inevitabilmente, verrà risucchiato da una realtà assai pericolosa , fatta di guadagni facili, feste trasgressive e avventure intriganti.
E nell’abbandonarsi a questo tipo di realtà , finirà per dimenticarsi dei suoi valori e delle sue oneste convinzioni. I due giovani decideranno anche di fare una vacanza in Spagna all’insegna dello svago e del divertimento , ma anche questo viaggio si rivelerà , ben presto, un pretesto di Francesco per coinvolgere Giorgio in un proficuo, ma pericoloso traffico di droga.
Contemporaneamente alla vita dei due protagonisti, si sviluppa un indagine dei carabinieri su una serie di stupri ai danni di giovani donne.
Una trama drammatica e devastante sull’amicizia e il tradimento , sulle illusioni di un mondo effimero e distruttivo e sulle paure delle nostre inconfessabili debolezze.
Un viaggio doloroso, quasi traumatico in quel periodo della vita che passa dalla gioventù all’età matura. In una Bari bellissima e spietata , Carofiglio vi condurrà nei corridoi delle nostre paure più profonde. Con la capacità letteraria che appartiene solo ai grandi scrittori, Carofiglio dipingerà . attraverso le parole, la cinica realtà, ma con la voglia di fare ritorno alla dimora dell’ integrità dei veri valori umani . Per guardare al futuro con l’alternativa del riscatto, ma guardando al passato come se fosse una terra lontana e straniera. Bello ….decisamente bello. Gina Margiotta
lunedì 14 novembre 2011
Recensione del romanzo Un giorno di Nicholls David
Ho letto questo delizioso libro qualche mese fa , divorandolo nel giro di pochi giorni.
Mi è stato prestato da una cara amica dopo aver, comunque, consultato dei siti che parlavano dei nuovi fenomeni letterari degli ultimi anni.
Avevo assolutamente bisogno di leggere un libro che fosse incentrato su una storia semplice e scorrevole, dopo essermi letta quasi 600 pagine del saggio di Marco Travaglio Ad personam , decisamente interessante , ma che ti lascia l’amaro in bocca e tanta confusione nella testa.
Un giorno è un romanzo originale , descritto nello stesso giorno dell’anno (il 15 luglio) nell’arco di un ventennio. I due protagonisti sono Emma e Dexter ( Em e Dex) .
La storia inizia esattamente con l’ultimo giorno di università e per due ragazzi sta finendo un ‘epoca memorabile , fatta di studi, amicizie e divertimenti.
Emma e Dexter sono assai differenti tra loro, ed una sera, dopo la festa di laurea, alzano un po’ il gomito e finiscono nell’appartamento di lei. Tentano un rapporto sessuale , ma desistono, comprendendo di non provare niente altro che una tenera e forte amicizia.
Lui è alto, atletico , bello, ricco, viziato. Lei è mora, veste in maniera semplice ed ha un carattere dolce e sensibile, amante della poesia e delle cause umanitarie , a cui si dedica con tutta se stessa.
Due carattere talmente diversi da ipotizzare sin dall’inizio che questa amicizia sarebbe durata veramente per poco tempo. Ma non è così.
Lui e destinato a una vita fatta di viaggi, svaghi, ricchezza, sempre consapevole dei suoi privilegi, dettati dal suo stato sociale. Emma , invece, è costretta, per anni, a vivere una vita faticosa e semplice, lavorando in un ristorante messicano e accantonando i suoi sogni di scrivere ed insegnare. Le loro carriere poi prenderanno il volo; Dexter diventerà un presentatore televisivo di trasmissioni trash e finirà con problemi di alcolismo e di estrema solitudine esistenziale.
Emma realizzerà ,finalmente, i suoi sogni prima insegnando in una scuola elementare e poi diventando una scrittrice di grande successo.
Ma per loro il 15 luglio rimarrà sempre un giorno speciale. Ovunque si trovino, in qualsiasi cosa siano occupati, la scintilla di quella notte tornerà a brillare, facendo diventare quel sentimento di amicizia sempre più saldo ed intenso.
Per vent’anni rimaranno in contatto, si frequenteranno, continueranno a condividere gioie dolori, amori, fallimenti, delusioni….proprio come fanno i grandi amici.
Perché la verità è che quando Emma e Dexter sono insieme sono felici, sereni e soprattutto sono persone migliori. Divertente, ironico, malinconico, Un giorno cattura il lettore con estrema energia sentimentale, parlando anche di rapporti famigliari , di insoddisfazioni latenti, di cuori che si rincorrono senza mai stancarsi, di attese e delusioni di coloro che hanno desiderato una persona senza mai averla avuta totalmente. La storia di Emma e Dexter è una storia semplice e , quasi sul finire la loro amicizia si evolverà in un travolgente amore per troppo tempo soffocato .
Io mi sono molto immedesimata in Emma , soprattutto dal punto di vista caratteriale.
Purtroppo l’epilogo non avrà un lieto fine e Dio solo sa quante lacrime mi fa fatto scendere.
Ma ciò che conta è che alla fine Emma e Dexter si sono finalmente trovati, amati, vissuti….e se anche il destino li separerà , il loro sentimento rimarrà intatto , senza ripensamenti o rimpianti. In attesa di andare al cinema a vedere il film ( con Anne Hathaway che adoro) , io vi consiglio di leggere Un giorno…..vi giuro che , alla fine, amerete cosi tanto Emma e Dexter da considerarli quasi vostri amici….. Tenerissimo Gina Margiotta
Iscriviti a:
Post (Atom)











