Un blog che parla di me...delle mie passioni , delle mie emozioni.
Un blog per combattere l'ipocrisia, l'odio, la violenza.
Un blog che parla d'AMORE

Blog ispirato dal capolavoro di Benigni "La vita è Bella"



Visualizzazione post con etichetta Le grandi donne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Le grandi donne. Mostra tutti i post

sabato 9 settembre 2017

Bebe Vio: la ragazza magica di Gina Margiotta

Jovanotti le ha dedicato una delle sue canzoni più famose :
Ragazza magica.Ed è proprio così che Bebe (Beatrice Vio) appare agli occhi di molti ammiratori che la amano e l'ammirano: io sono tra questi . Mi ha conquistata Bebe ; mi hanno conquistato i suoi grandi occhi vivaci, il suo sorriso disarmante , ma più di tutto mi hanno conquistata il suo coraggio e la sua grinta. Beatrice Vio ( detta Bebe) nasce a Venezia il 4 marzo 1997. All'età di undici anni si ammala gravemente . Viene ricoverata  in ospedale a causa dell'acutizzarsi della cefalea e della febbre  di cui soffre da qualche giorno. I dottori che la prendono in cura, immaginando di avere a che fare con un caso di sepsi da meningite, decidono di ricoverarla nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell'ospedale di Padova. Qui però Bebe arriva quando è già in condizioni gravi.La forma di meningite contro la quale lotta  è grave e preoccupante.E a peggiorare la situazione arriva una crisi setica, che le causa alcune emorragie interne. I medici si vedono costretti, così, ad amputarle le gambe sotto le ginocchia ed entrambi gli avambracci. Dopo un lungo periodo di degenza nel reparto terapia intensiva, Bebe comincia a dare i primi segni di ripresa. E Bebe esce miracolosamente dal coma . Tuttavia la meningite lascia sul fisico della ragazzina gravi conseguenze. Non solo l'amputazione degli arti, ma anche cicatrici distribuite sia sul viso che sul corpo. Dopo la dimissione dall'ospedale, Bebe fa ritorno a Mogliano Veneto, dove abita con la famiglia e dove ricomincia a frequentare la scuola. Le lunghe giornate sono cosi scandite dallo studio, ma anche dalle lunghe sedute di riabilitazione a cui viene sottoposta . Comincia per lei anche il periodo di applicazioni di protesi, che le possano consentire uno stile di vita , il più agevolato e normale possibile  . Ma il suo carattere vivace e battagliero la spinge a riprendere gli allenamenti di scherma , a cui era appassionata ancor prima del sopraggiungere della malattia . Bebe ricomincia ad usare il fioretto. E , nonostante la giovane età, si informa continuamente sulla possibilità dell'utilizzo di nuove e avanzate protesi, che le possano consentire un 'autonomia più completa e maggiore libertà di movimento. Coinvolge i genitori a creare e dare vita ad un'associazione no profit : la Art4sport . L'organizzazione si occupa, principalmente, di fornire ai bambini che hanno subito amputazioni, un sostegno per integrarsi e impegnarsi tramite le attività sportive. Nel 2010 , Bebe riceve le tanto agognate protesi per tirare di scherma, idealizzate e create dal Centro protesi di Budrio , con la partecipazione e il sostegno economico del Comitato Paraolimpico Italiano . Insieme alle protesi viene creata anche una sedia a rotelle particolare per poter partecipare alle gare di scherma. E' per Bebe un periodo fisicamente molto faticoso , ma anche proficuo ed entusiasmante.  Si allena quasi ogni giorno tra Padova, Bologna e Roma , sotto la guida di due allenatori; il polacco Ryszard Zub e l'italiano Fabio Giovannini, due dei preparatori atletici più famosi al mondo per quanto rigurada la disciplina sportiva della scherma. Nel 2011 , Bebe diventa la prima atleta europea con il braccio armato protesizzato . Ma il sogno di Bebe è assai più ambizioso ed importante; partecipare alle Paraolimpiadi come atleta nella categoria della sua disciplina sportiva. Sia nel 2012 che nel 2013 , la giovane si aggiudica il primo posto individuale ai campionati italiani di categoria B.  Seguono numerose vittorie sportive , tra cui il torneo di Montreal e quello di Leonato . Ma è alle Paraolimpiadi di Rio de Janiero , che la giovane atleta viene catapultata tra le stelle sportive tra le più acclamate ed amate al mondo. Proprio nello stesso giorno in cui Alex Zanardi ( altro atleta ad aver subito l'amputazione delle gambe, in seguito ad un incidente ) conquista il suo terzo oro Olimpico; Bebe vince la tanto sognata medaglia d'oro , battendo in finale la cinese Jingjing Zhou  . E' la consacrazione a livello internazionale . Bebe è finalmente una stella nella storia dello sport.Ero davanti alla tv quella sera e facevo un tifo per lei che sembrava di essere allo stadio . Sono rimasta subito colpita da Bebe, per la sua determinazione, la sua audacia , il suo carisma e la sua grinta. E ho ammirato anche la sua sete di vincere, il suo grande senso di competizione ed agonismo , pur mantenedendo sempre uno stile corretto e leale. Da quel momento ''la ragazza magica'' è diventata anche un'importante figura a livello mediatico. E si è scoperto che questa ragazza ha davvero tantissime qualità ; è solare, sempre sorridente e ha il dono dell'autoironia , arrivando, spesso, a ridere anche di se stessa . Il suo intento, ora, oltre allo sport, è di impegnarsi anche a livello sociale . Importante è stata la sua disponibilità a posare per la famosa fotografa Anne Geddes , per promuovere una campagna a sostegno della vaccinazione contro la meningite.Nel febbraio 2017 riceve il Laureus Award ; il riconoscimento più importante come migliore atleta disabile dell'anno precedente. Inoltre ha scritto e poi pubblicato una sua autobiografia  Mi hanno regalato un sogno. Ho letto questo libro e mi sono ancora più affezionata a questa giovane donna, che potrebbe essermi figlia. E' bella Bebe ; bella per ciò che rappresenta la sua figura, la sua immagine. Penso che esempi del genere vadano seguiti e sostenuti. Penso che persone come Bebe possano essere di grande aiuto ed esempio a chi ha subito gravi e pesanti sofferenze, ma anche chi , dalla vita, ha avuto la fortuna della salute  . Penso che lei sia uno di quei personaggi che può veramente insegnare qualcosa di molto importante; ad amarsi ed accettarsi, nonostante le privazioni, le sofferenze , le avversità.... Come mi piace....quanto mi piace ...questa ''ragazza magica'' 
.






lunedì 4 settembre 2017

Principessa Diana: vent'anni dalla sua scomparsa.... di Gina Margiotta

Il 31 agosto è stato il giorno dell'anniversario della morte della Principessa più amata di tutti i tempi  : Lady Diana Spencer , il giorno del ricordo non solo per i principi William Harry ma per tutta la Gran Bretagna, anzi per tutto il mondo. Non dimenticherò mai quella domenica di fine estate di vent'anni fa . Mia mamma venne a svegliarmi con aria incredula e mi disse che la principessa Diana era morta in un incidente d'auto a Parigi. Facemmo colazione con gli occhi incollati alla televisione, non una parola; in quella cucina illuminata dal primo sole della mattina , regnava un silenzio surreale. Ricordo che vedemmo un servizio giornalistico della giovane e bella principessa in compagnia dei suoi due figli , allora adolescenti, e ci commuovemmo fino alle lacrime. Non per la principessa, ma per la madre, per la giovane donna, per la breve vita , spezzata cosi precocemente....e poi mia madre ed io l'abbiamo sempre amata ed ammirata la bella Lady D .   A vent'anni dalla sua scomparsa , i principi e la duchessa di Cambridge Kate hanno visitato il 'White Garden', il memoriale giardino realizzato a Kensington Palace in onore di  colei che è sempre stata definita '' la principessa dei cuori''.
L' impegno pubblico ha  dato l'opportunità ai giovani  principi di rendere omaggio alla vita e al lavoro della loro madre.  Un'icona di stile, di eleganza, ma soprattutto di grande umanità ; una figura di grande impegno sociale e politico. Paradossalmente la fama di questa giovane e bella donna , crebbe ancora di più dopo il divorzio dal marito, il Principe Carlo, erede al trono e futuro re d'Inghilterra . Diana non era la '' bella bambolina'' che la famiglia reale voleva plasmare per trasformarla in una figura fatta di ''regole'' ed etichetta.... Diana è sempre stata un'anticonformista ; spontanea , genuina , semplice, diretta e soprattutto ''umana'' ....e questo suo essere cosi profondamente ''reale'' non nel senso nobile, ma'' vera,'' le ha sempre creato problemi con la famiglia del marito , da sempre caratterizzata da una disciplina , consona ad una famiglia regnante.
Ma proprio questa sua semplicità, questo suo essere trasparente e vera l'ha avvicinata al cuore delle persone del popolo , più di quanto avesse mai fatto un membro della dinastia dei Windsor..... Molte sono le leggende legate alla figura di Diana.... Si dice scappasse da Palazzo reale per andare a ballare con le sue amiche, c'è addirittura una storia raccontata da alcuni amici in cui Diana si vestì da uomo e con Freddy Mercury , passò una serata in un locale gay..... Diana che scappava dai paparazzi, Diana che visitava i centri d'accoglienza per i senza tetto, Diana che abbracciava e toccava i malati di Aids , all'inizio degli anni '80 , in un tempo pieno di pregiudizi , dove si pensava che il virus potesse essere trasmesso solo con un semplice contatto fisico , Diana che portava i suoi figli al parco, al cinema , al fast food , come una normale mamma . Tutto questo creò con la famiglia acquisita dei contrasti che, col tempo, divennero irreparabili .  Forse la cosa che più infastidiva la famiglia reale è che lei fosse  amata, adorata e acclamata più di qualsiasi altro componente della dinastia Windsor e questo essendo semplicemente se stessa. Molti anni fa lessi una biografia della principessa in cui si raccontava il viaggio che Diana e Carlo fecero in Australia. Durante quella visita ufficiale , il popolo australiano impazzì letteralmente per Lady D .... La gente la acclamava , voleva toccarla o fare foto con lei....e ad un certo punto una signora fu avvicinata da Carlo. La donna disse al Principe : '' La prego , sua altezza , può far avvicinare sua moglie , sono anziana e l'ammiro molto, vorrei poterle stringere la mano'' Ebbene si , Diana conquistò tutti; la gente , il popolo, ma anche i politici, gli imprenditori di fama mondiale, i grandi artisti del mondo dell'arte e dello spettacolo e suo marito dovette assistere al grande successo che questa donna raccoglieva, dal carisma e dal calore che riusciva ad emanare e  trasmettere solo attraverso un sorriso ,mentre lui era sempre un passo indietro.  Diana fu  amata da tutto il mondo , ma forse il suo più grande e tragico rammarico è stato quello di non essere amata dall'uomo della sua vita ; il Principe Carlo, da sempre innamorato della sua amante Camilla . Dopo l'inevitabile divorzio, Diana fu molto criticata e calunniata da una squallida e viscida stampa scandalistica. I suoi amori erano spesso sbandierati e derisi...a Diana non fu mai perdonato il fatto di essere semplicemente una donna libera, anche se profondamente sola .  Come non le fu mai perdonata la sua intensa attività sociale, spesso scomoda come quando visitò il paese africano de l' Angola , combattendo e lottando per l'eliminazione delle mine anti uomo . Qualunque cosa facesse o dicesse , Diana era sempre una spina nel fianco della monarchia inglese . Diana morì a soli 36 anni, in una calda notte d'agosto con il suo compagno di allora  ; l'imprenditore e produttore cinematografico egiziano Dodi al Fayed . Per tutta l'estate i paparazzi di tutta Europa seguirono ovunque la coppia , senza concedergli mai un attimo di tregua. Si dice che anche quella notte maledetta i paparazzi fossero presenti e anzi, fossero stati proprio la causa dello stesso incidente. Ma numerosi e inquietanti misteri circondano questo tragico evento mortale e , francamente, io non ho le competenze per poterli ipotizzare , figuriamoci  descriverli. Rimane il fatto che, nonostante, siano passati vent'anni , Lady Diana rimane una delle figure femminili più importanti , amate, invidiate   ed ammirate della storia del Ventesimo Secolo . Forse non avrebbe potuto essere più amata , neanche se il destino le avesse concesso l'onere e l'onore di diventare regina....Ma in fondo lei , una regina lo era davvero.... era davvero la regina dei  cuori. Mi piace pensare, però , che quel carisma, quella freschezza , quella sua genuinità, quella semplicità sia stata , in parte, trasmessa ai suoi due figli ; William ed Harry  che, come Lady Diana, sono molto ben voluti  dal popolo britannico e che forse, dopo secoli di rigide regole e fastidiose discipline , sapranno avvicinarsi a quel popolo che ha amato cosi profondamente la loro indimenticabile madre. 

domenica 5 agosto 2012

Bye Bye Marylin di Gina Margiotta


“Bye bye Baby” cantava   la celebre e mitica diva nel suo famosissimo film  Gli uomini preferiscono le bionde. Ed è forse quello che avranno pensato tutti i suoi fans in quella maledetta  data che ha visto la fine  della sua breve ed infelice vita   il 5 agosto 1962 .  «Probabile avvelenamento da barbiturici» sentenziarono allora  i giornali dell’epoca . Cioè suicidio. Nella stanza di Marilyn Monroe, all’anagrafe  Norma Jean Baker 36 anni , la morte era arrivata in anticipo sui tempi , privando  il mondo  di una delle figure più rappresentative e  leggendarie che l’ambiente cinematografico avesse mai avuto.

E anche ora a mezzo secolo dalla sua prematura scomparsa , la sua immagine rimane intatta e immutata , così come sempre capita a tutte  quelle vite rubate nel fiore degli anni.

L’immagine  di Marylin rimarrà sempre giovane  e bellissima .

Una donna desiderata e ammirata in ogni angolo del globo terrestre , con quel suo volto dolce e sensuale, quel suo atteggiamento un po’ svampito, il più delle volte costruito ad arte per continuare a mantenere il ruolo della bionda bella ma stupida e un po’ superficiale.

Ma Marylin non era questo. Marylin era donna intelligente e autoironica , ma anche  una creatura fragile e debole . 

Una donna fondamentalmente sola e triste .

In una sua lunga intervista Marylin rilasciò una dichiarazione  che fece riflettere molto , soprattutto dopo la sua scomparsa .

 "Lassù, fra le luci, c'era il mio nome. Dio, qualcuno dev'essersi sbagliato, mi dissi. Ma era là, tutto illuminato. Allora mi sedetti e mi dissi: "Ricordati, non sei una stella". Ma il nome era proprio lassù, in piena luce".

Dopo un'infanzia a dir poco difficile e traumatica , priva della presenza di un padre e con la madre Gladys, schizofrenica, spesso ricoverata in case di cura ,  la giovane Marilyn trova la strada del successo quasi per caso. Nel 1945 mentre lavora in fabbrica  come operaia viene notata  da David Conover, celebre fotografo dell'esercito che la vuole come fotomodella , per realizzare un servizio fotografico molto sexy, destinato alle truppe militari.

 Dopo i primi passi da fotomodella arriva il primo contratto cinematografico nell' estate  del 1946, con la Fox. Norma crea il nome d’ate di  Marilyn Monroe, prendendo il cognome da nubile della madre, si schiarisce i capelli, prende lezioni di recitazione  e portamento, diventando così quell'affascinante, carismatica  e sensuale creatura  di Hollywood che tutti impareranno a conoscere e ad amare.

Dopo aver recitato in piccoli ruoli , viene notata dal grande pubblico nel ruolo della ragazza del gangster in 'Giungla d'asfalto', quindi nella  ragazza sciocca e superficiale  di 'Eva contro Eva' , dove ha la possibilità di recitare accanto ad un mostro sacro come Bette Davis.

Nel 1953 l'esplosione del successo  con il film  'Niagara' e poi con la commedia  'Gli uomini preferiscono le bionde ' , dove  dimostra anche un talento spontaneo e evidente come cantante .
Poi a seguire pellicole storiche 'Come sposare un milionario accanto all’attrice Lauren Bacall  .

Il successo la vede protagonista di storie d’amore importanti  con i più famosi uomini del momento, come il campione di baseball Joe Di Maggio, con cui si sposerà all’inizio degli anni ’50.
Purtroppo il matrimonio con il celebre campione italo-americano dura solo un anno, a causa della gelosia dell’uomo.  Alcuni petegolezzi dell'epoca , sostenevano che il matrimonio terminò a causa della famosa scena dell'abito sollevato dal vento , nella celebre scena del film Quando la moglie è in vacanza.  Si dice che Di Maggio non sopportasse l'idea che la moglie fosse diventata la donna più desiderata dagli uomini di tutto il mondo.

Il fallimento delle sue storie d'amore fu una delle cause che condusse  la star più famosa di Hollywood al crollo psichico , all'abuso di alcool e farmaci. Anche il terzo matrimonio con il drammaturgo e intellettuale  scrittore  Arthur Miller finì male, e la depressione di Marilyn  prese il sopravvento  anche sulla sua carriera. Anche l’aborto spontaneo …un figlio desiderato da tempo …le fece crollare il mondo addosso.  Nel frattempo Marilyn divenne  l'amante sia del presidente John Kennedy e in seguito anche del fratello, Bob.

Nei suoi ultimi film girati dall’attrice  , i primi segni di cedimento emotivo  ;  in 'A qualcuno piace caldo'  , ? Il principe e la ballerina  'Facciamo l'amore ?' e 'Gli spostati' la Monroe si dimostrò distratta, irresponsabile , ingestibile  e priva di ogni equilibrio mentale , tanto che la Fox decise di non rinnovare alcun contratto con lei.

La sua fine sembrava dunque annunciata ….e forse la verità sulla sua morte non si saprà mai.

Alcuni sospetti incombono su eventuali ipotesi di complotto …..Come se l’attrice fosse stata “fatta fuori” perché a conoscenza di intrighi politici dovuta alle sue relazioni con i Kennedy …

Chissà….. i misteri rimarranno legati al suo mito che comunque rimarrà immortale ed eterno.

A me fa tenerezza pensare a lei…alla sua fragilità…..alla sua infinita solitudine …..

Una donna bellissima  e triste ….che se ne è andata troppo presto….ma  che rimarrà per sempre nei nostri cuori , attraverso i suoi film ….. Un mito senza fine …..
                                                               

                                                                       

venerdì 13 luglio 2012

Magica Nina Zilli


Pochi sono gli artisti che possono essere definiti   “eleganti”  …..ma questo termine si adatta perfettamente alla grandissima Nina Zilli , che ho avuto il privilegio di ascoltare ieri sera in concerto al porto antico di Genova. In una cornice suggestiva e  romantica , la cantante/cantautrice piacentina ha saputo creare un ‘atmosfera sofisticata , accattivante e sensuale.
La Zilli si muove sul palco come una pantera ….. sa essere romantica, concreta, retrò , moderna , malinconica , esuberante ….e tutto nell’arco di una stessa serata.
Accompagnata da una serie di musicisti straordinari , l’artista ha saputo regalare al suo pubblico momenti indimenticabili, passando dai suoi brani più conosciuti , a veri e propri “pezzi” da amarcord d’elite ; interpretando  capolavori della  storia della musica ….da At Last  (successo di Etta James) , a Never never (la versione inglese di Grande Grande di Mina),  Be my baby (interpretata magistralmente) , L’amore verrà dei Supremes…
E poi ovviamente i suoi personali successi …. Cinquantamila lacrime, L’uomo che amava le donne, Per le strade, L'inverno all'improvviso, la felicità, L’amore è femmina e  la bellissima canzone sanremese Per sempre.
Non uno stile ma un mix affascinante di musica soul , reggae , jazz , swing.
E poi il suo look…. due cambi di abiti….all’inizio concerto fasciata con un vestito in lamè color rame , per poi passare ad un tubino nero un po’ gonfio , ma che le stava addosso in maniera incantevole …. Un po’ Betty Boop  ….. un po’ Pin up …..ma nello stesso tempo con un ‘immagine tutta sua….e quelle sue movenze cosi particolari …quella sua gestualità così ammiccante e simpatica. E poi che dire della sua voce ? Calda, amara….a tratti roca, ruvida …per poi passare a tonalità dalle sfumature dolci , rilassanti….ed un ‘interpretazione capace di emozionare come poche artiste riescono a fare …. Insomma che dire ?
Nina Zilli mi piace da impazzire …..
E da ieri sera…. L’ADORO letteralmente.
Ringrazio infinitamente la mia amica Giusi che mi ha regalato i biglietti di questo indimenticabile concerto , di questa magica e bellissima serata….
Non la dimenticherò mai ………… Gina Margiotta
                                                             

domenica 13 maggio 2012

Dedicata alla mia mamma

                                ALLA DONNA PIU' STRAORDINARIA DEL MONDO
                                                       TI AMO TANTO MAMMA

domenica 25 marzo 2012

Liz la Diva dagli occhi viola


E' passato ormai un anno dalla scomparsa di quella che si può definire “l’ultima diva dell’era d’oro  di Hollywood “. Infatti il 23 marzo dell’anno scorso , la splendida star dagli occhi viola , abbandonò questo mondo  , a causa di gravi complicazioni cardiache , lasciando i suoi fan con il ricordo di un mito intramontabile.
Elizabeth Taylor , chiamata da tutti Liz , fu fin da piccola una bambina prodigio.
Di lei è stato detto e scritto di tutto ; la sua carriera cinematografica è sempre stata accompagnata dalla particolarità della sua vita privata, costellata da 8 matrimoni e una serie infinita di amori.
Vincitrice di due premi Oscar ( Venere in visone , Chi ha paura di Virginia Woolf) , Liz  Taylor  nacque a Londra nel 1927 , ma presto , a causa della seconda guerra mondiale, si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti . La famiglia scelse di vivere a Los Angeles  dove cominciò la sua lunga carriera cinematografica, recitando nel famosissimo film Torna a casa Lassie .
Con il passare degli anni la dolce bambina  crebbe per lasciare il posto ad una donna di incantevole bellezza, forse un po’ minuta , ma con un viso di uno splendore unico al mondo.
Durante la sua strabiliante carriera la Taylor ebbe la possibilità di lavorare insieme ai più grandi registi e attori dell’epoca. Per quanto mi riguarda , io ancora la ricordo con infinita dolcezza nella tenerissima commedia Il padre della sposa , affianco del magnifico Spencer Tracy.
Ma tanti furono i film che la videro protagonista di interpretazioni indimenticabili.
L’ho ammirata nel personaggio di “Maggie la Gatta “ nella pellicola La gatta sul tetto che scotta , accanto al bellissimo e compianto Paul Newman . Un ruolo difficile , di una donna sensuale, tenace, combattiva , che cerca di recuperare il rapporto con un marito , caduto in depressione e apatia.
Passando poi da veri e propri capolavori come L’albero della vita, Un posto al sole, Improvvisamente l’estate scorsa, Cleopatra  e tanti altri.
Ma forse, dovendo scegliere tra tanti film , io  serbo un particolare ricordo del suo ruolo nel film Il Gigante. Sarà che questo film mi ricorda molto la prima volta che lo vidi con la mia amatissima nonna, sarà che questo capolavoro è stato, poi l’ultimo lavoro di James Dean prima di morire precocemente. Fatto sta che il personaggio di  Leslie ; dolce come lo zucchero , ma agguerrita come una tigre , è quello che , in realtà, mi è rimasto nel cuore.
La bellissima diva , durante la sua vita, ebbe sempre problemi di salute molto seri; dagli innumerevoli dolori alla schiena , a problemi respiratori , la Taylor  cadde , anche , in un periodo di forte depressione , che spesso la portarono a pesanti  ricoveri in cliniche a causa della sua dipendenza dall’alcool .
Un’ esistenza costellata da grandi successi e grandi sconfitte .
Da donna penso che , in realtà, lei abbia avuto solo la grande esigenza di essere amata.
Alcuni personaggi famosi ai quali era legata da profonda amicizia, l’hanno definita come una figura femminile generosa e disponibile . Basti pensare che restò accanto a Rock Houdon , durante il calvario della malattia dell’Aids , quando , ormai, tutti quanti lo avevano abbandonato. Questa esperienza la segnò molto e per il resto della sua vita , la Taylor si dedicò molto al volontariato, diventando un immagine simbolo per raccogliere fondi per combattere la terribile malattia. Una donna unica, caparbia, vivace , passionale , che , inevitabilmente , rimarrà nel cuore di chi l’ha tanto amata ed ammirata.
Per me rimarrà sempre un mito

lunedì 19 marzo 2012

Le ali di Simona Atzori di Gina Margiotta


Una nuvola di riccioli castani, due occhi grandi , intensi, un sorriso carismatico ..un volto che emana luce…quella luce che noi chiamiamo serenità, gioia di vivere.

Simona Atzori  è nata senza braccia , come una farfalla a cui  sono state negate le ali.

Eppure , nonostante ciò, lei ha trovato il suo particolarissimo modo di volare ugualmente.

Milanese , 37 anni  Simona ha recentemente presenziato all’ultimo festival di Sanremo come Ospite Speciale , ballando una coreografia con una grazia ed una delicatezza che oserei definire incantevoli. Ed incantevole è anche l’esempio che donne come lei  riescono a comunicare al mondo.

In una società così priva di valori importanti, Simona Atzori rappresenta un esempio di grande coraggio , una dimostrazione che con la tenacia e la perseveranza , ogni nostro limite può essere superato.  Simona ha raggiunto traguardi importanti , grazie alla sua determinazione , alla sua solarità . Oltre a danzare , Simona è anche un ‘ eccellente  pittrice.

Inoltre è anche impegnata nel sociale ; ambasciatrice della fondazione Fontana che si occupa  del  sostegno delle popolazioni povere del Kenya  , Simona si esibisce spesso nei teatri , al fine di raccogliere fondi  per sostenere la sua missione.
Ha partecipato a mostre in tutto il mondo e nel 2006 ha ballato alla cerimonia d'apertura delle Paralimpiadi di Torino.  E come se tutto ciò non bastasse recentemente ha scritto e pubblicato un libro intitolato Cosa ti manca per essere felice?
 Citando alcune sue frasi : "Spesso i limiti non sono reali, i limiti sono solo negli occhi di chi ci guarda."
"La diversità è ovunque, è l'unica cosa che ci accomuna tutti. Tutti siamo diversi, e meno male, altrimenti vivremmo in un mondo di formiche."
Ecco direi che quando abbiamo l'onore di conoscere creature così straordinarie , la nostra vita si arricchisce di speranza , di valori saldi, importanti , robusti.
Allora che dire davanti ad un esempio di così grande determinazione e voglia di vivere?
Beh ...io ti dico GRAZIE ...Simona....perchè sono le persone come te che danno un senso alla vita, sono le persone come te che ci spronano ad andare avanti...è benchè tu sia nata senza le ali.... hai spiccato il volo verso un cielo sgombro di nuvole .... SEI VERAMENTE UNA GRANDE DONNA .

domenica 18 marzo 2012

Arrivederci amica mia ....


Mia Cara Amica,                              

così hai deciso di andartene.

Discreta, silenziosa, delicata così come ti abbiamo sempre conosciuta.

Da troppo tempo il tuo fisico era malato, stanco, indebolito.

Ma nei tuoi occhi continuavo a notare la tua straordinaria forza, il tuo encomiabile coraggio.

Hai lottato con una grinta ed una dignità , degna di un rispetto che non so neanche definire.

Eri e sarai sempre una grande.

Ricordo ancora il giorno che ti conobbi , ormai più di vent’anni fa . il tuo sorriso, la tua dolcezza, la tua perseveranza.  E quella carrozzina che ti avrebbe accompagnata per sempre.

Ma quando ti guardavo, quando ti abbracciavo, quando parlavo con te , io quella maledetta sedia non l’ho mai notata.

Ed ora sono più che certa che starai bene.

Immagino che tu stia camminando finalmente , anzi che tu stia correndo…con il vento tra i capelli e il sole ad illuminare il tuo volto.

Non so da dove cominciare per esprimerti tutta la mia gratitudine …per aver condiviso con me un pezzo di strada…. E se torno indietro con la memoria , rivedo attimi colmi di risate , di serate insieme , di cazzate sparate , di chiacchiere condivise , ma anche di dolori, di attimi tristi ..come tutti quegli addii  di amici che sono andati via prima di te.

Forse dovevano prepararti un posto speciale  dove tu ora possa riposare tra la gioia e la luce.

Tu che sei stata colei che mi ha fatto conoscere quello che poi sarebbe diventato come uno dei più cari amici che abbia mai avuto. Oggi so che sei   finalmente libera.

Ti porterò nel mio cuore per sempre. Grazie di aver fatto parte della mia vita.

Non di dimenticherò mai. Ti voglio tanto bene Ivana. 

Ed è per questo che non ti dico Addio…ma Arrivederci….

Buon viaggio e buona nuova vita …. Gina

lunedì 12 marzo 2012

Emily Dickinson e l'arte della poesia di Gina Margiotta


Affinché si possa apprezzare l’opera poetica di Emily Dickinson , per comprenderne le  strofe e poter percepire il suo “mondo” , occorre mimetizzarsi o immedesimarsi in quella realtà che la poetessa americana si era creata.

Nata nella cittadina di Amherst  negli Stati Uniti nel 1830 , a poco più di vent’anni Emily Dickinson  si ritirò quasi completamente dalla vita pubblica e sociale della sua epoca.

La sua esistenza si caratterizza in una percezione interiore che ha l’essenza della solitudine .

La sua poesia si tramuta così in un’alternativa alla vita dalla quale lei fuggiva; una riflessione più intimista, un pensiero più spirituale, un concetto assai più sensibile e astratto , rispetto ad un mondo più concreto e reale.

Avevo solo quattordici anni quando, vagando tra gli scaffali di una vecchia libreria , incappai in un libro dalla copertina dai toni caldi e rassicuranti.

Non so per quale motivo presi tra le mani quella raccolta di poesie di un ‘artista completamente sconosciuta. So soltanto che , sin dalle prime pagine, venni completamente rapita dalle parole , come assorbita da quelle strofe così evocative e profonde.

E fu così che acquistai la mia prima raccolta poetica di Emily Dickinson.

Con il tempo, crescendo e maturando , scoprii come l’interpretazione di alcuni suoi versi , conciliassero perfettamente con i miei pensieri.

La poesia è un’arte bislacca …non la si deve comprendere , la si deve soltanto amare.

La poesia è la porta aperta verso i nostri più reconditi  desideri; come la punta di un iceberg  che emerge dai fondali dell’oceano , per capire quale significato abbia la luce del sole, il caldo azzurro del cielo. Emily Dickinson ha creato una dimensione  alternativa alla vita reale …si è inventata un universo individuale , dove il suo ruolo di spettatrice ha evidenziato la sua visione  complessa della vita , attraverso gli occhi dell’osservatrice distante.

La sua composizione  spesso è impregnata da sfumature malinconiche e solitarie , ma lascia comunque aperti gli spiragli del romanticismo più estremo , di una dolcezza tipica di una femminilità forse un po’ soffocata , ma mai stanca di amare l’esistenza e la natura in ogni sua forma.

E se il lettore ha il privilegio di assaporare le sue opere , se libera la mente da preconcetti autoritari e arroganti, allora comprenderà anche l’essenza di una semplicità , il più delle volte, allontanata dalla stupidità e dalla arroganza umana.

Scoprire quindi la bellezza , il reale valore di un animo puro , permetterà al lettore  una visione nuova della parola amore , del vero significato del rispetto di un sentimento incontaminato.

La scelta di isolarsi , di vivere da eremita potrà scatenare il biasimo di tutti coloro che non comprenderanno come si possa decidere di non vivere “personalmente” le proprie emozioni.

Ma come possiamo permetterci di giudicare una situazione  , se non l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle? Emily Dickinson era , fondamentalmente, una donna introversa, insicura, vulnerabile .
E seppure dotata di un talento straordinario , durante la sua esistenza , non vide quasi mai la pubblicazione dei suoi scritti. Fu solo dopo la sua morte che le sue poesie furono trovate dalla sorella. E , purtroppo, fu solo dopo la sua morte che le sue opere divennero famose in tutto il mondo.   Insieme a Neruda, Tagore, Alda Merini, Hikmet , la dolcissima Emily Dickinson  rimarrà per sempre una delle mie più grandi fonti d’ispirazione ; un icona che ha saputo intingere la penna nei suggestivi e penetranti colori dell’anima . Incantata da tanta bellezza , grata da tanta generosità non posso far altro che continuare ad adorarla . Non posso far altro che respirare la sua incantevole capacità creativa per andare avanti  così..giorno dopo giorno …a cercare, annusare , assaporare ciò che mi esplode nel cuore ….la dolce e delicata sensazione che l’arte della poesia mi sa donare.




Fammi un ritratto del sole

Così che io possa appenderlo in camera mia

E possa fingere di scaldarmi

Mentre gli altri lo chiamano " Giorno"!

Disegnami un pettirosso su un ramo

Così che io possa ascoltarlo mentre dormo

E quando cesserà il campo nei campi

Anch'io deporrò la mia illusione.

Dimmi se e' vero che fa caldo a mezzogiorno

Se sono i ranuncoli quelli che volano

O le farfalle quelle che fioriscono.

Poi, manda via il gelo dai prati

E scaccia la ruggine dagli alberi

Dammi l'illusione che ruggine e gelo

Non debbano più tornare!

1860

venerdì 24 febbraio 2012

Tamara de Lempicka ..una vita tra arte e tormento di Gina Margiotta


 

Il mondo dell’arte è sempre stato molto severo e discriminatorio nei confronti delle donne.
Provate a chiedere alle persone se ricordano i nomi di qualche pittrice, scultrice o  musicista di musica classica  e vedrete,che in pochissimi vi nomineranno personaggi femminili .
Per fortuna in mezzo a un mondo dominato prettamente da figure maschili , emergono figure talentuose e innovative come l’artista di cui andrò a parlare.
Tamara de Lempicka  risulta  essere nata il 16 maggio1898 a Varsavia , anche se diverse teorie attribuirebbero il luogo di nascita alla città di Vienna .
La madre  è polacca, mentre il padre è un ricco ebreo russo .
La coppia avrà tre figli, ma sfortunatamente il padre scompare quando la piccola Tamara ha solo 5 anni.  E anche qui i misteri si infittiscono in quanto non si ha la certezza se l’uomo sia scomparso in seguito ad un divorzio o se si fosse tolto la vita.
Tamara e la sua famiglia sono cosi costretti ad essere mantenuti economicamente dai nonni materni che allevano la bambina convincendola di essere una creatura dotata di straordinario estro artistico e creativo.  Durante la sua infanzia ha l’opportunità di viaggiare molto in compagnia sia della madre che della nonna . Ed è proprio la figura dell’anziana donna a convincerla a studiare arte  ,iscrivendola presso una scuola svizzera e poi in un prestigioso istituto polacco.
Durante l’adolescenza l’anziana  matriarca  muore e Tamara si trasferisce con la madre e i fratelli a San Pietroburgo , presso una zia , dove conosce un avvocato ventenne , che finisce per sposare dopo un paio d’anni di fidanzamento.
Ma proprio durante la cerimonia di nozze conosce un diplomatico con cui intreccia una relazione , subito dopo il ritorno del viaggio di nozze (non perdeva tempo la ragazza).
Durante la rivoluzione russa, il marito viene arrestato dai bolscevichi , ma verrà liberato soprattutto grazie alle influenti conoscenze della moglie.
Una volta scagionato il marito, la coppia decide di trasferirsi a Parigi , dove all’inizio degli anni ’20 nasce una bambina che verrà chiamata Kizette.
Proprio nella capitale francese , Tamara decide di riprendere gli studi di pittura , lavorando anche con artisti come  Maurice Denis e Andrè Lhote .
Nel giro di pochi anni , con uno stile del tutto particolare ed originale , diventa famosa come ritrattista col nome Tamara de Lempicka.
Ma ciò nonostante il suo matrimonio comincia a vacillare , la sua vita sentimentale è tormentata e comincia una relazione con una giovane vicina di casa .
Nello stesso tempo comincia a fare uso di droghe , alcool e frequenta locali per omossessuali, avendo numerosi amanti sia maschili che femminili e trascurando notevolmente sia il marito che la figlia.
In questa fase di vita mondana, ha la possibilità di conoscere artisti famosi come Joyce, Martinetti, Gabriele D’annunzio  . Alla fine degli ani ’20 , il marito decide di divorziare, stanco dei continui tradimenti della giovane moglie.  Inizia cosi per la pittrice un periodo di forte depressione , inseguendo sempre avventure , destinate a distruggere un già carente equilibrio psichico.
Anni più tardi conosce un giovane barone tedesco , con il quale decide di sposarsi.
A causa della seconda guerra mondiale  , la coppia si trasferisce negli Stati Uniti.
L’artista continua la sua carriera  , sempre oppressa da cambiamenti di umore al limite dell’esaurimento nervoso , ma , paradossalmente , questo stato emotivo le consente di lavorare senza un attimo di sosta . Agli inizi degli anni ’60 il il secondo marito muore e la pittrice   decide di trasferirsi in Texas , dove apprende e sviluppa una nuova tecnica pittorica : usare la spatola al posto del pennello . La critica dell’epoca la osteggia ferocemente .
La pittrice decide cosi di non esporre più le sue opere al pubblico .
Continua a viaggiare , soprattutto in Italia , ma verso la fine degli anni ’60 l’arteriosclerosi da cui è affetta peggiora e conseguentemente anche la sua depressione .
Ciò nonostante Tamara decide di tornare a Parigi, dove realizza diverse mostre e dove incontra un nuovo compagno che la assiste e le assicura una stabilità emotiva , sempre in bilico tra paura di fallire e l’incubo della solitudine.
Negli anni ’70 si stabilisce in Messico , e nel 1980 muore a causa di difficoltà respiratorie.
Il suo corpo verrà cremato e le sue ceneri sparse (secondo la sua volontà sul vulcano Popocatepeti)
La vita travagliata di questa grande artista , non ha mai condizionato il suo talento creativo.
Tipici del suo stile sono la ricerca quasi soffocata e sofferta dei chiaroscuri , contrastati da evidenti e intensi giochi di colore. Sono quasi sempre figure femminili ad essere ritratte , forse la scelta delle donne era dovuta alla sua bisessualità . Ma viene lecito da pensare che forse , la sua vera identità sessuale fosse , in qualche modo, soffocata , forse a causa anche dell’epoca in cui la pittrice è vissuta. Quello che appare evidente attraverso i suoi dipinti è che le donne ritratte abbiano in comune , tutte la stessa autentica e intensa malinconia . Questi sguardi quasi vuoti e nel contempo espressivi , queste labbra socchiuse  quasi a voler evidenziare , il dolore e la solitudine attraverso i silenzi. Ma questa è una mia personale opinione.
Amo questa pittrice , non solo per la sua tecnica ed il suo stile, ma anche per aver dimostrato che il mondo dell’arte non è riservato solo al potere maschile …che l’arte non ha un identità sessuale…..perché là dove si insidia l’emozione  e il genio …l’arte ne esce vincitrice.

martedì 21 febbraio 2012

Geppi Cucciari e la rivincita delle donne "diversamente gnocche"

Geppi Cucciari e la rivincita delle donne
 "diversamente gnocche"

Ma dove sta scritto che per essere una donna  di successo nel mondo dello spettacolo bisogna per forza possedere un viso e un fisico straordinario? MA BASTA…. MA FINIAMOLA….
Capisco che nell’epoca attuale  la fisicità sia importante , ma non è prioritaria.
Io , francamente , mi sono letteralmente rotta le scatole di veder crescere carriere sopravalutate e scintillanti, basate soprattutto sull’immagine …e questo purtroppo non capita solo nell’ambiente superficiale ed effimero dello show business , ma anche nella vita di tutti i giorni.
Persino uomini che conosco e stimo, ogni tanto scendono a commentare se non addirittura a deridere donne dal fisico poco avvenente , donne che , magari, hanno anche dei seri problemi fisici , magari dovuti a disfunzioni ormonali o patologie fisiche . Spero che non lo facciano anche con me .
Ecco se all’inizio la reazione può essere di ilarità, (io stessa ci ho riso sopra qualche volta) , non nego che se il tormentone continua nel tempo, incessantemente , la cosa comincia a crearmi seri imbarazzi e sensazioni di proprio e vero fastidio. Non dico che non ci si debba scherzare su…io riesco anche ad ironizzare sui miei grandi problemi fisici, ma lo faccio con la morte nel cuore e so che significa farsi spazio , a fatica, in un mondo fatto di belle donne. Avviene cosi  che la società che ti circonda finisce con farti sentire una nullità, un fenomeno da circo. Quindi ben vengano le risate….ma con moderazione.
Della serie …un bel gioco …dura poco…..
Perché la gente non si rende conto che nel mondo c’è spazio per tutti ?
Ed è proprio per questo motivo che  quando una donna  come Geppi Cucciari riesce ad ottenere successo sulle basi di un vero e innato talento , il riscatto delle “ diversamente gnocche”  risulta a tutti gli effetti come rivincita morale verso coloro che giudicano  e sentenziano solo sulle basi dell’aspetto fisico.
Perché la verità è che le donne che non hanno il dono della bellezza devono fare il doppio della fatica per dimostrare ciò che valgono, che devono usare altre strategie per incantare la gente , considerando che doti e qualità come l’intelligenza, la cultura, l’ironia sono tutti pregi sottovalutati rispetto ad un culo sodo o un viso dai tratti perfetti.
E mi dispiace dirlo, ma questo argomento riguarda soprattutto i maschietti.
La settimana scorsa , ad esempio, sentivo ovunque(bar, autobus, negozi)commenti positivi sulle scollature di Belen , ma  ho sentito ben poche parole di elogio per la straordinaria partecipazione della Geppi nazionale al festival di Sanremo. Geppi ha partecipato all’ultima serata dello Show come superospite e durante tutta la sua permanenza sul palcoscenico, ha surclassato con il suo stile , la sua comicità , la sua freschezza e la sua ironia , presenze femminili assai più avvenenti .
Ma cosa c’è che non va in una donna “normale” , che non risponde ai canoni della perfezione  estetica?
E dire che donne di questo calibro rivaluterebbero completamente l’immagine della donna oggetto.
Che poi si sa …la bellezza finisce …mentre ciò che rimane è quella fantastica “energia” definita fascino. Quindi ben vengano le donne come Geppi Cucciari, Donne con la D maiuscola…donne che sanno attirare l’attenzione con argomentazioni stimolanti e divertenti…. Donne che riusciranno sempre a farvi sorridere …riflettere…vivere….
Grazie Geppi…a nome di tutte quelle donne …”diversamente gnocche “   Gina Margiotta

lunedì 13 febbraio 2012

Ciao indimenticabile Whitney                                   

Si può solo provare sgomento, tristezza , ma anche tanta rabbia nel commentare un’altra morte annunciata. Se ne andata anche lei….la più grande interprete femminile della storia della musica Pop degli ultimi venticinque anni .
Whitney Houston è stata trovata morta in una camera di albergo di Beverly Hills   a Los Angeles sabato 11 febbraio 2012 . Probabilmente affogata nella vasca da bagno dopo aver assunto un mix di farmaci antidepressivi ed alcool . La sera stessa del suo decesso avrebbe dovuto presenziare  alla premiazione dei Grammy Awards (gli oscar della musica)
Aveva 48 anni .
  Whitney Hoston è stata una delle grandi regine della musica pop a cavallo tra gli anni 80 e 90 , collezionando , grazie alla sua splendida voce ed al suo grande fascino , una serie di successi mondiali che l’hanno consacrata alla storia della musica internazionale.
Nella sua scintillante carriera ha venduto oltre 180 milioni di dischi, vincendo più di 400 premi.
 Io mi ricordo ancora la prima volta che ebbi il privilegio di ascoltare la sua voce.
Era il 1987 a Sanremo. Avevo 16 anni.  Si presentò sul palco dell’Ariston con quel passo leggero, con quel corpo da fotomodella, quel viso dolcissimo, quasi perfetto nella sua bellezza.
Cantò il brano All at Once …Un tripudio…un trionfo senza precedenti ….e per la prima volta nella storia del festival canoro più famoso del nostro paese , il pubblico si alzò in piedi chiedendo all’artista il bis. Io rimasi estasiata ….mai sentita una voce cosi bella …così angelica…
Nei mesi a seguire divenne la mia ossessione musicale …forse perché le sue canzoni erano legate ad il primo ragazzo che mi aveva rubato il cuore.
Whitney rimarrà sempre la colonna sonora della mia adolescenza .
Assieme a Michael Jackson detiene il record dell’artista di colore di maggior successo.
Per anni è stata la stella, la ragazza d’oro dell’industria della discografia.
In un epoca dove le star femminili come Madonna o Cindy Lauper  si distinguevano per trasgressione e aggressività , Whitney Houston riportò nel panorama musicale , un genere più soft, più sensuale, più romantico. Ma raggiunse anche la grandissima popolarità con la partecipazione nel film The bodyguard al fianco di Kevin Costner , la cui colonna sonora  I will always love you raggiunse le vette delle classifiche mondiali, rimanendo la primo posto per mesi e mesi.
Con la sua musica e il suo inimitabile stile influenzò cantanti come Cristina Aguilera, Mariah Carey, Celine Dion. Dopo gli anni del successo , il crollo e la disperazione .
Da anni , infatti, faceva uso di droghe, alcolici e psicofarmaci.
Un matrimonio infelice , fatto di violenze e abusi troncò la sua carriera
E la splendida dea nera  era diventata l’ombra di se stessa .
Una volta dichiarò in un intervista : “ Il più grande demonio sono solo io. Posso essere la migliore amica o la peggiore nemica di me stessa”
Con questa tragica affermazione , viene da sostenere che la nemica ha vinto …. Che è stata più forte della voglia di combattere, di lottare .
Fa male pensare come grandi artisti come Michael Jackson,  Elvis Presley, Jim Morrison, Amy  Winehouse  abbiano tutti fatto la stessa fine…tutti giovanissimi e tutti tragicamente e tristemente soli.  Avevano tutto…. Ma alla fine non avevano niente …e hanno lasciato al mondo il grande rimpianto di aver perso qualcuno di straordinariamente meraviglioso.
Se solo lo avessero capito anche loro….  Cosi cerchiamo di accettare questa incomprensibile realtà , con la consapevolezza che artisti di questo calibro lasceranno sempre un impronta nella nostra anima, nella nostra memoria storica ,  che ci lasceranno in eredità la loro indimenticabile voce, il loro straordinario talento.
Ora nel cielo c’è una stella in più….. Ciao indimenticabile e bellissima Whitney....
Ci mancherai immensamente  .....I will always love you <3   Gina Margiotta
                                         

sabato 4 febbraio 2012

Rosanna Benzi .... Grazie per il tuo vizio di vivere


Oggi ricorre il 21esimo  anniversario della morte di Rosanna Benzi, la donna che visse per quasi trent’anni nel polmone d’acciaio.
E mi sembra veramente il minimo dedicare a questa grande persona un articolo sul mio blog.
Sono gli esempi di figure umane come lei che continuano ad ispirarmi, che mi riempiono il cuore di gioia, gratitudine , orgoglio.
Nella primavera del 1962 , non ancora quattordicenne, Rosanna Benzi fu colpita da una grave forma di poliomielite . La patologia le causò una tetraplegia e una seria insufficienza respiratoria.
La sua famiglia, originaria del basso Piemonte, fu costretta a trasferire la ragazzina a Genova , presso la struttura ospedaliera di San Martino , in quanto più qualificata e adatta a prendersi cura della malattia. La donna rimase ricoverata presso l’istituto ospedaliero per il resto della sua vita.
A lei devo molto , a cominciare da una grande forma di ammirazione e stima.
Per me , in particolare, un grande esempio di coraggio e dignità.
Da adolescente ho lottato contro una grave forma di scoliosi , che mi costrinse a svariati ricoveri, esami, visite di controllo. Per non parlare di anni e anni di uso di un busto ortopedico e una conseguente e alquanto difficile operazione chirurgica .
Per mia fortuna , la situazione è sicuramente migliorata ed ora posso affermare di condurre una vita autosufficiente e tranquilla , anche se con alcune limitazioni che, per fortuna, condizionano in minima parte la mia vita quotidiana.
Ma quando si è giovani , una patologia può condizionare seriamente l’equilibrio psicologico di chi affronta il calvario della totale  mancanza di salute.
E se ho superato tante difficoltà , tanti ostacoli lo devo soprattutto alla mia straordinaria famiglia , alla mia forza interiore…ma lo devo anche a Rosanna  e alla sua grande testimonianza di vita.
Rosanna era una donna allegra, vivace, ironica, intelligentissima .
Una donna simbolo per tutte le persone che hanno dovuto lottare contro le avversità della vita, una donna che ha combattuto con perseveranza e dignità contro l’emarginazione delle persone più vulnerabili . Nel 1976 , Rosanna fondò una rivista che chiamò Gli altri , una testata giornalistica che si prese cura di parlare e di occuparsi di tutte quelle realtà a volte troppo discriminate, accantonate, dimenticate.
Durante uno dei miei tanti ricoveri, una mia carissima zia mi regalò il libro scritto dalla stessa Benzi .  Il libro intitolato Il vizio di vivere , ebbe un notevole successo editoriale e il regista Dino Risi decise di dirigere un film tratto dallo stesso romanzo ed interpretato dall’attrice Carol Alt.
Il vizio di vivere è un piccolo gioiello di semplice e pura letteratura, dove si raccontano vent’anni nel polmone d’acciaio , senza mai cadere nello stereotipo del pietismo a tutti i costi, del dolore patetico e strumentalizzato . E poi negli anni a seguire ; l’esempio di questa donna mi spronò  ad iscrivermi presso Progetto 80 , un associazione di volontariato della mia città (Genova neanche farlo apposta) che si occupa delle problematiche , ma anche del tempo libero dei disabili.
Che dire di più?  Devo tanto a Rosanna e , attraverso questo articolo, ho voluto cogliere l ‘ opportunità di ringraziarla simbolicamente .
Credo che il più grande dono che una persona possa lasciare su questa terra, sia la grande capacità di essere riusciti a  trasmettere dei valori importanti, degli ideali che verranno portati avanti attraverso altre vite, altre testimonianze, altre realtà.
Ed è allora che la vita si esprime in tutta la sua importanza, in tutto il suo splendore, in tutto il suo miracolo. Grazie Rosanna ….Grazie per tutto questo .    Gina Margiotta

giovedì 2 febbraio 2012

Le rughe di Anna Magnani

                   Una volta Anna Magnani disse al suo truccatore: “ Lasciami tutte le rughe , non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele venire “
Questa frase , pronunciata dalla celebre attrice  ormai parecchi anni fa, sembra quasi deridere o beffeggiare la moda sempre più attuale e dilagante , di fermare il trascorrere del tempo , grazie all’aiuto di interventi chirurgici e dall’uso smodato di sostanze come il botulino o similari.
Molte donne dello spettacolo sono terrorizzate dal tempo che scorre sulla loro pelle, dagli anni che, inesorabilmente, condannano i volti al cambiamento naturale della vecchiaia.
Nicole Kidman , ad esempio, è sempre stata una donna bellissima ma ciò nonostante , anche lei ha ceduto alla tentazione “dell’elisir di giovinezza”
Ed adesso il risultato finale appare evidente agli occhi di tutti : forse l’aspetto può sembrare più giovane , ma , in compenso, sembra anche non riuscire più a sorridere in maniera del tutto naturale .
E che dire poi della dolcissima  Meg Ryan ?
Da sempre rappresentante di una bellezza pura e genuina , anche questa attrice è riuscita a combinare disastri irreparabili e la semplicità del suo volto, ha lasciato il posto all’immagine di un gommone da spiaggia.
Mi chiedo come sia possibile arrivare a certi livelli di cattivo gusto.
Cosa c’è di male in un volto invecchiato?
Viene quasi voglia di ribellarsi e gridare a squarciagola : “ Evviva le rughe “
Evviva tutti quei visi che dimostrano la loro reale età,  che comunicano ancora qualsiasi tipo di emozione, che testimoniano con dignità ed orgoglio la naturale conseguenza della vita stessa.
Con questo discorso non intendo assolutamente pronunciarmi contraria alla chirurgia estetica.
E’ una pratica che, se usata intelligentemente, può anche aiutare tante persone complessate a vivere meglio , a modificare o eliminare difetti visivi , che potrebbero compromettere , seriamente, un equilibrio psicologico.
In altre parole, non ho nessuna intenzione di fare la morale o biasimare chiunque decida di migliorare il proprio aspetto fisico. Ci mancherebbe.
E’ solo che mi piacerebbe che questo fenomeno potesse avere dei limiti.
Il risultato che consegue il deturpamento di certi volti , non è solo quello di rendersi ridicoli  e “finti” . Ciò che viene evidenziato da determinate “modifiche” fisiche è che i volti appaiono tutti omologati , tutti, incomprensibilmente , uguali.
La ricerca della perfezione non esiste e forse non esisterà mai.
Nemmeno tra milioni di anni.
E forse sarebbe opportuno metterselo bene in testa.  Allora perché tutta questa carrellata di mostri plastificati?  Possibile che certe persone diano ancora importanza a valori cosi effimeri e superficiali?
Le donne migliori che ho conosciuto sono quelle che hanno la capacità di prendersi in giro, perché a volte, l’autoironia, è l’ingrediente  principale per rendersi belli agli occhi degli altri.
La vera forza e maturità nasce dalla consapevolezza di volersi accettare per ciò che si è , di amarsi nonostante i difetti, nonostante il tempo che non perdona e ci condanna al destino della vecchiaia.
Ed accorgersi , per esempio, che ogni singola ruga parla di noi, della nostra vita, dei nostri dolori, delle nostre conquiste , della nostra storia. Nasce così spontanea l’idea di riassaporare quei volti , forse segnati  dal tempo , forse pieni di imperfezioni , ma anche densi di un’espressività che è la nostra vera identità , il percorso che abbiamo intrapreso, la testimonianza di ciò che abbiamo vissuto. Ed allora un applauso a tutte le “Anna Magnani “ che vanno avanti cosi…. libere , fiere , vere e bellissime.  Gina Margiotta

sabato 28 gennaio 2012

Mina.....La Divina

           

Oggi parlo di lei .
La dea assoluta ed indiscussa della storia della musica italiana.
La seguo da sempre, un ‘eredità artistica culturale, che mi è stata tramandata dai miei genitori, che l’ hanno sempre amata e apprezzata. E c’è da domandarsi come sia possibile non riconoscere un cosi grande talento, una cosi evidente e particolare magnificenza vocale.
Mina è uno di quei fenomeni talmente eclatanti e straordinari che renderebbe speciale qualsiasi cosa: sono convinta che se cantasse anche la lista della spesa , riuscirebbe a provocare emozioni e sensazioni meravigliose.
Anche se non apprezzo tutto il suo repertorio musicale e preferisco , senza alcun dubbio, i suoi cosiddetti “anni d’oro”  e cioè il periodo che va dal 1967 alla fine degli anni  ’70 , anche di recente è stata capace di regalarmi vere ed intense sensazioni.
Mina (vero nome Anna Maria Mazzini) ebbe la fortuna di esordire , in un momento dove i migliori artisti avevano l’opportunità di lavorare con le grandi orchestre.
Mina è stata ed è ancora oggi un artista indubbiamente completa e perfetta sotto ogni punto di vista.
A livello d’immagine ha lanciato uno stile di moda che all’epoca fece colpo sulle giovani generazioni e ha proposto una rara ed inedita capacità interpretativa   , fatta di gestualità raffinate ed originali . senza poi tralasciare il suo straordinario livello canoro, che ha rivoluzionato una linea musicale e vocale senza alcun precedente.
In Italia non riesco a trovare altre interpreti femminili in grado di arrivare ad un livello così elevato, elegante, passionale ed intenso.
Per anni è stata la vera Star femminile del mondo dello spettacolo italiano.
Dotata anche di grande intelligenza, di naturale simpatia, e di acuta ironia,ha saputo ritagliare su se stessa , un incredibile personaggio che sapeva muoversi con naturalezza anche come conduttrice e presentatrice televisiva. Non amarla sembra quasi una bestemmia.
Per anni Mina ha dominato l’intero panorama canoro del nostro paese, nonostante fosse un periodo in cui i talenti femminili erano forti e ben dotati; Ornella Vanoni, Patti Pravo, Marcella, Milva.
Ma è innegabile che lei sia sempre stata una spanna sopra tutte le sue bravissime colleghe.
Il segreto del suo successo penso sia da valutare anche per la sua capacità di adattarsi magistralmente a tutti gli stili interpretativi; jazz, blues, pop, canti tradizionali dialettali .
In qualsiasi contesto e circostanza , Mina ha saputo raggiungere dei risultati che sono riusciti a raggiungere la perfezione.
La scelta di Mina di allontanarsi dalle scene e , dal mio punto di vista, condivisibile e rispettabile. Oltre tutto questa sua “scomparsa” ha contribuito a creare una leggenda , un mito.
Mina ha deciso di allontanarsi dai riflettori proprio nel momento più scintillante della sua carriera.
Ha fatto una scelta personale e la sua decisione avrebbe potuto distruggere tutto ciò a cui si era dedicata per anni. Ma la divinità non termina con il passare del tempo, la divinità rimane per sempre, indelebile , immortale.
Mina ha scelto di vivere la sua vita, dedicandosi ai suoi amori, alla sua famiglia , ma non ha mai abbandonato la sua grande ed infinita passione per la musica.
Ancora adesso, a distanza di quasi 50 anni dal suo esordio, Mina regala ai suoi ammiratori dei bellissimi Album e delle grandissime opere canore che riescono sempre ad entrare dalla porta del cuore , con una magia che invade tutto ciò che la circonda.
Inutile menzionare tutte le sue canzoni… troppe e tutte indimenticabili.
Ciò che artisti di questo calibro lasceranno alla storia è solo la capacità di essere riusciti a rubare istanti all’eternità….. un dono che ha quasi l’impronta di Dio.
Grazie Mina….. Grazie divina         Gina Margiotta