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venerdì 20 gennaio 2012

Recensione del film La prima cosa bella

Molto spesso sento pareri alquanto severi riguardo la situazione del cinema italiano.
A me, ad esempio, capita spesso di dover difendere  la nostra attuale settima arte da pareri accaniti e impietosi. Siamo d’accordo che il cinema straniero, soprattutto quello statunitense , sia un gradino più in alto, ma questo dipende molto anche dalle case di produzione che hanno maggiori disponibilità economiche e commerciali.
Ma io non sarei così severa .
Ad esempio come si può non amare lo stile sensibile e intenso dei film di Paolo Virzì?
Ieri sera, in prima visione tv, mi è capitato di rivedere uno dei suoi film più belli e più amati degli ultimi anni. La prima cosa bella è un film che scuote anche i cuori più insensibili e sospettosi.
La storia narra la vita di Anna , una bellezza prorompente e genuina , che tutti gli uomini vorrebbero avere nel proprio letto . Anna è , a tutti gli effetti, una donna spontanea e passionale, ma nonostante tutti gli amori vissuti, le relazioni consumate, la grande ragione di vita della giovane donna sono i suoi due adorati figli Bruno e Valeria.
E anche nei  momenti più difficili e faticosi, Anna riesce ad essere un punto di riferimento di forza e allegria , un rapporto d’amore fatto di giochi divertenti, di canzoni cantate a squarciagola .
La commedia ( se cosi si può definire) si svolge in un lasso di tempo che va dai mitici anni ’70 ai giorni nostri. Oggi Bruno ( Valerio Mastrandrea ) , scappa dalla sua città e dai suoi affetti famigliari per cercare un’alternativa diversa, ma finisce con il vivere una realtà infelice e nevrotica.
Suo malgrado, viene coinvolto da sua sorella Valeria, a ritornare nella sua città d’origine , Livorno, per andare a fare l’ultima visita alla madre Anna ( Stefania Sandrelli) , ormai gravemente malata da tempo. Ed è durante questo “ritorno” che si sviluppa questa pregevole pellicola, in un altalena di flash-back per raccontare una storia che comprende l’esistenza di tre generazioni.
Una giovane  donna vive la sua intensa maternità , in una società in rapida evoluzione mentale ed economica , che però rimane sempre relegata ad una cultura tradizionalista e densa di pregiudizio.
Anna  incarna perfettamente l’immagine di una donna anticonformista e libera dalle convenzioni sociali, con una veduta che viaggia con anticipo sul suo presente, una figura feminile che proprio per il suo essere genuina, spesso tende a mettere in imbarazzo i propri figli, troppo condizionati da una cultura perbenista ed ipocrita.
La morale che La prima cosa bella riesce a trasmettere allo spettatore, sarebbe quella di una donna, che pur vivendo la sua colorata esistenza, riesce , comunque, ad essere una madre unica e straordinaria.
Un film che riesce ad emozionare perché parla dei sentimenti più forti e reali, quelli che legano una madre ai propri figli , ma senza quella retorica a cui siamo sempre stati abituati.
La scena finale regala attimi di potentissima commozione, con Anna ormai ridotta allo stato finale della malattia, ma sempre allegra, sorridente e ottimista, sempre pronta a coccolare i suoi figli , come se fossero ancora due bambini, ma senza mai mancargli di rispetto e dignità.
Con una Sandrelli strepitosa , questa pellicola riesce , nonostante il finale, a lasciare un messaggio di ottimistica visione della vita….con l’ultima scena che vede Bruno recarsi con la fidanzata al mare, subito dopo il funerale della madre… quasi a voler rendere omaggio a quella donna straordinaria  e sempre allegra …perché la vita continua…
Nonostante il dolore, le lacrime , c’è sempre qualcosa per cui vale la pena di continuare. Forse è proprio questo l'insegnamento più bello ed importante che una madre possa lasciare come eredità ai propri figli.
                                                   Gina Margiotta

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